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QUADRIONLINE Intervento di
Gianni Gerini, eletto in rappresentanza Gennaio 2006 Buon giorno, sono Gerini: eletto nella RSU della OTO MELARA come rappresentante unitario dei Quadri. Apro il mio intervento con un saluto ed un ringraziamento al Segretario Provinciale Andreetti , per avermi dato l’opportunità di parlare a questo Congresso. Colgo l’occasione per ringraziare anche l’amico Romeo Scarpari, Presidente CIQ-UIL per la disponibilità dimostrata nel fornirmi documentazione e introdurmi nelle problematiche del mondo sindacale. Con il mio intervento voglio testimoniare come l’ esperienza che sto vivendo nella RSU della OTO Melara, mi permetta di conoscere il “mondo sindacale” verso il quale, per cultura e formazione, c’è ritrosia ad avvicinarsi da parte di molti miei colleghi specialmente se Ingegneri. E’ vero che Quadri e le Alte Professionalità hanno ritrosia ad avvicinarsi al Sindacato, ma è anche vero che le Organizzazioni Sindacali oggi hanno poco dialogo con il mondo dei Quadri e delle Alte Professionalità. Un mondo che indubbiamente NON è pago in termini numerici ma è certamente importante quando il Sindacato si deve confrontare con Aziende che sono chiamate ad affrontare e sostenere la sfida globale della competitività nell’ economia e nella società della conoscenza. Se un Quadro vince la ritrosia ed entra nel sindacato si rende conto che donne e uomini, rappresentativi della componente più qualificata del capitale lavoro, sono anche impegnati e ricoprono incarichi nelle strutture sindacali, in alcuni casi a partire da quelle Aziendali. E’ quindi necessario, da parte del Sindacalismo Confederale di CGIL, CISL e UIL, ed (in particolare la UIL che è sempre stata storicamente più vicina a queste problematiche) diffondere e costruire una “rete” che porti a conoscenza dei Quadri e delle Alte Professionalità “periferiche” la progettualità politica e le proposte di iniziativa che si stanno facendo a livello “centrale” ed Europeo per diffondere, consolidare e ricostruire quel tessuto di valori laici, democratici e di partecipazione che le tendenze in atto mettono fortemente in discussione. Servono nuovi strumenti legislativi e contrattuali che portano alla valorizzare del capitale lavoro e al continuo aggiornamento, in termini di conoscenze e competenze, individuale e di sistema, e non - il taglio indiscriminato del costo del lavoro, - la deregolamentazione, - la flessibilizzazione unilaterale del capitale lavoro, come vorrebbe il patronato Italiano ed Europeo. Le sfide della competitività e dell’occupazione si affrontano non con l’esasperazione del liberismo ma perseguendo la centralità dell’economia della conoscenza, della qualità della produzione del lavoro, della coesione e del dialogo sociale. E’ quindi indispensabile che l’azienda investa in innovazione, intesa non solo in chiave tecnologica, ma anche e soprattutto come evoluzione della propria mission e del core business, dei prodotti e servizi offerti, in una prospettiva economica più ampia: - capace di rapportarsi alla qualità dell’impatto sociale e ambientale, - capace di porre al centro una organizzazione del lavoro flessibile, ma anche fondata sulla valorizzazione delle competenze del capitale lavoro, in particolare di quelle che sono proprie dei Quadri e delle Alte Professionalità, - capace di guardare al capitale lavoro non come un costo da tagliare, ma come al primo interlocutore con cui confrontarsi, dialogare e fare accordi a sostegno delle strategie Aziendali. Questo significa partecipare e concorrere alla innovazione della cultura di impresa in termini di “cultura della responsabilità sociale” collocata all’interno del dialogo Europeo: - complementare e integrato con le norme che tutelano i diritti sociali e ambientali - complementare e integrato con le norme della contrattazione collettiva. Una regola che ormai varrà per sempre è che l’Azienda, per non uscire di scena , deve essere pronta al cambiamento e all’innovazione : ciò non vuol dire risolvere solo il cosa e il come produrre e vendere. Ciò che conta è anche come si organizza e si gestisce l’Azienda e se “fare squadra” è indispensabile, allora in questa squadra diventa altrettanto indispensabile la competenza, il ruolo, la responsabilità, la valorizzazione e la tutela di chi governa o concorre a governare e gestire i processi e le strategie, cioè noi Quadri . Oggi , molto più pesantemente rispetto al passato, l’Azienda è chiamata a risolvere il sistema di equazioni dato da: flessibilità / efficienza / produttività / crescita, la soluzione del sistema si ottiene con la competenza che vuol dire riconoscimento, valorizzazione e tutela della soggettività professionale. Per l’ area professionale dei Quadri è forse giunto il momento di avviare una riflessione sulla opportunità e possibilità di cambiare alcuni approcci di natura contrattuale. Il passaggio dalle declaratorie e profili professionali ad un approccio per conoscenze e competenze - può attivare processi di ridefinizione e ricomposizione del sistema attraverso la emissione del valore del ruolo; - può attivare processi di ampliamento di mansioni e funzioni; - può attivare processi sia di adeguamenti che di miglioramenti retributivi, - può attivare processi di riorganizzazione dei criteri in materia di carichi e tempi di lavoro. Nella nostra Provincia esistono Aziende tipo OTO MELARA al cui interno operano un cospicuo numero di Quadri ed alte professionalità ( siamo circa 100 Quadri ) che affrontano e sostengono le sfide cui l’Azienda è chiamata quotidianamente a misurarsi creando un clima di collaborazione e di condivisione degli obiettivi attraverso la collaborazione, operando in team ( con compiti sia tecnici che manageriali ) e curando lo sviluppo della competenze relazionali. Ciò è reso possibile perché l’Azienda da alcuni anni ha sviluppato, in collaborazione con la capogruppo Finmeccanica, adeguati sistemi di formazione e sviluppo delle competenze. Quando a livello Istituzionale si parlerà della creazione dei Piani Aziendali di formazione, è una desiderata della categoria dei Quadri essere coinvolti nella costruzione dei piani formativi Aziendali. Ritengo comunque che il rinnovamento degli strumenti ( partecipativi e contrattuali, di sostegno normativo e istituzionale ) è una priorità nella logica del dialogo sociale e della concertazione, nel rapporto tra competitività e rappresentanza, per sostenere e riposizionare il rapporto tra sviluppo d’Impresa e avanzamento dei modelli della tutela e dei diritti di questa parte importante del capitale lavoro che sono i Quadri.
La Confederazione Italiana Quadri
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