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INTERVENTI

Cinquantenario CNEL: l'intervento del Segretario generale della UIL Luigi Angeletti

Roma, 5 febbraio 2008

Credo che questa sia un’occasione importante in cui è indispensabile riflettere sulla valorizzazione del ruolo e sulla missione istituzionale del CNEL.

Mi soffermerò su due aspetti che considero molto importanti a questo fine. Il primo riguarda le funzioni del CNEL in merito alla riduzione dei tempi della crisi, ormai matura, nel rapporto tra i cittadini e le istituzioni, specialmente quelle politiche. Gli elementi che determinano questa crisi sono molteplici. Primo fra tutti la crisi interna al sistema politico che faticosamente si cerca di risolvere, ma c’è anche un ulteriore elemento determinato dalla scarsa conoscenza e dalla difficile capacità di rappresentazione di una società diversa e variegata nelle sue componenti, sia a livello territoriale che sociale. Le continue fasi alterne dell’economia, ora positive, ora negative, modificano la percezione sociale della realtà e quest’ultima spesso viene paragonata ad uno specchio rotto che riflette immagini a piccoli pezzi incapace di rappresentare esattamente la società così com’è. In quest’ambito il CNEL si configura come l’Istituzione che potenzialmente è in grado, per la sua posizione strategica e per la sua mission, di conoscere e rappresentare al meglio una realtà economica e sociale così variegata, come quella italiana.

Una delle missioni che dovremmo poter svolgere nel futuro è allora quella di essere capaci di analizzare, conoscere, rappresentare, far conoscere questo nostro Paese, almeno dal punto di vista della sua varietà sociale ed economica. Questo sarebbe un grande contributo anche per il decisore politico, che molto spesso, proprio per la fondamentale crisi politica in atto, non è in grado di conoscere e rappresentare pienamente la società.

Il secondo aspetto riguarda la necessità che l’Istituzione CNEL, proprio per la sua composizione, e per la missione affidatagli dalla Costituzione, diventi il luogo in cui le Parti Sociali, più che esercitare una missione di mediazione e di riduzione delle aree di conflitto, siano nelle condizioni di analizzare ed elaborare i mutamenti sociali ed economici in atto, sviluppando la capacità di leggere ciò che oggi rappresentano e di immaginare ciò che saranno domani.

Questo sarebbe un vantaggio soprattutto nel rapporto con le istituzioni politiche, perché solo allora saremo in grado di fornire indicazioni, suggerimenti e proposte valide anche per il decisore politico, e avremo la possibilità di instaurare relazioni industriali fondate su una comune conoscenza e valutazione delle rapide trasformazioni economiche e sociali della nostra società.

Se riusciremo a sviluppare questo lavoro, questa missione, potremo affrontare il prossimo anno celebrando una ricorrenza ma soprattutto progettando un futuro per l’Istituzione e per tutto quello che essa può fare per il nostro Paese in maniera proficua e meritoria.

Grazie

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