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TELE/COMUNICAZIONI
Giustizia e Innovazione
30/11/2012  | Sindacato.  

 

 

Filtri su Internet incompatibili con ordinamento Ue"

 

Diritto d’autore

Aiip: "Filtri su Internet incompatibili con ordinamento Ue" Secondo l'associazione la rimozione di contenuti illeciti deve essere mirata allo specifico contenuto e non estesa all’oscuramento dell’intero sito, poiché violerebbe il diritto all’informazione e alla privacy dei cittadini

il Presidente Corrado Calabrò, Agcom cede la presidenza a NTRA, Autorità egiziana di regolamentazione delle comunicazioni elettroniche dell’EMERG, (Euro-Mediterranean Regulators Group), il network dei regolatori del settore delle comunicazioni elettroniche dell’area mediterranea.

Contrordine sul diritto d'autore

l’AGCOM ritira la delibera sul contrasto alla pirateria online

Art. 22 bis Decreto Proroga Termini porta la moratoria in materia di contraffazione del design da 5 a 13 anni, contrariamente all’art. 239 del Codice di Proprietà Industriale, normativa europea e sentenza 27/1/2011 della Corte di Giustizia Europea,

il D.L. liberalizzazioni sopprime le sezioni dei Tribunali specializzate in materia di Proprietà Intellettuale

1° aprile, autofattura sui telefonini. L’IVA non si detrae più contro le frodi carosello

Contro le frodi carosello non ci sono più detrazioni IVA per subappalti, telefonini, IT e Tlc con il meccanismo del Reverse charge (inversione contabile: la fattura la fa chi compra) Con l’Autorizzazione UE del 22/11/2010, dal 1 aprile 2011 cambia il regime IVA per chi acquista e rivende telefoni cellulari in Italia (anche Circolare Ministeriale n. 59/E del 23/12/2010). Non e’ previsto nessun cambiamento per la vendita al dettaglio dei prodotti ai clienti finali.L'espressione si colloca nella terminologia Iva e indica il meccanismo dell'inversione contabile (dall'inglese reverse charge) che elimina la detrazione dell'Iva sugli acquisti dei rivenditori. Se il cliente si dichiara ai fornitori imprenditore \ professionista, l'Iva non si applica e decade la detrazione. Invece l’Iva viene adebitata al consumatore finale, con esclusione della detrazione è parimenti esclusa. Si vuole evitare, nei rapporti intracomunitari, la detrazione di Iva tra fornitori esteri e incassata, da Stati esteri, cioè in ultima analisi eliminare le detrazioni Iva transnazionali che richiederebbe una stanza di compensazione comunitaria. Senza detrazioni transnazionali non è possibile attuare le cosiddette "frodi carosello", dove il fornitore si sottraeva al versamento dell'Iva, né si poteva negare la detrazione al cliente, forse connivente col fornitore. Su determinati settori (si è quindi imposto il criterio in esame, alternativo a quello basato sull'applicazione e la detrazione dell'Iva. Con il reverse charge gli acquirenti, che si qualifichino imprenditori \professionisti potrebbero evitare in massa l’Iva poiché il fornitore non può verificare lo status del cliente. Con l’inversione contabile il compratore, per attestare di essere imprenditore \professionista dovrà dichiarare l'acquisto del bene tramite autofatturazione, con documento contabile ma redatto direttamente dall'acquirente.

www.agenziaentrate.it

Niente cellulare per il rifugiato. Dal 18 aprile u.s. secondo il D.Lgs. n. 196/2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali) ed ai sensi della Legge Pisanu 155\2005, i Rivenditori per conto degli operatori tlc non possono attivare le SIM dei telefonini ai cittadini extracomunitari che non abbiano Carta di identità europee; per cui non sono accettati gli ATTESTATI NOMINATIVI rilasciati dalle Questure – Uffici Immigrazione, validi per il solo riconoscimento della Protezione Internazionale, ai sensi della Convenzione di Ginevra sui rifugiati (Art. 26 c.4 del D. L.28 Gennaio 2008 nr. 25)

 

Innovazione alla sbarra

 

Innovazione in tribunale

Apple, Microsoft, RIM, Nokia, HTC, Sony, le telcos hanno ormai immensi patrimoni digitali brevettati; ma anche Kodak e le grandi società della fotografia hanno miliardi di immagini piccole e grandi. Poi ci sono i messaggi marketing basati su brand e loghi, che possono essere foto, disegni, il volto di una persona, una parola. Si pensi alla parola "Face”, quale prefisso nella categoria merceologica che comprende anche i siti Internet, registrata all'Ufficio Brevetti Usa da Facebook subentrata a Faceparty.com di cui ha comprato i diritti con l’opposizione dell’ex compagno di classe di Zuckerberg, Aaron Greenspan. Nessuno ci può più mettere la faccia, a parte Facebook, nemmeno il Facetime di Apple. Si brevettano anche gesti: il brevetto nr. 7,171,625 Usa concesso a Hopewell Culture & Design, depositato nel 2002 e ottenuto nel 2007, riguarda un'interfaccia costituita da un click doppio per interagire con un nuovo elemento o avere maggiori informazioni su quanto selezionato. Si tratta del doppio click che viene esercitato da un ventennio con il mouse e che da alcuni anni si usa anche direttamente sullo schermo di Pc, Tv e telefonini con il touchscreen. E Hopewell Culture & Design per il doppio click cita in giudizio, tutti, Apple, Nokia, Samsung e altre aziende per guadagnare royalty. La causa appena intentata da Kodak contro il sito Shutterfly scuote il web mettendo sotto scacco i siti di “social imaging” come Picasa e Flickr che proliferano sul web condiviso di collezioni infinite di immagini cui manca la targhetta del proprietario iniziale e che girano “patent pending” Nokia aveva denunciato Apple alla Corte Federale del Delaware con l’accusa di aver violato 10 dei suoi brevetti relativi ai protocolli Gsm, Umts e Wi-Fi. Apple aveva denunciato negli Usa ed in Europa per la violazione di 13 brevetti Nokia che ora fa ricorso contro la casa di Cupertino in Gran Bretagna, Germania e Paesi Bassi. Apple porta in tribunale HTC per 20 brevetti collegati all'interfaccia utente; ma i taiwanesi hanno querelato Apple presso l’International Trade Commission. A novembre Microsoft ha portato in tribunale Motorola per la violazione di 9 brevetti. I risultati dei contenziosi determineranno in che modo i profitti saranno distribuiti tra i diversi attori in campo. Secondo la merchant bank di Chicago Ocean Tomo, il mercato delle licenze della proprietà intellettuale vale circa 500 miliardi $. IDC stima quindi che quest'anno saranno venduti circa 270 milioni di smartphone, con una crescita del 55% rispetto allo scorso anno. La convergenza esponenziale ed esasperata sta creando una babele di omologie e similitudini multidisciplinari tra “display, tastiere, tecnologie HID, pezzi di codice sorgente, brani audio, video, semplici immagini, pezzi di pixels, fissi, morfizzati o in movimento”, tra materiale ed immateriale. E’ in atto quindi una guerra planetaria quotidiana nei tribunali di mezzo mondo tra grandi società e loro sottomarche con citazioni, ricorsi e appelli che si rincorrono per anni con diversi scopi, dalla semplice monetizzazione, al disturbo e peggioramento dell’immagine del brand concorrente (si pensi all’attacco di T-Mobile Verizon e Motorola ad Apple per i problemi di ricezione dell’iPhone 4), fino all’ottenimento del riconoscimento di una posizione dominante su un determinato pezzo di mercato. Le vittorie nelle battaglie giuridiche tra privati aprono poi infatti la porta alla guerra sempre giudiziaria tra grandi blue chips e gli antitrust istituzionali delle due sponde atlantiche. Sotto questa guerra da aula di tribunale nucleare, permane poi la guerriglia, anch’essa planetaria tra grandi società e gli utenti che infrangono possesso e copyright, scaricando con torrent e P2P, video, immagini, programmi, sistemi di tarocca mento di dispositivi di tutta la filiera dell’ICT e del web. A chi tocca dunque il saldo dei diritti inerenti immagini? Di chi è la non materia del mondo delle reti? Di chi è la foto del Duomo di Milano, si chiede Rocco Neo Medina su http://www.theinquirer.it/2010/12/21/brevetti-sulle-immagini-kodak-allattacco.html? Come dimostra il comportamento dell’ufficio brevetti Usa o la nuova disciplina dell’Agcom sull' equo compenso per copia privata, un sistema di regole di indennizzo che dovrebbe far pagare ca. 100 milioni € all'anno all'industria ICT, ai consumatori di supporti, dispositivi e della rete per la fruizione delle copie private delle opere “navigate”, di fronte al cambiamento tecnologico delle modalità di produzione, diffusione ed uso dell’informazione, si vorrebbe mantenere in piedi una normativa adatta alle tecnologie dei decenni precedenti. La Corte di Giustizia europea ha ricordato che l'equo compenso per copia privata non può essere richiesto quando non sussista una almeno probabile destinazione commerciale del supporto o del dispositivo ad ospitare un contenuto coperto da diritto d'autore. Ci si dovrebbe pur ricordare che solo la rinuncia del Cern di Ginevra ai diritti d'autore sull’invenzione del web, permise di passare dai 130 siti web iniziali agli attuali quasi 600 milioni di indirizzi http registrati (215 milioni siti web e 180 milioni di blog) percorsi da un’utenza di 1,7 miliardi di persone. Se la filiera ICT, TV, pubblicitaria, editoriale, dei vendor infrastrutturali e dei contenuti multimediali sostiene a spada tratta copyright, brevetti, diritti d’autore & d’editore ed equo compenso, l’uso del tribunale sta sfuggendo di mano a tutti, prendendo una via fuorviante.

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