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Ricerca e Finanziaria

Comunicato delle Associazioni dei Quadri e delle Alte Professionalità
aderenti a CGIL  CISL  UIL

Le Associazioni dei quadri e delle alte professionalità di CGIL CISL e UIL sono fortemente preoccupate per l’andamento dell’occupazione della categoria. Per la prima volta dopo 10 anni di crescita ininterrotta si è registrato un segno negativo nei dati quantitativi della qualifica di Quadro rilevati dall’ISTAT. Il saldo 2002, infatti, è stato di 8.000 quadri in meno.

Non è tanto o solo l’entità quanto l’inversione di tendenza a destare le preoccupazioni, soprattutto in assenza di una politica che promuova innovazione e ricerca, i veri referenti dello sviluppo in un sistema economico e finanziario caratterizzato dalle sfide  competitive.

La situazione dei lavoratori ad alta professionalità, in particolare dei ricercatori pubblici e privati sta peggiorando in Italia: sia per le iniziative negative già poste in essere dal Governo nella ricerca e nell’università, sia per il tipo di ristrutturazione in atto nelle grandi imprese private. Le scelte di fondo previste nella legge finanziaria  non sono in grado di modificare questa tendenza.

La quantità di conoscenza utilizzata nella produzione, industriale e terziaria, aumenta e si afferma sempre di più come risorsa e capitale spendibile nei processi di globalizzazione; in Italia la conoscenza incorporata nei prodotti e nei processi produttivi non cresce con la rapidità necessaria in un periodo di forte acceleramento dell’innovazione scientifica e tecnologica, quantitativamente e qualitativamente. Questo è alla base della  riduzione di capacità competitiva del  sistema produttivo nazionale, in particolare nei  prodotti ad alto tasso di innovazione e conoscenza.

Le politiche relative a ricerca ed innovazione attuate dal Governo, sia del Ministero per le attività produttive, sia del Ministero università e ricerca, sulla scia di una già debole azione pubblica in campo di Ricerca e Sviluppo, sono assolutamente insufficienti, per quantità e qualità, allo sforzo che sarebbe necessario per fronteggiare i problemi dell’economia e della società, alla luce delle indicazioni che ci provengono dall’Unione Europea. Le misure previste nella Finanziaria 2004-2006 sono del tutto insufficienti e qualitativamente discutibili.

Per questo le Associazioni quadri ed alte professionalità aderenti a CGIL, CISL, e UIL chiedono le seguenti modifiche e misure aggiuntive da inserire in finanziaria:

1. La riduzione delle tasse ai “cervelli italiani che rientrano dall’estero”, prevista in finanziaria, è inutilmente discriminante e non risolutiva. Non solo per la creazione di diversi regimi fiscali tra addetti allo stesso laboratorio, ma soprattutto perché i ricercatori, che siano all’estero o in Italia, necessitano di finanziamenti, laboratori, moderna strumentazione scientifica, programmi certi di ricerca e di trasferimento tecnologico, di continuità di lavoro e di gruppi di collaboratori. Senza queste condizioni di lavoro non esiste la certezza di poter svolgere la propria attività di ricerca e di formazione ai livelli richiesti dalla competizione scientifica internazionale. Questa è l’unica molla motivazionale che potrebbe spingere al rientro, e ciò è banalmente espresso in tutte le ricerche fatte negli ultimi vent’anni sull’argomento, e recentemente sulle dichiarazioni d’eminenti italiani all’estero, interpellati su una loro disponibilità a partecipare a quello che è pomposamente chiamato “nuovo Istituto per l’innovazione tecnologica italiano”, le cui risorse potrebbero essere diversamente utilizzate sul territorio per la promozione di “distretti tecnologici” all’interno dei “distretti industriali”.    Siamo quindi contrari al doppio regime fiscale; affermiamo invece la necessità di investire in programmi di ricerca e per assumere giovani neolaureati, al fine di ricostruire il tessuto delle conoscenze nelle imprese e nei centri di ricerca, superando il precariato e selezionando le energie intellettuali migliori.

2. La formazione è una risorsa essenziale per le imprese e per i lavoratori.

Chiediamo che siano rapidamente resi operativi i nuovi Fondi interprofessionali per il finanziamento della formazione continua svolta dalle imprese, attraverso programmi concertati con le organizzazioni sindacali, per i quadri ed i lavoratori ad alta professionalità. Nei centri di ricerca nazionali sono già presenti potenzialità (strumentali, operative e umane) per le quali si potrebbero acquisire fondi europei su progetti di formazione (per esempio del 6° Programma Quadro). Il Miur deve promuovere una rete di forti sinergie tra imprese e centri di ricerca, al fine di attivare una formazione d’eccellenza.

3. Chiediamo infine che per sostenere le capacità produttive dei distretti industriali, in questo momento pericolosamente in declino, sia posta particolare attenzione all’attività terziaria con contenuti d’alta professionalità, che si è sviluppata intorno ai distretti, ma che non è contenuta nelle imprese distrettuali. Proponiamo che tale azione ad alto contenuto d’informazione e d’innovazione, oggi sviluppata in modo disorganico e non sinergico da vari soggetti, sia sostenuta e organizzata attraverso la predisposizione di sostegni finanziari dedicati ad eventuali forme di “società distrettuali di servizi ad alta professionalità” che i soggetti distrettuali, imprese ed istituzioni locali ed enti di ricerca ed università vorranno di concerto mettere in campo.

4. Il sistema di ricerca pubblico (CNR, ENEA, INFN), che opera con programmi ad ampio orizzonte temporale, è tuttora privo di finanziamenti adeguati e certi nel medio-lungo periodo, che pregiudica la compiutezza di un processo di riorganizzazione già in ogni caso contestato dal sindacato. Questo significa che il Governo non tiene in conto la sua operatività per il prossimo triennio   periodo invece cruciale sia per la ricerca sia per impostare le condizioni di uno sviluppo duraturo, equo e condiviso del sistema Italia.

Roma 11 novembre 2003

La Confederazione Italiana Quadri aderisce alla UIL e a Eurocadres
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