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Tele/Comunicazioni
Reti/Wholesale
29/11/2012  | Sindacato.  

 

L’Unione Europea con gli art.154-156 del Treaty of Rome (1957), per garantire la libertà di movimento (freedom of movement ) a persone, beni avviò I network Trans-Europei: Trans-European transport networks (TEN-T), Trans-European Energy Network (TEN-E or TEN-Energy) e quello tlc con un budget annuo di 45 milioni, Trans-European telecommunications network (eTEN)

Unbundling/Ingrosso

L’unbundling è l'ingrosso pagato dai gestori per accedere ai clienti sulle linee della rete telefonica di Telecom Italia che collegano centrali ed il 97% degli utenti finali. I canoni all’ingrosso di unbundling applicati in Italia si confermano al di sotto della media dei Paesi europei. Il Consiglio dell’Agcom, Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ha approvato i prezzi dei servizi all’ingrosso di unbundling, bitstream e WLR secondo le osservazioni della Commissione europea su costi operativi come manutenzione correttiva e costi commerciali. Il canone di unbundling resta confermato nel 2010 il valore di 8,70 euro/mese. Negli anni 2011 e 2012 a 9,02 e 9,28 euro/mese (anziché 9,14 e 9,48). Il canone del servizio wholesale line rental (WLR ) al 2012 è stato unificato ad un singolo valore pari a 12,89 euro/mese con un taglio, per l’utenza non residenziale, di circa 10 euro/mese, pari a circa il 43%. Per i servizi bitstream trasporto c’è una riduzione del 6% annuo (8,6% per la banda ethernet).

L'Agcom, ha rivisto al rialzo le tariffe unbundling; aumenti che i gestori pagheranno a Telecom Italia. Richiesta modifiche Commissione all’Agcom sull’aumento del costo all'ingrosso alle infrastrutture di rete e dell'accesso a banda larga all'ingrosso relativa al caso IT/2010/1133: Art. 7, par. 3,

Agcom 667/09/ consultazione su innovazione della metodologia dei test di prezzo utilizzati nella del.152/02/Cons

Agcom 152/02/Cons “Misure per parita’ di Trattamento da parte Incumbent tlc fissa

Disaggregazione dei servizi accessori sull’ultimo miglio
della rete Telecom Italia.

In Italia, Telecom Italia detiene oltre il 97% delle linee fisiche di telefonia fissa di accesso ai clienti finali. Il decreto liberalizzazioni, in corso di approvazione al Parlamento, separa l’uso dell’infrastruttura dell'ultimo miglio, vincolo per le altre telco, dalla manutenzione che in futuro potrebbe non essere più affidata necessariamente a Telecom Italia. La norma proposta, per non far pagare alle telco concorrenti di Telecom Italia servizi non richiesti, disaggrega i costi per l’accesso all’ingrosso alla rete fissa dal costo del servizio di attivazione della linea stessa e del servizio di manutenzione.

Il costo della telefonia in Italia e' sceso del 38% (Istat) fra 1997 e 2010 a fronte di una crescita del 32% dei prezzi. L'Agcom evidenzia che le tariffe unbundling fissate fino al 2012 sono tra le più basse in Europa

E’ difficile che le telco si dotino di una propria rete di assistenza tecnica alternativa a quella di Telecom Italia: il risparmio di ca €2 mensili a linea risulterebbe annullato dai costi. A meno che tutti gli operatori concorrenti di Telecom non trovino un gestore comune per la manutenzione. In quest’ultimo caso il provvedimento potrebbe sembrare non di apertura al mercato ma punitivo nei confronti di Telecom Italia oppure teso a favorire specifici vendor. I vendor sono oggi già sotto osservazione per l’affidamento della gestione stazioni radio di telefonia mobile dato loro da alcune telco, esempio che anche Wind potrebbe seguire. Secondo Vito Gamberale, AD Fondo F2I -Metroweb, la decisione è una provocazione. In un unico cavo passano molti doppini che fanno capo ad operatori diversi. La singola gestione di un gruppo di linee di un solo operatore appare complessa se non di difficile attuazione. La proposta vede contrari l’Etno, ass. telco europee, l’Asati (ass. azionisti Telecom Italia), i sindacati e per ragioni diverse le autorità europee. La liberalizzazione dei servizi accessori, secondo i proponenti del provvedimento, renderebbero le aziende oggi fornitrici di tali servizi per conto di Telecom Italia, più indipendenti sul mercato. I sindacati. Uilcom, Fistel e Slc, contestano la deregulation dei servizi di manutenzione della rete telefonica e rivendicano l’impegno diretto di lavoratori Telecom “Se il Senato approvasse la norma che separa i costi di affitto della rete telefonica da quelli delle attività di manutenzione permettendo agli operatori d’intervenire direttamente o tramite terzi sull’ultimo miglio della rete, si metterebbero a rischio centinaia di posti di lavoro fra i tecnici della rete Telecom che fanno in esclusiva quel lavoro".

L'Authority europea Berec: chiede "Subito procedura di infrazione per l'Italia" Poiché dal 2009, la legge europea, ha reso materia esclusiva del regolatore nazionale Agcom, ogni imposizione di regolamentazione economica, compresi gli obblighi di accesso, agli operatori italiani, il governo non può legiferare in materia.

L'associazione dei provider Assoprovider sostiene la disaggregazione dei servizi di accesso alla rete di Telecom Italia e critica i i sindacati, contrari alla libera concorrenza"

Accesso disaggregato alla rete: Agcom attende le valutazioni UE

Il Commissario Ue Neelie Kroes, chiede informazioni sui poteri Agcom nell'ambito della nuova legge e a quali operatori incomberebbero gli obblighi. Favorevole ad una norma che faciliti l'Agcom a obbligare l'operatore dominante a pubblicare offerte sufficientemente disaggregate che evitino ai concorrenti di dover acquistare servizi non necessari al servizio richiesto.

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