C’è un legame tragico ed inscindibile tra l’evoluzione negativa del clima e la crescita della fame nel mondo, come hanno sottolineato il Papa ed il Segretario Generale dell’ONU.
Va fatto ogni sforzo per impedire che gli squilibri climatici e la sempre maggiore desertificazione rendano ancora più disastrosa la situazione del miliardo di persone che soffrono la fame nei Paesi a scarsa produzione alimentare.
Non assumere decisioni vincolanti sulle emissioni, peggiorando ogni giorno la situazione dell’effetto-serra, è una responsabilità gravissima che ricade prima di tutto sulle Nazioni civilizzate e sulle economie maggiormente inquinanti, alcune delle quali sono di Paesi emergenti.
La prossima Conferenza di Copenaghen sul Clima non deve concludersi, come oggi appare, in un nulla di fatto e l’Europa e l’Italia devono svolgere un ruolo di traino con l’obiettivo di raggiungere un’ intesa precisa che delinei impegni concreti. Questo oggi richiede il Movimento Sindacale, a livello europeo e mondiale.
Questo è quello che, come UIL, chiediamo al Governo Italiano, perché si passi davvero dalle parole ai fatti.
Roma, 16 novembre 2009