I dati sulla metastasi del lavoro irregolare esposti dal Ministro Sacconi confermano che, soprattutto nel Mezzogiorno, su questa piaga non si deve abbassare la guardia.
Oltre a qualificare e quantificare gli interventi ispettivi vanno messi in campo strumenti straordinari a partire da un ruolo attivo delle parti sociali anche attraverso la bilateralità.
Sarebbe saggio che, nello stesso tempo, si evitassero provvedimenti che nei fatti rischierebbero di alimentare ulteriore economia sommersa, come la deregulation proposta nel “decreto incentivi” riguardo le ristrutturazioni delle abitazione con la implicita soppressione dell’obbligo del Durc. Così come non è con l’utilizzo dei “ buoni lavori” che si cura questa metastasi. Ormai oltre 150 miliardi di euro ogni anno vengono sottratti ad ogni tipo di tassazione. E’ questo il frutto dell’economia sommersa prodotta con l’impiego di “lavoratori totalmente invisibili” o quasi.
Se nel Sud, 21 lavoratori su 100 lavorano nel mercato del lavoro parallelo ed irregolare, questo fenomeno non risparmia le altre zone del Paese.
E’, pertanto, quanto mai urgente ridare dignità a tutti i lavoratori, giovani e immigrati, che sono le prime vittime del lavoro nero.
Roma, 29 aprile 2010