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La responsabilità
sociale delle imprese

responsabilita' sociale delle imprese

"Il sindacato e la responsabilità sociale delle imprese"

Roma 30 Maggio 2002

Professor Franco Malagrinò *

Oltre il bilancio Sociale, per un modello di Responsabilità sociale
delle imprese partecipato

Già negli anni 70 in Italia si parlato di responsabilità sociale delle imprese, già allora era in crisi il rapporto azienda/società , chi perseguiva il profitto non era in grado di giustificare i comportamenti aziendali nei confronti delle componenti sociali e/o ambientali,o perlomeno era difficile acquisire il consenso da un ampio fronte della società. Tuttavia il dibattito non riuscì a svilupparsi, i tempi non erano ancora maturi Le imprese sentivano la pressione delle tematiche sociali e del lavoro imposte dalla legislazione sociale più avanzata e dalla azione del sindacato che imponeva livelli più alti di contrattazione di diritti,e tutela del lavoro. Prevalse un atteggiamento difensivo, e tutto sembrò circoscrivere il conflitto alla relazione capitale/lavoro/ sistema politico istituzionale.
Oggi è evidente a tutti che le decisioni sviluppate all'interno delle imprese,costituite tra l'altro da persone che vivono all'esterno di essa,non esauriscono i loro effetti ai confini delle aziende, ma si estendono alle diverse sfere della vita sociale , come all'ambiente circostante .
Mentre si evolvono le tradizionali relazioni legate al lavoro e alla produzione si affermano nuove problematiche non meno importanti per la sopravvivenza e il successo dell'impresa ,la relazione con tutto ciò che riguarda l'ecoambiente , la emersione delle tematiche legate al consumerismo e l'affermarsi delle agguerrite associazioni di rappresentanza, il mercato è divenuto globale,le innovazioni tecnologiche sono sempre più veloci ,e la tecnologia produttiva e finanche la tipologia di produzione devono velocemente e continuamente innovarsi, la variabile finanziaria è divenuta più competitiva e sempre più difficile da governare solo all'interno della impresa ,ma necessita di relazioni e dipendenze che si collocano anche all'esterno di essa.
Altri stakeholder, portatori di interessi legittimi nei confronti dell'impresa , si delineano, le responsabilità, il valore e il futuro dell'imprese non sono più assicurate solo dalle sue tradizionali funzioni economiche ,occupazione sviluppo, distribuzione dei profitti, ma sono legate anche al consenso ricavato dal valore delle sue relazioni con i suoi stakeholder di riferimento.
Si citano spesso i casi di boicottaggio e le azioni di protesta nei confronti di grandi imprese colpevoli di condotte "socialmente irresponsabili"a riprova che consumatori, investitori,i media,e l'opinione pubblica giudicano l'operato delle imprese aldilà delle tradizionali performance economiche ,mentre danno sempre più importanza ad aspetti come la qualità, la sicurezza dei prodotti, il rispetto dei diritti umani, le condizioni di lavoro, la trasparenza e l'affidabilità nei rapporti contrattuali, la protezione dell'ambiente .
Ma ulteriori elementi di riflessioni si aggiungono,alla nostra riflessione ,niente è come prima dopo l'11 di settembre 2001, gli atti terroristici a danno degli USA e di tutto il mondo occidentale il protrarsi di una crisi economica che si credeva di breve durata fanno emergere anche gli effetti negativi di fattori intangibili come la paura o la scarsa fiducia nel futuro, la presa d'atto del disequilibrio economico del mondo,e si riscopre la ciclicità dell'economia, mentre negli ultimi tempi dominava la fiducia in uno sviluppo continuo. Nefasto è stato il caso della Enron, e la crisi di altre grandi imprese con l'emergere di reati diffusi come, falsi in bilancio e speculazioni varie da parte del management, che hanno rotto anche il tradizionale rapporto di fiducia che legava le imprese al mondo degli analisti, delle banche, degli investitori, dei risparmiatori .
Molti sostengono che questa presa di coscienza è positiva , poiché riporta tutti al principio di realtà.Il mercato fondato sulla voracità non è credibile ,occorre ricostituire il rapporto di fiducia tra mondo delle imprese e della finanza e l'opinione pubblica,torna di moda la parole Etica come asset fondamentale delle migliori economie capitalistiche
La responsabilità etico sociale diviene parte integrante del valore aziendale ,costituisce un assett immateriale di cruciale importanza per le imprese, un asse su cui costruire la reputazione di impresa,un valore da accumulare e capitalizzare nel tempo.
Comunicare i valori aziendali, i rapporti positivi con i suoi stakeholder diviene un modo di valorizzare le strategie commerciali della azienda e rende più affidabili quelle finanziarie e più leggibili e condivisibili le proiezioni di sviluppo, acquisire valore sociale diventa parte inscindibile ed anzi potenzia la sua valutazione economica.
La responsabilità etico sociale dell'impresa parte dal riconoscimento e legittimazione delle aspettative degli stakeholder verso l'impresa per avere standard di comportamenti più elevati e coerenti.
L'impresa riconosce il conflitto di interesse con e tra gli stakeholder, ma tutti riconoscono le reciproche posizioni e si impegnano a rinunciare a parte delle loro attese e prerogative,e insieme decidono di impegnarsi in un processo di dialogo continuo, per migliorare i loro comportamenti, le loro relazioni e per costruire un terreno comune con reciproca fiducia, per ricercare e perseguire le migliori performance aziendali.
Si esplicita di fatto un nuovo contratto sociale di impresa in cui :
gli interessi di tutti gli stakeholder devono essere presi in considerazione, tutti devono essere informati, nessuno deve subire forza o costrizione, l'accordo raggiunto nel rispetto delle regole stabilite vincola tutti le componenti .
Un nuovo contratto sociale esplicitato .e che formalizza ruoli ,procedure e livelli di partecipazione e di controllo da parte di tutte le componenti aziendali in funzione del loro coinvolgimento nelle strategie e processi aziendali.
Ma essere impresa socialmente responsabile impone scelte strategiche, modifiche profonde ai modelli organizzativi dell'imprese, l'avvio di un processo complesso, spesso faticoso, non sempre chiaro alla stessa direzione d'impresa e alle varie componenti aziendali.
Il Q RES un gruppo di ricerca promosso dal Cele -centre for ethics, law & economics dell'università di Castellanza assieme ad alcune imprese battistrada nella scelta etica in Italia e ad alcune società di consulenza ha elaborato delle linee guida che prevedono un percorso articolato secondo le seguenti linee guida:
Visione etica d'impresa
La visione etica compone in un quadro unitario di tipo strategico la missione e i valori dell'impresa, stabilisce in che modo l'impresa intende perseguire la sua missione, identifica le modalità ed i criteri adottati dall'impresa per soddisfare le aspettative e gli interessi dei vari stakeholder.
Codice Etico
I Codici Etici di impresa sono il primo strumento di attuazione della responsabilità etico sociale nel contesto di un'organizzazione imprenditoriale.
Il Codice Etico è l'insieme dei diritti, dei doveri e delle responsabilità dell'impresa nei confronti di tutti i suoi stakeholder; contiene principi e norme di comportamento, mediante le quali si dà attuazione ai principi, che arrichiscono i processi decisionali aziendali e orientano i comportamenti dell'impresa. Il Codice Etico esprime il "contratto sociale ideale" dell'impresa e traduce in principi e norme operative i criteri etici adottati nel bilanciamento di aspettative ed interessi degli stakeholder.
Formazione
La formazione inoltre, comunica e crea condivisione attorno ai valori e ai principi del Codice Etico aziendale, favorisce l'introduzione dei diversi strumenti di responsabilità etico-sociale d'impresa laddove non siano ancora presenti e la loro attuazione, allena i decisori ad applicare i principi etici nelle scelte di tutti i giorni.
Sistemi Organizzativi di Attuazione e Controllo,
rappresentano l'infrastruttura etica dell'impresa di sostegno al miglioramento e al controllo della performance etica, le strutture operative di supporto alle attività di verifica e monitoraggio della conformità dei comportamenti e delle azioni individuali alle regole.
Prevedono la presenza all'interno dell'impresa di:
Comitato Etico, Ethics Officer, attività di Internal Ethical Auditing.
Rendicontazione (Bilancio Sociale, Ambientale, di Sostenibilità)
La rendicontazione etico-sociale è la predisposizione di un sistema di misurazione e di raccolta sistematica, organizzazione e comunicazione dei dati rilevanti relativi all'impatto delle attività dell'impresa sul benessere dei vari stakeholder; la valutazione della coerenza fra i risultati conseguiti e gli obbiettivi derivanti della missione, dai valori e dal codice etico.
La rendicontazione etico-sociale risponde all'esigenza di allargare la prospettiva della governance di impresa, dal governo delle relazioni tra l'impresa e l'azionista al governo delle relazioni tra l'impresa e tutti i suoi molteplici stakeholder. La rendicontazione etico-sociale rende conto anche del valore etico-sociale, cioè di quanto l'impresa realizza per andare incontro alle legittime aspettative di tutti i suoi molteplici stakeholder (collaboratori, clienti, fornitori, azionisti, comunità/società civile, stato, ambiente).
Verifica esterna
La verifica, svolta da una parte terza indipendente, ha la funzione di convalidare le dichiarazioni dell'impresa in merito al suo impegno nell'ambito della responsabilità etico-sociale, di dare credibilità pubblica all'impegno dell'azienda tramite un'attestazione di conformità riconosciuta e riconoscibile dagli stakeholder oltre di aumentare la reputazione dell'impresa ed incrementare la fiducia presso gli stakeholder, migliorando così anche l'immagine e la reputazione aziendale.
E' evidente, la complessità del modello sopra proposto, le innovazioni culturali e organizzative, che ne derivano all'interno dell'azienda, qualora si scelga la scelta etica, ed è altrettanto evidente come in questa fase le imprese avranno bisogni di essere affiancati di centri di ricerca ed esperti, per evitare errori e semplificazioni, come è determinate che parti sociali opinione pubblica e istituzioni sostengano le imprese che intendono percorrere la strada della responsabilità etica e del dialogo sociale.
La RES è un processo che va esperimentato e attuato gradualmente coinvolgendo tutti gli stakeholder ricercando gradualmente nuovi equilibri e nuovi obiettivi più avanzati.
Molta attenzione va posta ad evitare scorciatoie metodologiche o le semplificazioni della comunicazione e del marketing sociale; spesso si confonde le elaborazioni unilaterale di reporting social e ambientale, privi di verifica e di partecipazione da parte degli stakeholder, con la scelta di essere impresa etica e socialmente responsabile. Questa scelta non può essere una decisione unilaterale del management, ma deve essere condivisa da tutte le componenti aziendali, dagli azionisti ai lavoratori, ai consumatori, ai fornitori coinvolgendo la comunità e la società civile.
Essere impresa etica presuppone scelte strategiche di fondo, con vincoli e opportunità gestionali, presuppone un processo lungo un percorso che favorisce la trasparenza, la partecipazione e il consenso delle varie componenti aziendali.
Molto anche a livello teorico resta da fare, finora la responsabilità sociale è stata una scelta volontaria dell'imprese , e organi istituzionali e opinione pubblica si sono limitati ad osservare e se mai a incoraggiare tale scelta.
Ma può essere lasciata esclusivamente al mondo dell'impresa la determinazione di standard performance e valutazioni che presuppongono la soddisfazione, e il consenso dei vari stakeholder, e il raggiungimento di obbiettivi socialmente rilevanti nella comunità?.
Il futuro della RES , a mio avviso, passa dalla determinazione di regole, processi, standard, benchmarking formalmente elaborate e condivisi, dalle rappresentanze autorevoli delle parti sociali coinvolte: Occorre associare il sindacato alla determinazione dei benchmarking sul lavoro ,i consumatori per determinare il loro grado di soddisfazione e la qualità dei prodotti,la comunità locale per verificare gli effetti sull ambiente e la vivibilità,garantire gli azionisti con regole e garanzie sulla governance aziendale,ecc,ecce . Vanno approntati strumenti di contabilità sociale e di certificazione che possono effettivamente dare conto e riconoscere, la bontà della scelta etica compiuta dalla azienda tutto ciò può sembrare complesso ed eccessivamente oneroso per le imprese, ma si tratta esclusivamente di riorganizzare attività e relazioni che esse gia intrattengono nella loro attività.Le buone pratiche e le fonti di ispirazioni non mancano accanto alle imprese italiane impegnate sul fronte etico ,vorrei ricordare pur con evidenti limiti l'esperienza francese per quanto riguarda la rendicontazione del rapporto con i lavoratori ,cosi come la scelta della Wolksvagen nel governare la ristrutturazione aziendale con una politica degli orari di lavoro a salvaguardia della occupazione, cosi come nel mondo anglossassone non mancano gli esempi di rispetto e di recupero dell'ambiente tutte scelte che hanno permesso alle imprese di portare avanti le loro strategie con il consenso e una reputazione sociale che sicuramente ha assicurato un margine competitivo in più da parte del mercato e della società.

* Responsabile Unità Bilancio Sociale Unipol Assicurazioni

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