Di Antonio Troise
Roma. "Se il governo non trova i soldi per gli statali c’è poco da fare, sarà sciopero". Parola di Luigi Angeletti, leader della Uil, che manda un messaggio esplicito al ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta: "Siamo disponibili a discutere di tutto, dal recupero di efficienza ai premi legati alla produttività. Ma solo a una condizione: che non ci siano tagli agli stipendi dei dipendenti pubblici".
Per la verità, il governo ha già smentito...
"Intanto, c’è già stata una prima sforbiciata degli stipendi. E non si tratta di una cosa di poco conto perché stiamo parlando di una riduzione media di 200 euro".
A cosa si riferisce?
"Nelle scorse settimane, con una circolare del Tesoro, sono stati bloccati tutti gli aumenti legati al raggiungimento di determinati obbiettivi fissati negli accordi di secondo livello. Sono contratti importanti, raggiunti dal sindacato con i singoli ministeri, per i quali erano previsti fondi ad hoc. Avrebbero dovuto già essere erogati quest’anno e, invece, sono stati congelati".
Perché?
"La motivazione addotta è che si trattava di premi non "incentivanti" perché distribuiti in maniera generalizzata. Noi siamo pronti a discutere sui criteri per l’erogazione dei premi. Ma a patto che gli stanziamenti ci siano".
Però con questo sistema i soldi non finiscono anche nelle tasche dei cosiddetti "fannulloni"?
"Non difendiamo e non abbiamo mai difeso chi non lavora. Ma i dipendenti pubblici che fanno il loro dovere, e sono la maggioranza, devono essere pagati e pagati decentemente. Su questo non sono possibili sconti".
Allude ai 400 milioni per i contratti scomparsi dalla Finanziaria?
"Certo. Già nella manovra di Prodi, quella relativa a quest’anno, i fondi per i rinnovi contrattuali non c’erano. E lo abbiamo denunciato apertamente a novembre. Ora la situazione si ripete ma con un’aggravante: abbiamo accumulato un anno di ritardo dal momento che il rinnovo è biennale, riguarda sia il 2008 che il 2009. A questo punto non c’è che una strada: aprire un tavolo di trattative per discutere di tutti i problemi aperti nel pubblico impiego. Ma, prima di sederci, il governo deve mettere i fondi in Finanziaria".
Non sarebbe meglio partire dalla rivoluzione annunciata da Brunetta?
"Noi siamo pronti a raccogliere la sfida dell’efficienza. Ma per essere seria, la riforma deve partire dalla testa, dai vertici dell’amministrazione, dai dirigenti. Credo che i veri avversari di Brunetta siano tutti da quella parte, non all’interno del sindacato. Non vorrei che si chiedesse più produttività solo per dare meno soldi".
Dal pubblico al privato. Il 24 riprende la trattativa sulla riforma del modello contrattuale. Sarà la volta buona?
"Siamo pronti a una trattativa no stop che affronti di petto la questione dell’inflazione, garantendo un recupero del potere di acquisto dei salari. Se non si fa questo sarà difficile chiudere entro settembre. Ma c’è anche un’altra condizione: l’intesa dovrà essere firmata anche da Cgil e Cisl. Altrimenti si blocca tutto".
Il Mattino, 21 luglio 2008