UIL: telecomunicazioni e società dell'informazione |
COMMISSIONE EUROPEA
Le azioni della Commissione europea per lo sviluppo della Società
dell’informazione
Lo sviluppo della Società dell’informazione è da tempo una delle
priorità dell’Ue. L’Unione europea ha costruito la propria azione di
sviluppo della Società dell’informazione tenendo conto di alcuni
principi generali contenuti nei trattati istitutivi e confermati in
alcuni articoli del Trattato di Amsterdam del 1997, entrato in
vigore il 1° maggio 1999.
Le principali componenti politiche della strategia comunitaria
relativa alla società dell’informazione risalgono alla metà degli anni
80:
Nel Libro Bianco del 1983, il cosiddetto "Rapporto Delors", si
mettono in evidenza l’emergere della società dell’informazione e le
profonde e irreversibili ripercussioni sociali ed economiche che il suo
affermarsi comporta.
Le attività di ricerca e sviluppo nel settore ICT sono state avviate
nel 1984 con il programma ESPRIT (tecnologia dell’informazione), seguito
a ruota nel 1986 dai programmi concernenti in modo specifico le
applicazioni telematiche (trasporti, sanità, e formazione a distanza e
dal programma RACE (tecnologie avanzate delle telecomunicazioni;
la politica delle telecomunicazioni è stata varata nel 1987 con il
Libro verde sulla liberalizzazione delle telecomunicazioni, il quale
perseguiva tre obiettivi rimasti validi a tutt’oggi:
- liberalizzare i segmenti di mercato ancora in regime di monopolio;
- armonizzare il settore delle telecomunicazioni,in Europa mediante
norme e standard comuni;
- applicare con rigore le norme sulla concorrenza ai segmneti di
ercato liberalizzati per evitare accordi collusivi e l’abuso o la
costituzione di posizioni dominanti.
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Il Consiglio europeo
del dicembre 1993 richiede la preparazione di un rapporto presentato
poi nel giugno 1994 al Consiglio europeo di Corfù. Il Rapporto "Europe
and the Global Information Society"
o "Bangemann Report" individua una rivoluzione mondiale in atto,
comparabile a quella industriale, basata sulle tecnologie
dell’informazione e comunicazioni. In particolare, il Rapporto
sottolinea come l’Europa sia già parte di questa rivoluzione ma
critica l’approccio ancora troppo frammentario che potrebbe ridurre
i benefici attesi.
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L’impegno dell’Unione
europea per la società dell’informazione viene confermato con un
programma comunitario pluriennale per incentivare la realizzazione
della Società dell'informazione in Europa ("Società
dell'informazione").
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L’inaugurazione di
una politica coerente ed articolata in materia di società
dell’informazione risale al 1994 a seguito della pubblicazione del
Libro bianco della Commissione intitolato “Crescita, competitività,
occupazione” nel 1993, in cui è stata sottolineata l’importanza
della società dell’informazione quale chiave di volta della crescita
economica, della competitività, dell’occupazione e di una migliore
qualità della vita per tutti i cittadini europei. Successivamente
alla pubblicazione del Libro bianco, un gruppo ad alto livello sulla
società dell’informazione ha redatto una relazione dal titolo “
L’Europa e la società dell’informazione globale”. Essa ha creato la
base per l’adozione, nel giugno 1994, del primo piano di azione
relativo alla società dell’informazione in Europa, dal titolo “Verso
la società dell’informazione in Europa”, i cui principali obiettivo
sono stati la piena liberalizzazione dei servizi e delle
infrastrutture nel campo delle telecomunicazioni, avvenuta nel 1998,
il consolidamento e il riorientamento dei programmi di ricerca ICT e
l’integrazione della nuova dimensione della società
dell’informazione in tutte le politiche comunitarie attinenti.
Malgrado il successo di questa fase, nel 1999 è apparso evidente che
la politica comunitaria di questo settore necessitava di un nuovo
impulso e di una nuova visione che riflettesse il nuovo contesto.
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Con questo intento in
occasione del vertice europeo di Helsinki del 10-11 dicembre 1999,
il Presidente della Commissione, Romano Prodi, presenta l'iniziativa
"eEurope - Una Società dell’informazione per tutti" con l'obiettivo
di estendere a tutto il continente le opportunità emergenti dalla
società dell’informazione. Tra gli obiettivi: competitività delle
imprese e delle infrastrutture territoriali, maggiore efficienza
delle organizzazioni esistenti, scambio di conoscenze, potenziamento
del sistema educativo, liberalizzazione del mercato delle
telecomunicazioni e incentivazione degli investimenti nelle
tecnologie della comunicazione e dell’informazione, nuovi rapporti
di cooperazione tra settore privato e servizio pubblico.