UIL: telecomunicazioni e società dell'informazione | Novità nel sito
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In Italia

LA SOCIETA' DELL'INFORMAZIONE IN ITALIA

Il settore manifatturiero

L’assenza di una politica infrastrutturale nel settore delle telecomunicazioni non si rivela tanto nella crisi degli operatori di servizi, che pure coinvolge quelli meno solidi, ma soprattutto nella situazione di crisi che sta travolgendo le aziende manifatturiere nel nostro paese, con riflessi negativi importanti anche sull’attività di ricerca e sviluppo (che molti attori europei  - ad es: Siemens, Alcatel – hanno in Italia e stanno pensando di riaccentrare nei paesi di origine.

A soffrire di più è il comparto delle installazioni e il comparto manifatturiero legato alla telefonia.

Il rilancio del comparto comunicazioni sta diventando una questione vitale per l’intera economia italiana. Un’economia che, con la crisi sempre più evidente del settore ICT, vede messo a repentaglio soprattutto il futuro dei lavoratori operanti nel settore manifatturiero delle telecomunicazioni.

Il panorama della crisi è vasto:va dalle piccole società di installazione, alla Sirti impiantistica, alla Tecnosistemi, alla Marconi, la Siemens Icn, la StMicroelectronics, l’Alcatel.

Il ritardo della tecnologia umts, ma soprattutto la mancata diffusione della banda larga ha messo a rischio migliaia di posti di lavoro e rischia di creare un nuovo Sud, ossia una serie di zone sottosviluppate nella quale le reti ad alta velocità non arrivano e in cui, di conseguenza, le aziende rifiutano di aprire le proprie sedi.

Per rilanciare il comparto delle telecomunicazioni e soprattutto quello del manifatturiero e dell’impiantistica occorre che la banda larga diventi un servizio universale come l’elettricità, la posta l’acqua potabile.

Solo una decisa sterzata verso l’informatizzazione dei servizi al cittadino e alle imprese può garantire investimenti e occupazione.

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