I provvedimenti sulla competitività che il
Governo si appresta a varare sono come un bicchiere d’acqua nel
deserto: bagna le labbra ma non disseta.
La strada per rendere competitivo il nostro
sistema è ancora lunga. I provvedimenti del Governo sono
insufficienti anche se, per alcuni aspetti, rappresentano un
primo passo avanti, in particolare in merito alla
semplificazione amministrativa e alle norme che dovrebbero
sbloccare la costruzione delle infrastrutture. Noi stessi
abbiamo sollecitato questa nuova regolamentazione affinché si
eviti, come spesso è accaduto, che le opere finanziate restino
poi sulla carta.
Per quel che riguarda il capitolo del welfare
e degli ammortizzatori sociali, apprezziamo l’accoglimento di
alcune nostre richieste ma resta comunque inapplicato nella sua
interezza il Patto per l’Italia, e questo per noi è una cosa
grave. Così come non è stato introdotto un fondo di garanzia per
l’accesso ai mutui a favore dei lavoratori precari.
Ma soprattutto non ci sono idee sulle
politiche industriali e sono insufficienti le risorse per
generare una vera svolta, un’autentica scossa nel campo della
ricerca e degli investimenti in infrastrutture, indispensabili
per il rilancio del Mezzogiorno e dell’intero Paese, come tutti
avevano auspicato sia tra le parti sociali sia nello stesso
Governo.
Roma, 8 marzo 2005