UIL: le politiche di responsabilirà sociale delle imprese
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La responsabilità
sociale delle imprese

responsabilita' sociale delle imprese

La migliore certificazione viene dai fatti

Presentazione del Bilancio Sociale e di Missione del Credito Cooperativo

"La migliore certificazione delle affermazioni viene dai fatti". Questo messaggio esprime la sintesi del tema affrontato nel convegno organizzato dalle Banche di Credito Cooperativo in occasione della presentazione del Bilancio Sociale e di Missione del Credito Cooperativo.
L’incontro, al quale hanno partecipato moltissimi esponenti di associazioni ed imprese che operano da tempo nel campo della responsabilità sociale, ha voluto rappresentare con concretezza l’impegno svolto dal gruppo, da sempre perseguito da banche che hanno impresso nel proprio DNA il senso dello "scopo sociale" .
Il Presidente di Federcasse Alessandro Azzi nella sua introduzione ha affermato:" Da Casse Rurali a grande gruppo, la filosofia a cui ci si è ispirati si è dimostrata vincente. Una filosofia fatta di molteplici realtà, tutte molto radicate e sensibili ai problemi del territorio, di piccole iniziative che hanno avuto però grande rilevanza in molte realtà locali, permettendo lo sviluppo di tante attività sia imprenditoriali che familiari. Dare valore al territorio, dare valore alle "persone": questa è la chiave che ha permesso lo sviluppo dei risultati raggiunti."
E’ in questa ottica che il Bilancio Sociale e di Missione presentato assume quella concretezza necessaria a rendere questo strumento un effettivo "valore aggiunto" insito nel patrimonio del gruppo.
La "missione", già definita nel 1999 nella "Carta dei valori" presentata dal Credito Cooperativo, è l’espressione dei valori sui quali si fonda l’azione delle BCC, la loro strategia e la loro prassi. La "carta dei valori" quale suggello del patto tra il Credito Cooperativo e le comunità locali, ed, attraverso esse, con il Paese.
Azzi ha illustrato inoltre, con un pizzico di orgoglio, i risultati raggiunti dalle BCC,. Essere una cooperativa senza scopo di lucro non vuol dire non produrre utili. Vuol dire reinvestirli in iniziative stimolando tutte quelle comunità locali che sono poi il prezioso tesoro che sostiene gran parte dell’economia del nostro paese.
A confortare le scelte strategiche delle BCC sono i risultati ottenuti ed il trend intrapreso dal gruppo. Uno gruppo che ha sviluppato la propria rete sul territorio nazionale ad ha aumentato il numero dei dipendenti passati da 22.703 nel 2000 a 23.434 nel 2001, elemento, questo, in netta controtendenza rispetto al sistema bancario da tempo impegnato in forti riduzioni del personale.
Un capitale umano giovane e rivolto al femminile. E’ importante soffermarci su questo aspetto: la percentuale delle risorse femminili fra gli occupati al di sotto dei 30 anni, ovvero il futuro delle Banche di Credito Cooperativo, è del 50,6%. Più della metà dei giovani collaboratori sono dunque donne, e questo fa ben sperare soprattutto in relazione al settore creditizio, mondo storicamente "al maschile". Molte sono le donne inoltre che ricoprono incarichi di vertice in ambito aziendale: 10 presidenti e vicepresidenti di Consiglio di Amministrazione, 89 consiglieri d’amministrazione ecc.
E molti gli investimenti sulla formazione, cresciuti nell’ultimo anno del 7% raggiungendo circa i 10 milioni di euro. Almeno secondo Federcasse.
Un sistema di banche quindi al servizio dello sviluppo delle comunità che si concretizza attraverso molte iniziative.
A testimoniare alcune significative esperienze sono intervenuti molti ospiti che hanno raccontato come spesso piccole iniziative possono comportare un grande impatto sociale.
Fra gli intervenuti Amabile Guzzo ( BCC Sassano)e don Andrea la Regina che hanno raccontato come hanno affrontato un argomento tanto dannoso e drammatico come l’usura, trovando spesso soluzioni che hanno permesso a molte realtà di uscire da quel "tunnel" che spesso distrugge chiunque lo imbocchi.
La Microfinanza, con l’esperienza Codesarollo (Bepi Tonello), promossa dalla BCC Banca Padana (Luigi Pettinati). Un progetto per lo sviluppo della cooperazione in Ecuador che sta permettendo la costituzione di un sistema finanziario etico alternativo prezioso per il sostegno e lo sviluppo delle condizioni di vita degli indios e campesinos, altrimenti esclusi da ogni altra forma di credito. Ricordiamo, a tal proposito, che la UILCA figura essere fra i primi soci sostenitori di CODESAROLLO.
.L’accesso ai servizi finanziari per gli immigrati (BCC Treviglio); Gianfranco Bonacina ha illustrato questa iniziativa che nasce proprio dal contatto diretto con le problematiche locali dell’immigrazione. Una serie di prodotti predisposti ad hoc che faranno "utile" per la banca ma costituiranno anche ausilio e tutela ai propri fruitori. Un mutuo per favorire l’acquisto di una casa, per esempio, ma solo in convenzione con agenzie immobiliari che si comportino onestamente, senza operare quelle ignobili politiche che spesso vedono immigrati costretti a dove pagare prezzi assolutamente fuori mercato.
Sono inoltre intervenuti Mauro Salvalaggio (BCC San Giorgio e Meduna) che ha illustrato il Mutuo per le adozioni internazionali e Franceso Liberati (BCC Roma)con il progetto di riqualificazione urbana di una metropoli.
Sono seguite poi alcune testimonianze di associazioni ed imprenditori tese a confermare, con la propria esperienza, la sostanza degli interventi intrapresi nel tempo da Bcc, e che ne costituiscono la storia.
Tanti interventi interessanti su cui riflettere. Forse anche qualche esperienza illustrata da un rappresentante dei lavoratori avrebbe sicuramente meglio condito un piatto di per se già così ricco.

Roma 19 Settembre 2002

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