Il calo contenuto della perdita di occupazione nelle grandi imprese, che conferma una lieve inversione di tendenza, e la previsione generale di un aumento delle assunzioni sono dati che vanno analizzati con attenzione, in particolare dal punto di vista della qualità del lavoro.
Il rischio che questa timida ripresa di occupazione si fondi sul "lavoro debole" è dovuto non solo alla fisiologica cautela delle imprese ma è ulteriormente supportato da normative che consentono l’utilizzo di forme di lavoro non tradizionali, a basso contenuto formativo e prive di tutele salariali e contrattuali come i buoni lavoro (voucher).
E’ invece necessario che, in momento come quello attuale, si sostenga la crescita occupazionale incentivando il sistema delle imprese ad utilizzare la buona flessibilità come l’apprendistato che meglio risponde al tema dell’equilibrio tra formazione, minori costi e gradualità d’ingresso nel lavoro.
Le parti sociali, nel contempo, dovrebbero lavorare per trovare giuste regole per l’unica strada percorribile: una moderna contrattazione nazionale e aziendale.
Roma, 29 luglio 2010