UIL: le politiche di responsabilirà sociale delle imprese
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La responsabilità
sociale delle imprese

responsabilita' sociale delle imprese

"Il sindacato e la responsabilità sociale delle imprese"

Roma 30 Maggio 2002

Testo del messaggio video Anna Diamantopoulou, Commissaria
Europea agli affari sociali

Registrato: 22 maggio 2002

Signore e Signori,
sono lieta di raggiungervi nel vostro convegno e mi congratulo con la vostra iniziativa per aver organizzato questo evento.
Il sindacato è il principale "stakeholder" dell’impresa ed ha un interesse significativo e un ruolo da giocare nel promuovere un comportamento sociale e responsabile.
Il tema della responsabilità sociale delle imprese è d’attualità e tra i più importanti. Insieme ai temi dello sviluppo sostenibile, e del comportamento etico negli affari, esso si sta sviluppando velocemente nell’agenda politica.
C'è una convinzione crescente che il mondo degli affari deve comportarsi da buon cittadino come tutti gli altri e gioca un ruolo attivo e positivo nella società. Non solo focalizzando l’attenzione sul prezzo e sulla qualità di un prodotto o di un servizio, ma sull’ impatto sociale ed ambientale di tutte le attività dell’impresa.
L'interesse dell'EU in materia di comportamento responsabile negli affari non è nuovo. Il nostro impegno è stato rafforzato al vertice di Lisbona nel marzo 2000, quando i leader politici dell'EU hanno lanciato un appello speciale alle imprese per promuovere la formazione permanente, una nuova organizzazione del lavoro, pari opportunità, l’inclusione sociale e la protezione ambientale.

Questi i motivi che hanno indotto la Commissione a pubblicare il Libro Verde sulla Responsabilità Sociale d’Impresa a luglio 2001 e per i quali intende pubblicare una nuova comunicazione nel prossimo luglio, dando seguito alle nostre consultazioni a largo raggio.
La Commissione è particolarmente lieta sia per la qualità, che per il numero delle risposte via via ricevute nel processo di consultazione.
Abbiamo riscontrato un largo consenso sulla necessità per le imprese di tener conto dell’ impatto sociale economico ed ambientale delle loro azioni, il noto approccio del " triplo asse" (triple bottom line).
Ma abbiamo bisogno di fare ancora molto di più per convincere quelli che rimangono scettici e verso chi tenta di mantenere una falsa dicotomia tra le necessità del mondo economico, e quelle più complessive della società.

La responsabilità sociale dell’impresa deve funzionare sia per i lavoratori che per tutti gli altri soggetti interessati e per la società nel suo insieme.
Bisogna considerare in modo nuovo la gestione del cambiamento, riconciliare il progresso sociale con il miglioramento della competitività. Bisogna far comprendere che la responsabilità sociale d’impresa coniuga i buoni affari, con un comportamento responsabile.
Con la gestione socialmente responsabile delle risorse umane le aziende attirano e trattengono il personale del quale hanno bisogno. E con un ambiente positivo di lavoro si determina una collaborazione impegnata e produttiva.

Gli obiettivi che le aziende stanno perseguendo attraverso pratiche di comportamenti responsabili sono anche gli obiettivi per il lavoro europeo e la politica sociale, incluso livelli più alti di occupazione ed una migliore qualità della vita per i lavoratori.
Ciò riflette la convinzione che le politiche economiche, dell’impiego e sociali sono inter-dipendenti e si rafforzano reciprocamente.

Quindi - dopo questa consultazione estesa con i governi, con il mondo economico, così come con i sindacati e le organizzazioni non governative - predisporremo una Comunicazione che ci aiuterà ad andare avanti. Dai principi alla pratica.
Con un Piano di Azione per la responsabilità sociale delle imprese.
Sarà lanciato nei prossimi mesi, sostenendo le società responsabili, rispettando il principio volontario, ma elevando gli standard e non semplicemente convenendo con essi.
Promuovendo il coinvolgimento dei lavoratori, perseguendo pari opportunità e il rispetto delle differenze e sviluppando la qualità della vita nel mondo del lavoro.

Abbiamo bisogno di capire come migliorare la qualità e l'efficacia degli strumenti della responsabilità sociale, come aiutare ed incoraggiare le aziende per valutare e migliorare i loro risultati con trasparenza e apertura e, infine, come meglio promuovere un positivo, prammatico, dialogo tra i sindacati , gli altri soggetti interessati, e la comunità degli affari.

Il successo dell'EU nel promuovere la responsabilità sociale dell’impresa dipenderà infine dall’ assicurare una "proprietà molto estesa" del processo - da parte delle aziende, dei partner sociali, della società civile e delle autorità pubbliche.
Ecco perché, la Commissione europea continuerà a coinvolgere direttamente le aziende e tutti i partner interessati in un dialogo positivo e perché continueremo a perseguire l’obiettivo di un mondo più efficiente ed equo.

Imprese responsabili è una sfida per tutti noi.
La responsabilità sociale di impresa non è una panacea o una bacchetta magica, per risolvere i problemi del mondo. Ma è un importante strumento che reca un messaggio importante:
il mondo delle imprese, i partner sociali, possono fare e faranno meglio. Per loro stessi. Ma anche per gli altri.
Io do il benvenuto alla vostra buona volontà - come sindacalisti e come lavoratori - di prendere parte pienamente al dibattito.
Vi assicuro che Voi avete il mio personale appoggio, così come quello di tutta la Commissione europea, per realizzare questi obiettivi con pieno successo politico, economico e sociale.

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