IRIDE-HERA-ENIA: SI ALLA FUSIONE MA SI APRA UN TAVOLO DI CONFRONTO
CON IL SINDACATO
1 AGOSTO 2008 - Il tentativo di dar vita ad una grande multiutility, tra le aziende dei servizi pubblici locali IRIDE-HERA-ENIA, che va da Torino alle Marche e alle isole, è senz’altro un fatto positivo e va nella direzione giusta per favorire la crescita dimensionale, l’aggregazione di imprese per poter competere con le grandi multinazionali.
Crediamo che sia opportuno incentivare processi integrati dei servizi e delle reti e, che sia valorizzato e favorito il ruolo delle stesse multiutility, a patto, però, che vengano “prodotte” aziende sane ed efficienti, in grado di risolvere il problema di fondo che è quello della qualità dei servizi ed il delicato tema delle tariffe, che devono saper coniugare la loro congruità, con il consenso dei cittadini utenti.
Non vorremmo che si creasse una società che fa molti profitti in borsa, ma al contempo aumenti le tariffe dei servizi.
Per questo siamo convinti che la nuova società debba prevedere il mantenimento della maggioranza delle azioni in mano pubblica e, quindi al di sopra del 50%, perché, soprattutto, in epoca di privatizzazioni è giusto mantenere elementi di garanzia, evitando eventuali acquisizioni sui mercati azionari di asset strategici per le comunità locali.
Tutto ciò, perché queste aziende operano su settori, quelli dei servizi pubblici, le cui ricadute interessano tutti i cittadini. Dunque è bene che la parola finale resti in modo chiaro e netto a chi è stato chiamato ad amministrare la “cosa pubblica”.
Pertanto crediamo che sia giunto il momento di aprire un confronto a 360 gradi con il sindacato, sul progetto industriale, sull’assetto dell’azionariato e della governance, per valutare le questioni della qualità e della quantità dei servizi e le ricadute sul territorio e sui lavoratori e cittadini.
Tutto ciò perché questa fusione riguarda molto da vicino oltre 11 mila lavoratrici e lavoratori oltreché più di 6 milioni di cittadini utenti e si innesta tra le altre cose anche con il Decreto legge 112, in discussione al Senato, sulla liberalizzazione dei servizi pubblici locali.
Roma 1 agosto 2008