La
responsabilità
sociale delle imprese |
responsabilita' sociale delle imprese
"Il sindacato e la
responsabilità sociale delle imprese"
Roma 30 Maggio 2002
Conclusioni di Luigi
Angeletti, Segretario Generale
UIL
La mia
sarà una riflessione ed una proposta di lavoro. La riflessione che faccio è perché un
sindacato si interroga sulla responsabilità sociale delle imprese. Negli ultimi due
decenni sono tramontate le ideologie anticapitalistiche, la stessa idea del controllo
politico delle istituzioni sullimpresa è stato giudicato inefficace e finanche
pericoloso. Tutto ciò ha determinato uninfluenza dellimpresa nella società
assolutamente eccezionale.
La stessa critica alla globalizzazione si fonda sulla percezione e sulla convinzione che
siamo in un era nella quale cè un autentico dominio delle imprese nelle società.
Ovviamente aldilà della corrispondenza o meno alla realtà di questa immagine è evidente
che questa percezione, profondamente diffusa nelle società moderne, e laccresciuto
potere delle imprese inevitabilmente e giustamente provoca un aumento delle loro
responsabilità. Ecco perché il tema della responsabilità sociale delle imprese è un
tema con il quale le imprese stesse hanno iniziato a fare i conti. Ma io credo che nelle
società , e soprattutto in quelle occidentali, diventerà il tema centrale.
La pressoché totale capacità di decidere autonomamente da parte delle imprese la
struttura economica di un determinato paese anzi del globo comporta il fatto che se
limpresa è al centro della società gli stessi valori nellimpresa rischiano
di costruire gli stessi valori della società .
Cè stato poi un altro grande cambiamento: il predominio dei mercati da parte dei
consumatori rispetto ai produttori. Questo ha aumentato le esigenze delle varie imprese a
interagire nei modi più positivi e meno antagonistici con la società, con i cittadini e
con le organizzazioni sociali.
Io credo che queste ragioni di fondo, questi profondi mutamenti che sono intervenuti nelle
società occidentali negli ultimi anni pongono in maniera profondamente diversa il
rapporto fra impresa e società.
Non più unimpresa che abbia come unico scopo , lunica missione, quello di
produrre profitti e dividendi per gli azionisti, ma una impresa che è cosciente della
necessità e della utilità di assumere su di sé anche la responsabilità di quanto il
suo agire e di quanto la sua politica possa contribuire alla costruzione di un mondo
migliore.
Noi pensiamo che bisognerebbe cominciare a progettare un nuovo rapporto tra le imprese e i
lavoratori che sia coerente con laffermazione che le persone, i collaboratori, come
vengono spesso definiti dal management delle imprese, sono un valore delle stesse che ci
deve essere un nuovo tipo di rapporto tra di loro e che quindi una vecchia idea come
quella della partecipazione è invece probabilmente una idea del futuro. Questo è un
elemento sul quale la riflessione da parte nel mondo delle imprese è probabilmente ancora
in ritardo. Non si percepisce limportanza strategica, fondamentale di costruire un
nuovo modo ed un nuovo sistema di relazioni industriali.
Concludo con una piccola notazione di cronaca : le dinamiche e gli scontri sociali degli
ultimi mesi in Italia sulla vicenda dellarticolo 18 non sono altro che la
rappresentazione di questa incapacità che il mondo delle imprese, delle organizzazioni
sindacali e sicuramente del mondo politico ha ancora oggi di risolvere positivamente
questo rapporto tra impresa e lavoratore, tra limpresa e la necessità di
valorizzare il lavoro.
Il conflitto generato è stato vissuto da molte persone perché si è visto in quel
conflitto, con i motivi di quel conflitto, il tentativo di ridurre il valore delle persone
che lavorano. Se vogliamo fare uno sforzo e contribuire a rendere questo paese coeso e
competitivo e per questo capace di costruire un futuro migliore dovremmo cominciare anche
a riflettere concretamente sul tema della partecipazione, dellinfluenza che le
persone che lavorano hanno sulla elaborazione, sulla implementazione e sullo sviluppo
delle strategie dellimpresa
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