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In Italia

LA SOCIETA' DELL'INFORMAZIONE IN ITALIA

Analisi del settore

La Società dell’Informazione è quella che si sta realizzando attualmente, in cui sono di uso generale sistemi poco costosi di informazione, di memorizzazione e di trasmissione dati.

A questa diffusione generalizzata dell’informazione e dell’uso di dati si affiancano innovazioni sul piano organizzativo commerciale, sociale e giuridico, che modificheranno profondamente la vita dei cittadini sia nell’ambito del lavoro che in quello della società in generale.

L’insieme di tecnologie elettroniche, informatiche e delle telecomunicazioni che stanno realizzando la Società dell’ Informazione, sono definite nel loro insieme con il termine I.C.T. (Information Comunication Tecnology).

Le macrocomponenti dell’ I.C.T. sono: la microelettronica, la piattaforma hardware, il software e le telecomunicazioni.

Fino ad oggi la Società dell’Informazione è stata osservata prevalentemente da un un punto di vista di ordine tecnologico, infrastrutturale e giuridico al fine di poter identificare  quale sia il contesto più adatto a incoraggiare e facilitare la diffusione e l’uso delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Noi vorremmo porre l’attenzione sugli aspetti sociali, cioè su come queste nuove tecnologie stanno modificando così velocemente le relazioni tra le persone.

La I.C.T. sta incentivando la transizione verso nuove forme di organizzazione del lavoro e mira a rimodellare la struttura delle capacità professionali e l’organizzazione delle imprese.

Quste nuove tecnologie stanno modificando in modo fondamentale il mercato del lavoro e la società nel suo insieme. Una nuova divisione sociale si sta affermando nel mondo: il divario digitale, cioè una disparità determinata dalla possiblità o meno di accedere, adesso e in modo appropriato, alle tecnologie e alle risorse dell’informazione e della comunicazione (ICT), in particolare a Internet.

La digitalizzazione dell’economia e della società, differenzia e allontana tra loro individui, famiglie, strati sociali, gruppi etnici e linguistici, classi di età, fasce di reddito, livelli di educazione, paesi ricchi e paesi poveri.

La non linearità del processo, ha creato anche un vistoso iato tra le possibilità tecnologiche e l’ancora carente capacità umana di farne il migior uso.

La frattura è quindi tra quelli che possono accedere alle nuove tecnologie e che sono in grado di farlo, tra coloro che possono accedere ma non sono in grado di farlo e tra i soggetti che non possono accedere e non sono in grado di farlo.

Il divario digitale è una sfida, riassumibile in pochi dati: circa il 70% dell’umanità non ha mai sentito parlare  di Internet; solo il 6% ha accesso alla rete; il 97% de siti web, il 95% dei server e l’88% degli utenti si trova nei paesi industrializzati.

Anche se l’accento è messo prioritariamente su Internet, in realtà la necessità principale è essere messi in condizione di accedere alle infrastrutture di telecomunicazione di base.

Il paradosso è che in un’  era di globalizzazione, quale la nostra, sembra talvolta che solo il sapere non sia stato globalizzato.

Milioni di esseri umani nei paesi in via di sviluppo, ma anche nei paesi industrializzati, continuano a essere privi dell'’educazione necessaria per colmare il fossato digitale che va spesso a sommarsi a tutti gli altri divari esistenti.

Le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione se supportate da politiche sociali che favoriscono la riduzione del digital-divide, offrirebbero enormi possibilità di promozione dell’ espansione economica, di creazione di nuovi posti di lavoro, di aiuto ai più deboli ad inserirsi nei mercati mondiali, di diffusione dell’insegnamento a distanza a poco prezzo, di accesso  ai vantaggi della telemedicina, ecc.

L’idea vincente è che l’ICT potrebbe aiutare i Paesi e le persone più bisognose se questi ultimi fossero messi in condizione di potervi accedere, altrimenti il divario e l’esclusione di masse enormi di persone potrebbe addirittura aumentare.

Per questi motivi, il Sindacato deve fare un’analisi di quali sono e saranno (sempre di più in futuro), le conseguenze della diffusione dell’ I.C.T. sui lavoratori, sulle aziende e sui cittadini tutti e come affrontare questa fase di cambiamenti densa di problemi e di opportunità.

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