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QUADRIONLINE Mobbing: qualcosa si muove In tema di mobbing, negli ultimi mesi sono emerse due importanti novità: il termine dei lavori della Commissione ministeriale per lo studio del fenomeno delle violenze psicologiche in ambito lavorativo e la sigla del contratto collettivo nazionale di lavoro per il comparto Ministeri. Il lavoro della Commissione ministeriale insediata nel settembre 2002 dal Ministro Frattini e presieduta dal Professor Michele Piccione, docente alla Clinica Psichiatrica dell’Università di Roma “La Sapienza”, ha prodotto una proposta di legge sul mobbing, ora all’esame della Presidenza del Consiglio, che assume rilievo per varie ragioni. Intanto, il lavoro svolto è importante perché mette ordine nella ridda di proposte di legge che sono state presentate in questa legislatura nei due rami del Parlamento e che probabilmente, causa anche il loro numero eccessivo (ben 16!), avrebbero determinato l’impossibilità di pervenire in tempi ragionevoli ad un testo unificato.Inoltre, per aver prodotto una ipotesi legislativa razionale, attenta alla indispensabile attività di prevenzione e tesa ad abbreviare i tempi dell’azione giudiziaria nonché a rafforzare la possibilità di intervento del sistema sanitario pubblico mediante la costituzione di “centri pubblici o istituti specializzati” regionali per la diagnostica dei disturbi causati dal mobbing sottraendo così le vittime alla speculazione privata. Infine, ed è questo un elemento innovativo della proposta, prevedendo espressamente che per la tematica del mobbing saranno applicate le disposizioni di cui al decreto legislativo 626/94 sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro assegna ai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) e quindi al sindacato, una importantissima funzione di vigilanza e prevenzione. Per quanto riguarda, invece, il contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto Ministeri, particolarmente significativa è la previsione della costituzione presso ciascuna amministrazione di comitati paritetici con l’obiettivo di contrastare il mobbing. Così come è altrettanto importante ed innovativo il fatto che la costituzione di tali comitati nasca da una comune condivisione delle parti sulla esistenza del fenomeno. Trova in questo modo conferma la tesi che vede nella contrattazione la via migliore per contrastare concretamente un fenomeno, quale quello delle violenze psicologiche in ambito lavorativo, che, oltre a produrre danni rilevanti sulle vittime, ha effetti pesantissimi, in termini di costi ed efficienza, anche per le aziende e lo stesso Stato. Pur nella consapevolezza della tanta strada ancora da percorrere, i due eventi in questione rappresentano un indubbio passo in avanti nella lotta al mobbing e di questo ne va dato pieno riconoscimento ai protagonisti. Antonio Ascenzi, 26 maggio 2003
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