La Commissione europea ha lanciato l’iniziativa dEurope nel novembre 1999 e ha successivamente precisato le tappe principali di questo processo:
Il 12 luglio 2000 la Commissione pubblica il documento "Le Regioni nella nuova economia", in attuazione delle conclusioni del Consiglio straordinario di Lisbona, che definisce i criteri per lo stanziamento di fondi regionali destinati a ridurre il deficit nell’innovazione
Nel novembre 2000 la Commissione presenta al Consiglio europeo di Nizza (dicembre 2000) eEurope Update un documento di aggiornamento in cui si mettono in evidenza i settori chiave sui quali sono previste azioni e finanziamenti comunitari in ambito programma Quadro di ricerca (IST, Fondi strutturali e reti transeuropee (Ten Telecom).
Nel marzo 2001 viene presentato al Consiglio europeo di Stoccolma la Comunicazione: "eEurope 2002. Impact and Priorities". La Comunicazione è articolata in due sezioni.
a. La penetrazione di Internet tra l’utenza residenziale aumenta velocemente.
b. Il numero di utenti si moltiplica.
c. Non viene ancora sfruttato il pieno potenziale delle tecnologie digitali per quel che riguarda il miglioramento dell’efficienza. Gli utenti Internet che acquistano on line sono ancora inferiori al 5% e solo il 10% interagisce on line con il governo.
d. Il rapido sviluppo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione aumenta il rischio delle disparità tra regioni in termini di accesso all’informazione e alla società della conoscenza. Le nuove attività generate dalla società dell’informazione tendono a concentrarsi in pochi centri urbani con il risultato di creare concentrazioni di networks ad alte prestazioni che connettono le economie delle regioni centrali europee. A tal fine la Commissione ha raccomandato che ogni piano regionale includa attività volte ad incoraggiare l’accesso alla società dell’informazione. Per le regioni Obiettivo 1, è stimato un intervento di 6 miliardi di euro in fondi comunitari per il periodo 2000-2006.
e. Durante il meeting di Strasburgo (novembre 2000) dei Ministri europei è stata adottata la risoluzione eGovernment ed è stato creato un gruppo di lavoro per considerare 1) l’impatto dell’e-government sulle strutture e i sistemi delle PA, 2) il potenziale che esso offre per una maggiore interazione con i cittadini e le imprese, 3) le opportunità per i servizi elettronici paneuropei. Un programma di lavoro sarà adottato entro la prima metà dell’anno 2001.
f. Azioni prioritarie. Iniziative concrete per favorire lo sviluppo in alcune aree chiave di eEurope
g. 1.adozione di un nuovo quadro regolatorio per i servizi di comunicazione a infrastrutturazione veloce.
a. coordinazione tra gli Stati membri, a livello comunitario, europeo e mondiale, per ’allocazione delle frequenze e le condizioni di licenza per tali servizi;
b. cooperazione tra gli Stati membri per facilitare l’introduzione dei servizi di televisione digitale con capacità di rete e promozione dell’interoperabilità all’interno di un quadro di volontaria standardizzazione promossa dall’industria;
c. introduzione progressiva del Nuovo Protocollo Internet Versione 6 (IPv6) - che permette uno spazio illimitato di indirizzi.
2. eLearning ed eWorking
a. Formazione degli insegnanti.
b. Adattamento dei programmi scolastici per utilizzare al meglio il potenziale di Internet per l’istruzione e per metodi pedagogici innovativi.
c. Assicurare l’accesso a risorse multimediali di alta qualità attraverso la connessione ad alta velocità.
d. Stimolare la disponibilità di contenuto multimediale educativo di alta qualità
e. Sostenere la ricerca, attraverso il programma IST, nel settore delle tecnologie avanzate di e-learning, negli standards e la loro applicazione, per aiutare l’Europa a muoversi verso un’economia basata sulla conoscenza.
f. Affrontare la carenza di capitale umano nell’area delle tecnologie dell’informazione e della conoscenza attraverso misure che ne affrontino le cause strutturali, promuovano la riqualificazione professionale lungo l’arco dell’attività lavorativa, e sostengano una maggiore cooperazione tra i partners sociali, le istituzioni scolastiche e le parti interessate.
3. e-Commerce
a. Rapida implementazione della firma elettronica e delle Direttive sull’e-commerce per assicurare certezza legale per le aziende e i consumatori attraverso un quadro legislativo comunitario coerente.
b. La dimensione sovranazionale di Internet comporta una serie di aspetti importanti nel campo della giurisdizione e delle leggi applicabili a livello mondiale. Il rapido sviluppo di un sistema che permetta la risoluzione delle dispute in rete e un codice di condotta per l’e-commerce sia a livello comunitario che mondiale sono fondamentali per aumentare la fiducia dei consumatori e quindi il volume del commercio elettronico.
c. Promuovere il commercio elettronico tra le PMI. L’iniziativa "go digital" si inserisce in questa finalità.
4. e-Inclusion
Come la Società dell’informazione progredisce diventa sempre più urgente assicurare che gli individui svantaggiati non siano lasciati indietro. Il Consiglio europeo di Nizza ha sottolineato l’importanza di combattere la povertà e l’esclusione sociale e ha lanciato l’iniziativa "Social Inclusion Process". Uno dei suoi obiettivi principali è l’e-Inclusion il cui obiettivo è quello di non escludere nessuno e in particolare quanti sono affetti da disabilità.
5. e-Government
Le istituzioni europee e le amministrazioni pubbliche nazionali devono fare ogni sforzo per utilizzare l’IT per sviluppare servizi efficienti per i cittadini europei e le imprese. Il programma IDA è un valido strumento per sostenere lo sviluppo di servizi pubblici interattivi paneuropei e assicurare lo scambio di best practices tra gli Stati membri. In particolare: a. Sviluppare servizi basati su Internet per migliorare l’accesso dei cittadini e delle imprese alle informazioni e ai servizi pubblici.
b. Utilizzare Internet per migliorare la trasparenza delle pubbliche amministrazioni e coinvolgere in maniera interattiva i cittadini e le imprese nel processo decisionale. Le risorse informative del settore pubblico devono essere facilmente disponibili per i cittadini e per l'uso commerciale.
c. Assicurare che le tecnologie digitali siano pienamente utilizzate all’interno dell’amministrazione, includendo l’uso di software open source e la firma elettronica. d. Creare mercati elettronici per l’e-procurement, utilizzando il nuovo quadro regolatorio dell’Unione per gli acquisti e le forniture pubbliche.
6. Network sicuri
Il bisogno di network sicuri è sempre più evidente. Nonostante l’urgenza del problema, il progresso in questa area è stato relativamente lento aldilà dell’attività per la le carte intelligenti dove la Commissione ha stimolato l’utilizzo di "caratteristiche comuni". Le ragioni risiedono nella complessità politica, organizzativa e tecnica, nella natura decentralizzata e mondiale di Internet. La Commissione ha recentemente adottato la Comunicazione on cyber-crime. Le azioni da intraprendere sono le seguenti:
a. Creazione e cooperazione del CERTs (Computer Emergency Response Teams) per prevenire e rispondere agli incidenti, a beneficio delle imprese, del governo e dei cittadini di tutti gli Stati membri.
b. Maggiore cooperazione all’interno dell’Unione sulla sicurezza dei network nell’Unione con l’obiettivo di documentare e analizzare i problemi di sicurezza, informare gli attori del mercato e sviluppare soluzioni.
c. Sostenere lo sviluppo tecnologico e la ricerca nella sicurezza dei network sia a livello europeo che a livello degli Stati membri.
La telefonia mobile ha visto la più alta percentuale di crescita tra la popolazione europea. Gli Stati membri hanno espresso un grande interesse nell’assicurare un ambiente favorevole alle comunicazioni mobile per assicurare che uno dei settori più dinamici dell’economia europea rimanga tale. Le azioni indicate:
a. Adozione della Decisione su un quadro regolatorio per la concessione delle frequenze radio nella Comunità.
b. Introduzione dell’IPv6 per la qualità di Internet mobile.
c. Sostenere lo sviluppo tecnologico nel settore.