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QUADRIONLINE Cambiamento:
le "parole magiche" sono formazione Rileggevo un un volantino dei quadri di stabilimento di un anno fa circa. Tralascio di commentarne il contenuto, vi dico come finiva: “I Quadri e Tecnici della UIL chiedono di aprire un tavolo per discutere di questi problemi”. I problemi erano la situazione dello stabilimento con la puntuale elencazione di settori, proposte, ecc.. In questi anni i quadri, almeno là dove sono organizzati, non hanno fatto altro che essere un doppione delle strutture di categoria, hanno ripetuto le stesse cose, magari corredando il tutto con richieste specifiche, ma nulla di sostanzialmente originale, almeno nelle realtà che io conosco. Forse vale la pena pensare a qualche cosa di diverso, partendo da un’analisi delle condizioni di una categoria che è estremamente disomogenea, per settori, ma anche all’interno dello stesso settore. Si va dal giovane ingegnere, neolaureato a pieni voti, al “vecchio diplomato” specializzatissimo. E’ chiaro che parliamo di figure diversissime con esigenze a volte in contrasto. Dal punto di vista della ricerca di un posto di lavoro alternativo è chiaro chi è il favorito, mentre verso l’aspetto previdenziale non c’è paragone. Ma è solo un esempio, ognuno può sbizzarrirsi, fare delle valutazioni in “casa propria”. I quadri possono senz’altro essere di supporto per permettere attente analisi aziendali e di settore utilizzabili nei confronti con le controparti. Sembra una cosa banale, eppure per il sindacato intero potrebbe essere una notevole risorsa. Ma oggi le necessità della categoria presuppongono di andare verso altre soluzioni organizzative del sindacato quadri. Soluzioni che a lungo andare potrebbero rivelarsi utili per tutti i lavoratori. Oggi il mondo del lavoro cambia in fretta e nessuno è certo di mantenere il posto. In parole povere non ci si può più difendere con i mezzi tradizionali. Il sindacato deve essere protagonista del cambiamento. Sarebbe bello se in futuro le aziende, i datori di lavoro fossero “costretti” a realizzare una politica del personale tesa a mantenere e qualificare al meglio i lavoratori perché incalzati da un mercato del lavoro con offerte sempre più vantaggiose. Pare una ovvietà, ma oggi non è esattamente così, anche se i “padroni” giureranno che stanno facendo questo tipo di politica, in particolare per i quadri. Creare un percorso per arrivare vicini ad una “situazione vantaggiosa” è molto importante, per i quadri, ma anche per altre categorie di lavoratori. Oggi il mercato del lavoro “offre” un personale sempre più scolarizzato e formato. La parola magica è “Formazione”, ma come farla e quando farla e con quali mezzi? Qui sta il problema. Occorre formare quando serve ed in maniera adeguata. Anche la “conoscenza vera” del mercato del lavoro potrebbe essere una grossa opportunità. Mettere in rete queste conoscenze, anche anticipando la ricerca per conto degli associati e delle associate, significa offrire delle opportunità e mettere in guardia le aziende che comunque migliori opportunità di lavoro esistono. Il lavoro che il sindacato dei quadri potrebbe e dovrebbe fare non è semplice, anche perché accanto ad una elaborazione/indagine che comprenda il livello nazionale (il Paese), dovrebbero essere fatti anche interventi territoriali, magari a livello regionale o di “comprensorio”. Un lavoraccio insomma, ma varrebbe la pena di provarci. Silvio Piraccini RSU UIL - Eni/Polimeri Europa - Ravenna
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