Il settore dell’I.C.T. sta assumendo nei paesi evoluti un peso determinante sia in maniera diretta (pesa circa il 5% sul PIL mondiale ed ha un tasso di crescita che si avvicina all’8%), sia in maniera indiretta, influenzando la maggior parte degli altri settori ed incidendo fortemente sull’occupazione complessiva.
L’andamento del mercato mondale nel settore I.C.T. è stato fino ad ora globalmente positivo, anche se in alcune aree (Stati Uniti e Giappone), presenta segnali di incertezza sull’andamento generale dell’economia.
In Europa, il mercato dei prodotti dei servizi informatici, delle telecomunicazioni e di Internet ha visto una crescita nel 2001, dell’11%.
Nei due settori I.T. e TLC, la crescita in Europa è quasi pari, in USA invece c’è una certa asimmetria (9,6% nell’ I.T. e 6,9% nelle TLC), che diventa ancora più marcata nel resto del mondo (con un ridimensionamento del mercato in Giappone del 3,4%).
Il mercato ICT europeo, nel 2001 ha avuto un fatturato di oltre 537 miliardi di euro, con una crescita per l’area delle telecomunicazioni pari a +14%, a cui corrisponde un fatturato di 254 miliardi di euro e una crescita per l’area IT +11,5%, con un fatturato di 221 miliardi di euro.
Nell’area delle telecomunicazioni, la crescita maggiore si è avuta nei servizi internet, online e nei servizi wireless. Nell’area IT, i risultati migliori si sono avuti nell’area del softaware.
Per il futuro le performance migliori dovrebbero verificarsi nel settore IT con una crescita ulteriore del segmento software e dei servizi.
Nel settore delle TLC, nel 2002 si è assistito ad un rallentamento della crescita del fatturato nel settore wireless (+7,8%), e a una contrazione dell’area dei servizi di fonia su rete fissa (-4,2%).
Il segmento Internet, con tassi di sviluppo elevati, dovrebbe invece compensare la contrazione del traffico voce su rete fissa.
Il mercato dell’I.C.T. in Italia continua la sua corsa,
Ha superato nel 2000 il valore di 110.000 miliardi di lire, esattamente 111.474 miliardi di lire (+11,3% rispetto al 1999).
Il fatturato delle aziende ICT in Italia, dal 1991 al 1999, è cresciuto del 60%, oltre 30.000 miliardi.
I motori principali dello sviluppo del mercato ICT sono due: da un lato la penetrazione di Internet e il conseguente aumento della domanda di servizi online, e dall’altro il mercato della telefonia mobile.
Il numero degli italiani utenti di telefonia mobile, è passato da 20,5 milioni alla fine del 1998 a quota 49 milioni alla fine del primo trimestre del 2002.
Il mercato delle telecomunicazioni di rete mobile sta attraversando una fase di transizione, caratterizzata dal passaggio da un modello di utilizzo intensivo dei servizi base (voce) ad una serie di servizi a valore aggiunto che ancora stentano a decollare, anche a causa dei ritardi già accumulati sul fronte infrastrutturale.
Il mercato ormai appare vicino alla saturazione, perlomeno per quanto riguarda i servizi GSM.
Nel triennio 2001-2003 si sta assistendo ad una leggera crescita del mercato ICT italiano, ma con una differenziazione al suo interno, consistente in una continua crescita del settore IT, (spinto dallo sviluppo delle applicazioni online) e da un rallentamento del settore delle telecomunicazioni, soprattutto nel segmento wireless, a causa di una diminuzione dei ricavi dai servizi e di un allungamento dei tempi per la prevista commercializzazione dell’UMTS.
Per il comparto hardware, la crescita nel 2001 è stata dell’8,8% raggiungendo un valore complessivo di circa 14.057 miliardi pari al 37,3% dell’intero mercato IT. Nel 2002 il segmento hardware ha raggiunto circa 16.485 miliardi, pari al 36% dell’intero mercato.
In questo decennio è Internet il fattore principale di sviluppo, dopo il ‘decennio del mobile’ e in attesa dell’UMTS.
Nel 2001 sono stati 17.95 milioni gli utenti internet in Italia , con un aumento del 38% sul 2000.
La crescita è guidata principalmente dall’utenza domestica: in Italia si stimano infatti per la fine del 2001 oltre 12,5 milioni di utenti da casa, e le previsioni dicono che il totale di utenti Internet dovrebbe superare quota 19 milioni a fine 2003.
L’incertezza che ha caratterizzato il 2001 e il 2002 ha rallentato ma non fermato il ricorso alla rete per gli acquisti di prodotti e servizi. La crescita è stata tuttavia inferiore alle aspettative.
Questi dati confermano, comunque, le enormi potenzialità di ulteriore diffusione di Internet nel nostro Paese, che dovrà essere incentivato con la diffusione della banda larga, con apposite politiche formative e con adeguati investimenti in e-Government, strumento per il raggiungimento di più alti livelli di efficienza della pubblica amministrazione, in modo da poter offrire servizi integrati e innovativi ai cittadini tutti e alle imprese.
La diffusione delle nuove tecnologie è una scommessa per migliorare l’efficienza di tutto il sistema Paese.