| INTERVISTE
"Si governa
individuando le priorità"
Luigi Angeletti: sarà una Finanziaria elettorale ma la politica impari a dire
“no”
di Ilaria Di
Pietro
Le dimissioni di Siniscalco secondo Luigi Angeletti, segretario generale
della Uil, sono avvenute soprattutto per
i dissensi sulla manovra Finanziaria. Il caso Fazio ha sì inciso, ma non è stato
scatenante. I veti di An e Udc
alla bozza di manovra sono stati fatali e adesso, con Tremonti alla guida del
dicastero economico, i problemi di
sempre si riproporranno e il paese "ne farà le spese". Intanto il neo ministro è
già volato a Washingotn dove
probabilmente avrà un primo round con il nemico di sempre: Antonio Fazio. Anche
questo non aiuterà il paese
a recuperare credibilità, dice il sindacalista.
Perché Siniscalco ha lasciato il governo?
"Il ministro ha lascito soprattutto per i dissensi sorti in seno alla
maggioranza sulla manovra finanziaria. I veti di An e Udc lo hanno convinto a lasciare. Certo l’affare Fazio ha inciso nella
scelta, ma non è stato il motivo
scatenante".
L’ex titolare dell’Economia ha fatto ritorno a Torino e nei prossimi giorni
tornerà insegnare. Anche se è stato già
sostituito, a pochi giorni dalla presentazione della Finanziaria i problemi
aumentano. Cosa ci dobbiamo
aspettare?
"Credo che la vera questione sulla quale concentrarsi è la politica economica
che metterà in campo il governo.
La Finanziaria dovrà essere improntata sullo sviluppo, la crescita, il
risanamento, la domanda interna e la tutela
dei redditi da lavoro e pensione".
Il governo ha restituito il dicastero a Tremonti che nel frattempo è già
volato a Washington per la riunione del
Fondo monetario internazionale insieme a Fazio, nel frattempo sfiduciato dalla
maggioranza…
"Certamente la vicenda di Bankitalia non aiuta a recuperare credibilità a
livello internazionale, tantomeno le
dimissioni di Siniscalco alla vigilia del vertice del Fondo monetario. Per
quanto riguarda la nomina di Tremonti
sono convinto che si tratti di una forma di rivincita personale e di una parte
della coalizione".
Qualche giorno fa il Fmi ha lanciato l’ennesimo allarme conti, crescita e
competitività. Crede che il neo ministro
esordirà ancora con la finanza creativa, e la politica dei condoni?
"Io non so come Tremonti pensi di mettere mano alla finanziaria, so però,
quello che vorremmo noi. E’
importante che la prossima manovra punti sulla crescita e il risanamento che poi
si ottiene facendo ripartire la
domanda interna, oggi ferma. Ma anche riducendo la pressione fiscale ai
lavoratori dipendenti e il costo del
lavoro. Queste misure possono dare risultati nel breve periodo, quindi, smuovere
l’economia".
Dovrà anche rispettare i diktat di Bruxelles sul rientro parziale del
rapporto deficit-Pil nel 2006.
"Dovrà soprattutto temere quelli
italiani, che poi sono quelli di Berlusconi"
Sì, ma le riforme strutturali?
"C’è bisogno anche di quelle ma gli effetti non sono immediati, ne potremo
fruire solo fra due o tre anni.
Adesso è importante, invece, far ripartire i consumi che sono quelli in grado di
trainare l’economia nel breve
periodo, poi sarà la volta di competitività, infrastrutture e ricerca".
Gli imprenditori insistono su due cose: la dipartita di Fazio e una
Finanziaria non elettorale. Saranno
accontentati?
"La Finanziaria sarà di stampo elettorale, non ci sono dubbi. Se ci sono 10
miliardi di euro a disposizione si fa
in modo di distribuirli a pioggia senza scontentare nessuno, ma senza
accontentare tutti".
Le vostre proposte, Angeletti, quali sono?
"Noi insistiamo soprattutto su un punto: la riduzione delle tasse ai
lavoratori dipendenti, ma in attesa che si
possa fare una riforma fiscale più equa, diciamo di metterne in campo una
transitoria con effetti immediati.
Pensiamo al blocco della tassazione per due-tre anni sugli aumenti salariali.
Bisogna fare le cose mirate,
selettive, dando la priorità alle emergenze e questo è il lavoro della politica
che deve anche saper dire di no,
con una corsia preferenziale ai bisogni delle fasce più deboli della
popolazione".
IL CAMPANILE, 24 settembre 2005
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