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INTERVENTI
Stati Generali per il Mezzogiorno
Insieme per lo sviluppo. Cinque
priorità per il Mezzogiorno
Per invertire il declino competitivo dell’economia
italiana e rilanciarne la crescita il Mezzogiorno è una delle
grandi opportunità a disposizione. Dispone di grandi risorse,
che possono essere messe a valore nell’interesse dell’intero
paese.
Un posizionamento strategico al centro del Mediterraneo, alla
confluenza dei grandi flussi di traffico merci fra Asia, Europa,
Nordamerica; posizionamento che – insieme alla disponibilità di
aree attrezzate e ad un intelligente ed intenso utilizzo delle
nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione - può
produrre eccellenti opportunità localizzative nell’industria e
nei servizi. Grandi risorse umane, specie giovani, scolarizzate
e professionalizzate, che sono la base ideale per attività
scientifiche, creative, ad alta intensità di capitale
intellettuale. Grandi risorse naturali, ambientali e
storico-culturali, che possono attrarre tanto investimenti di
valorizzazione quanto flussi turistici. Produzioni tipiche e
specializzate, specie agroalimentari, che sono in grado di
competere in tutto il mondo su qualità e differenziazione.
Centri universitari e di ricerca, che sono ideale base per
moderni distretti tecnologici. Una cospicua vitalità
imprenditoriale, in grado di intercettare le nuove occasioni di
fare impresa reagendo alle difficoltà di mercato; capacità di
reazione e desiderio di impegno, nell’economia e nella società,
specie da parte dei giovani; reti di relazioni cooperative fra
attori pubblici, privati, associativi, in grado di accompagnare
processi di sviluppo locale.
E’ a queste risorse che bisogna guardare parlando di
Mezzogiorno, e non a stanche litanie di difficoltà e di
insuccessi, veri o presunti. Sono queste risorse che bisogna
utilizzare e valorizzare al massimo, costruendo un percorso di
crescita credibile e nuove occasioni di lavoro di qualità. Che
proprio perché credibile e progressivamente realizzato crei
fiducia e voglia di investire, e con la fiducia e gli
investimenti si rafforzi sempre più e crei nuove occasioni di
lavoro di qualità.
Le linee strategiche di questo percorso sono chiaramente
indicate già nel Progetto Mezzogiorno, firmato dalle parti
sociali nel novembre 2004.
Come qualsiasi percorso di crescita esso presuppone legalità e
coesione sociale. Legalità e coesione sociale nel Mezzogiorno
non sono un problema dei meridionali, ma di tutto il paese. Ed è
indispensabile uno sforzo condiviso di tutto il paese, per il
contrasto della criminalità, per valorizzare l’azione quotidiana
delle forze sociali, culturali e imprenditoriali che combattono
quotidianamente ogni forma di illegalità, grande e piccola. Così
come è indispensabile un quadro nazionale di norme che disegnino
un decentramento con equilibrio e responsabilità, e non che
aggravino gli squilibri.
Per costruire un’economia competitiva serve un’ampia gamma di
condizioni e di interventi. Non esistono ricette magiche. Nel
Mezzogiorno ciò significa costruire condizioni di contesto
simili a quelle delle più competitive regioni d’Europa, in
termini di legalità e sicurezza; scuola, università e ricerca;
energia e ambiente; beni e servizi collettivi urbani; trasporti
e comunicazioni. Per questo, come ovunque nel mondo, occorre
tempo, e un’azione continua e tenace, concertata fra le forze
economiche, sociali e politiche.
Ma in questo momento, nel quadro di grande difficoltà
dell’economia italiana e contemporaneamente di scarsità di
risorse, è bene che emergano priorità; è bene che si definiscano
comunemente le prime tappe, da raggiungere in tempi brevi, di
questo percorso. Questo presuppone naturalmente un quadro certo
delle risorse pubbliche disponibili tanto per la spesa corrente
(che consenta alle Amministrazioni di definire le proprie
priorità e le responsabilizzi rispetto ai risultati da
raggiungere) quanto per la spesa in conto capitale (che porti
rapidamente la quota del Mezzogiorno al 45% sul totale nazionale
assicurando certezza sull’addizionalità dei nuovi Fondi Europei
2007-13).
Le priorità sono:
1.
LE
IMPRESE E IL LAVORO Un miglioramento delle condizioni del fare
impresa nel Mezzogiorno, e dunque della creazione di occasioni
di lavoro, attraverso forme di fiscalità di vantaggio,
semplificazioni amministrative e iniziative di promozione
all’estero dei prodotti e dei servizi del Sud.
2.
LE
CONNESSIONI Interventi per un rapido, anche se parziale,
potenziamento della dotazione infrastrutturale del Mezzogiorno,
anche nelle aree a maggiore rischio di isolamento, che debbono
diventare parte integrante delle reti, per far sì che si
sviluppino servizi di collegamento e di mobilità con il resto
del mondo: porti hub anche come poli localizzativi; attivazione
delle autostrade del mare; interporti e connessioni mare-ferro
(in termini di strutture e servizi); nuovi collegamenti aerei,
specie a basso costo e con l’estero; reti telematiche.
3.
I LUOGHI
Interventi mirati sulle aree urbane, attraverso programmi
integrati di riqualificazione fisica delle periferie, di lotta
alla povertà e inclusione sociale, di attivazione di nuove
attività economiche nei servizi, di valorizzazione economica dei
beni culturali e rafforzamento delle relazioni fra le città del
Sud, innanzitutto tramite nuovi servizi di trasporto (anche ad
infrastrutture date).
4.
I SAPERI
Il motore essenziale dello sviluppo di ogni paese è la
conoscenza. ancora di più lo è per il Mezzogiorno, che ha un
grave ritardo quantitativo e qualitativo nei livelli di
scolarizzazione e di istruzione. Meno del 10% dei lavoratori
possiede una laurea rispetto alla media europea, che è del 30%.
Solo il 31% ha un diploma. Per superare questo gap occorre
un’azione di potenziamento delle strutture fisiche e
tecnologiche della scuola nel Mezzogiorno; per l’aumento, già
nel breve periodo, della frequenza della scuola superiore e
dell’Università; per la promozione delle culture professionali
legate alla società della conoscenza. La definizione di un primo
gruppo di distretti tecnologici, laddove ne esistono già
significative condizioni, attraverso crediti d’imposta e
interventi di incentivo per le attività di ricerca privata,
programmi pubblici di ricerca coerenti, e il rafforzamento
virtuoso delle cooperazioni pubblico-privato.
5.
L’ACCOGLIENZA Un pacchetto di interventi sul turismo, a scala
sovraregionale, che valorizzi i grandi attrattori culturali e
ambientali facilitando gli arrivi e potenziando l’offerta
culturale e ricreativa.
La fiducia nel Mezzogiorno non è solo, come ci ricorda
sempre il Presidente della Repubblica, un dovere etico. Ma è
anche una grande opportunità per l’intero paese.

Reggio
Calabria, 17 dicembre 2005
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