Le nuove tecnologie stanno modificando in modo fondamentale il mercato del lavoro e la società nel suo insieme. Una nuova divisione sociale si sta affermando nel mondo: il divario digitale, cioè una disparità determinata dalla possiblità o meno di accedere, adesso e in modo appropriato, alle tecnologie e alle risorse dell'informazione e della comunicazione (ICT), in particolare a Internet.
La digitalizzazione dell'economia e della società, differenzia e allontana tra loro individui, famiglie, strati sociali, gruppi etnici e linguistici, classi di età, fasce di reddito, livelli di educazione, paesi ricchi e paesi poveri.
La non linearità del processo, ha creato anche un vistoso iato tra le possibilità tecnologiche e l'ancora carente capacità umana di farne il miglior uso.
La frattura è quindi tra quelli che possono accedere alle nuove tecnologie e che sono in grado di farlo, tra coloro che possono accedere ma non sono in grado di farlo e tra i soggetti che non possono accedere e non sono in grado di farlo.
Il paradosso è che in un'era di globalizzazione, quale la nostra, sembra talvolta che solo il sapere non sia stato globalizzato.
Le nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione se supportate da politiche che favoriscono la riduzione del digital-divide, offrirebbero enormi possibilità di promozione dell' espansione economica, di creazione di nuovi posti di lavoro, di aiuto ai più deboli ad inserirsi nei mercati mondiali, di diffusione dell'insegnamento a distanza a poco prezzo, di accesso ai vantaggi della telemedicina, ecc.