Strasburgo, Francia, 13 dicembre 2006 – Il Parlamento europeo ha approvato il REACH, il nuovo Regolamento dell’U.E. in materia di sostanze chimiche.
Il REACH è il Regolamento europeo che, cambiando una legislazione ormai superata, assicura, attraverso un meccanismo che prevede l’autorizzazione, la valutazione e la registrazione delle sostanze chimiche, un passo in avanti verso un approccio rispettoso della salute dei cittadini – in particolare dei lavoratori – e proiettato alla salvaguardia ambientale, in linea con la strategia europea di Lisbona ed una politica incentrata sulla sostenibilità dello sviluppo.
Questo Regolamento fa, finalmente, obbligo alle industrie chimiche di fornire dati certi e verificabili sulle sostanze chimiche impiegate nei processi produttivi.
Primo punto qualificante: l’onere della prova circa la sicurezza dei prodotti chimici viene attribuita alle imprese produttrici o importatrici di sostanze chimiche.
Un altro punto molto importante è il Principio di Sostituzione: il REACH garantisce la messa in moto di un meccanismo di ricerca che impone di sostituire le sostanze chimiche persistenti e bioaccumulanti con alternative più sicure, laddove disponibili.
Altro punto qualificante: le informazioni relative ai rischi derivanti dall’impiego, utilizzo e consumo di prodotti contenenti sostanze chimiche - lungo tutta la filiera produttiva, dalla chimica di base al consumatore finale – dovranno essere divulgate e circoleranno in maniera trasparente, favorendo, così, anche lo sviluppo di una cultura del consumo responsabile.
Tuttavia, l’applicazione del REACH non determinerà, fin da subito, la scomparsa definitiva di tutte le sostanze chimiche pericolose, che potranno continuare ad essere impiegate nella produzione di beni di largo consumo, qualora non sussistano la possibilità tecnica e/o le condizioni socio-economiche favorevoli per la sostituzione.
Sia rispetto a questo “punto di criticità” sia rispetto ad altri due aspetti particolarmente delicati - imprese che importano o producono sostanze chimiche in quantità inferiori a 10 tonn l’anno e imprese in grado di garantire un “adeguato controllo” sull’impiego delle sostanze pericolose – compito ed impegno delle organizzazioni sindacali nei singoli stati membri e al livello europeo, unitamente alle organizzazioni della società civile e ambientaliste, sarà quello di assicurare che i livelli istituzionali responsabili (Parlamento europeo, Agenzia europea per le sostanze chimiche e Agenzie nazionali) strutturino, in modo serrato e continuativo, i meccanismi idonei di monitoraggio e controllo.
In Italia, in particolare, CGIL CISL e UIL, insieme agli altri componenti del Tavolo nazionale sul REACH, opereranno fin da subito affinché il Governo individui l’Autorità nazionale competente in materia di REACH e renda operativi i meccanismi di supporto alle Piccole e Medie Imprese.
CGIL CISL UIL