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responsabilità sociale delle imprese |
responsabilita' sociale delle imprese Il rinnovo del contratto dei bancari Una piattaforma innovativa che riscopre
la vocazione di Lamberto Santini E’ a partire dal titolo della piattaforma: " Un CCNL per una banca eticamente e socialmente responsabile", che ne scopriamo il carattere innovativo e aperto alle istanze della società, attenta agli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori rappresentati, ma con una chiara scelta di assumere la tutela dei risparmiatori nel suo orizzonte. La piattaforma declina in tutte le sue variabili il tema della Responsabilità Sociale delle Imprese, un tema che è stato riportato all’attenzione dell’opinione pubblica europea dalla meritoria iniziativa della Commissione Europea: il Libro Verde sulla responsabilità sociale delle imprese. E’ una grande soddisfazione per noi della UIL, prima Confederazione ad aver aperto in Italia un dibattito sull’argomento, con un convegno nazionale tenuto lo scorso anno, aver partecipato con la nostra struttura di categoria, la Uilca, alla definizione di un progetto che accoglie e rilancia i temi da noi proposti. La Uilca, unitamente alle organizzazioni Fisac/Cgil e Fiba/Cisl e all’autonoma Falcri, ha tradotto in linee rivendicative i contenuti della nostra proposta: un modello di sviluppo socialmente sostenibile e compatibile, una forte attenzione alla valorizzazione della qualità del capitale umano, una particolare attenzione ai problemi economici e finanziari del Sud del Paese. Si dispiega nella sua più vera e forte accezione il "Sindacato dei cittadini", un Sindacato cioè attento a coniugare la rappresentanza degli interessi della classe lavoratrice, con le attese e i diritti dei cittadini, che mai come oggi necessitano di un largo e convinto presidio. Responsabilità sociale che si estrinseca nella richiesta rivolta al sistema bancario e finanziario italiano di assumere un forte impegno con i risparmiatori riguardo alla trasparenza dei prodotti, al costo reale dei servizi, all’offerta di strumenti finanziari adeguati alle caratteristiche di ogni singolo risparmiatore. Le polemiche sul comportamento del sistema bancario, che proprio in questi giorni stanno polarizzando l’attenzione dei media, relative alla diffusione di obbligazioni argentine e di una nota società, finora famosa per i suoi pelati, (pomodori o risparmiatori?), rilanciano con forza la necessità di ripensare il modello funzionale del sistema bancario. Un sistema che, grazie al fondamentale contributo di responsabilità delle Organizzazioni Sindacali, è riuscito ad uscire dalla pericolosissima e potenzialmente devastante crisi della seconda metà degli anni novanta. Il protocollo di Palazzo Chigi del 4 giugno 1997, sottoscritto dal Governo, dall’ABI e dai Sindacati di categoria, ha consentito il riposizionamento strategico delle banche e delle imprese finanziarie. I lavoratori hanno accettato importanti sacrifici contrattuali, la riduzione del loro potere d’acquisto, un ventaglio ampio di flessibilità per aiutare le banche ad uscire dalla crisi. I risultati, riconosciuti dallo stesso Governatore della Banca d’Italia nell’ultima relazione, sono stati estremamente importanti, anche se, in molti casi, si è agito più su linee quantitative che qualitative. La scelta di puntare tutto sulla commercializzazione di prodotti finanziari, sempre più sofisticati, accompagnata da fortissime pressioni a "vendere", ha determinato un mix esplosivo, venuto a galla proprio nel momento in cui i mercati hanno fatto giustizia delle emissioni ad altissimo profilo di rischio. Oggi assistiamo al paradossale, quasi farisaico, tentativo di accollare responsabilità ai "risparmiatori avidi" o, peggio, agli addetti allo sportello, "colpevoli" di aver venduto prodotti finanziari, mascherandone le caratteristiche. I sindacati confederali e la Falcri, con questa piattaforma respingono al mittente le accuse. Se l’ABI nel corso della sua assemblea ha annunciato un progetto di trasparenza nella relazione con i clienti, se uno dei primi gruppi bancari, Unicredito, promulga "l’esalogo", sei regole fondamentali a tutela del risparmiatore, accompagnato da un’esplicita e coraggiosa assunzione di responsabilità per quanto avvenuto nel passato, allora vuol dire davvero che le critiche non sono state affatto infondate e che occorre "bonificare" il sistema dalle tentazioni di spremere comunque i clienti. Etica negli affari per noi è un buon investimento. Etica nei comportamenti verso i dipendenti un altro buon investimento. Praticare la responsabilità sociale significa assumere nel proprio orizzonte strategico un rapporto chiaro, orientato alla costruzione di valore per tutti gli stakeholders, cioè tutti i soggetti che hanno un rapporto con l’impresa. Per quanto riguarda il mondo del lavoro, si traduce in comportamenti che esaltano l’apporto professionale, che stabiliscono regole oggettive per le progressioni di carriera, che investono in formazione continua, che bandiscono misure discriminatorie. Il giusto riconoscimento del contributo della componente lavoro, comporta retribuzioni eque e trasparenti, sistemi incentivanti e premianti, le cui misure devono trovare un armonico equilibrio con i fattori contrattati della retribuzione, che riconoscano anche gli apporti indiretti al risultato finale. Un modello di sviluppo incentrato sulla qualità, sullo sviluppo sostenibile, non disconosce le regole del mercato, la natura capitalistica del sistema economico, ma intrinsecamente la regola, puntando non alla massimizzazione del profitto ma alla creazione di valore per tutti: dai clienti ai fornitori, dai lavoratori agli azionisti, al territorio. L’attenzione posta su questi temi nella piattaforma dei bancari rinnova una antica tradizione del movimento sindacale italiano, che negli anni settanta "uscì dalle fabbriche e dagli uffici", per portare nella società istanze di giustizia sociale. Le politiche della casa, della sanità dei trasporti, dell’accoglienza sono entrate a far parte del lessico sindacale. Oggi, aggiornati i temi, rientrano con forza nel dibattito politico e sociale. Una nuova stagione del Sindacato è necessaria. La crisi della politica, che non sembra aver ancora superato tutti i suoi limiti di rappresentanza, comporta un più elevato profilo dell’azione del Sindacato. La piattaforma dei bancari si muove in questa direzione e la UIL sosterrà con convinzione ed impegno la proposta di rinnovo del contratto collettivo. Lamberto Santini, Segretario Confederale UIL |