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TELE/COMUNICAZIONI
Servizio universale
28/11/2012  | Sindacato.  

 

Il servizio universale è nella normativa europea «l'insieme minimo di servizi di qualità specifica cui tutti gli utenti finali hanno accesso a prezzo abbordabile tenuto conto delle specifiche circostanze nazionali, senza distorsioni di concorrenza».

Diritto universale

Nei fatti il diritto universale alle telecomunicazioni resta sempre valido, ma solo limitatamente alla telefonia fissa. E’ diritto di tutti poter telefonare e gli operatori devono offrire dovunque ed a chiunque la disponibilità della rete telefonica, quella che arriva nelle case e nelle cabine per strada, tramite cavi, fili e doppini (wired). Tradizionalmente si tratta di un diritto relativo all’uso della telefonia fissa. In Italia questo diritto è determina in pratica nell’obbligo dell’incumbent (Telecom Italia) di portare l’allaccio telefonico entro 18 giorni nel 95% dei casi edentro i 34 giorni nel 99 %

Telefonino, nessun diritto universale

Il servizio universale non ha mai riguardato in pieno la telefonia mobile, quella basata sulle radiostazioni, antenne, ponti radio e relative celle di copertura ( da cui telefono “cellulare”), anche se le unità mobili presenti in Italia, sono oltre 90 milioni, più del doppio degli abbonati alla telefonia fissa, con una diffusione che ha determinato il decrescere della presenza di punti pubblici telefonici sul territorio. Al pari di quanto avviene per la telefonia fissa, l’unica garanzia offerta dalla telefonia mobile è la gratuità dei numeri di emergenza, raggiungibili anche in assenza del chip di unità identificativa interna.

112 numero europeo di emergenza

Attivo dal 1991, il Numero unico europeo 112 per le emergenze funziona in tutta l’UE con modalità diverse: esclusivo solo in 10 paesi, (Lussemburgo, Danimarca, Finlandia, Islanda, Olanda, Portogallo, Svezia, Lituania, Estonia, Cechia, Romania); è deviato sul 999 in UK ed Irlanda ed è affiancato dai numeri tradizionali nazionali d’emergenza negli altri, come anche in Svizzera, Vaticano, Macedonia Croatia, Isole Faroe, Turchia, Russia e Israele.

Finlandia, diritto universale ad Internet & BB

Attualmente il servizio universale, si sta allargando alla connessione dati per l’accesso a Internet, sempre limitatamente alla telefonia fissa. La Finlandia è il primo paese al mondo a garantire per legge il servizio universale sia ad Internet che alla banda larga come diritto.A luglio, anticipando i dettami della Commissione europea, la Finlandia ha decretato che la connessione ad alta velocità ad internet “è un diritto civile che va garantito a tutti i cittadini”, annunciando un progetto che entro il 2015 dovrebbe portare la  fibra ottica da 100 Mbps al 99% del territorio nazionale. La legge non prevede alcun risarcimento dallo Stato per le imprese costrette ad adempiere tale obbligo come invece previsto dalla direttiva europea.Anche l’Ecuador in via di principio ha adottato il diritto universale ad Internet

Proteste di Confindustria Tlc europea

Etno, l’Associazione Europea degli operatori del network delle Telecomunicazioni, ha chiesto alla Ue più garanzie per adempiere alla direttiva finlandese sul servizio universale.

L’associazione delle società di settore, Etno si è detta preoccupata per l’annunciato tetto massimo ai prezzi al dettaglio per la fornitura dei servizi a banda larga, poiché porterebbe "..distorsione della concorrenza in un mercato altamente competitivo, ed impedisce anche agli operatori di avere un ritorno ragionevole sul loro investimento"; e ha chiesto al Commissario Neelie Kroes, di garantire che la direttiva sul servizio universale "non sia implementata in un modo tale da rivelarsi dannosa per il mercato e da ostacolare la capacità di investimento degli operatori".

TLC, le nuove norme europee 2009

A dicembre 2009, in scadenza di mandato della commissaria Reading, il quadro normativo europeo delle telecomunicazioni del 2002 è stato modificato dall’istituzione dell’Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC). Tale modifica, alla luce del riesame del quadro normativo del 29 giugno 2006 e della successiva consultazione pubblica, è dovuta alla persistente mancanza di un mercato unico delle comunicazioni elettroniche; oltre che dalla frammentazione normativa e dalle discrepanze nelle attività delle varie autorità nazionali di regolamentazione.

Direttive «Legiferare meglio» e «Diritti dei cittadini»,

Le norme UE delle telecomunicazioni 2002

Direttive 2002/21/CE «quadro», 2002/19/CE «accesso e interconnessione», 2002/20/CE «autorizzazione», 2002/22/CE direttiva servizio universale, e 2002/58/CE «vita privata e comunicazioni elettroniche»)

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