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Lavoro: documento unico di regolarità contributiva, efficace strumento contro lavoro nero. Dichiarazione di Guglielmo Loy, Segretario Confederale Uil

Che il lavoro sommerso non sia esclusivamente una piaga italiana lo conferma la Comunicazione della Commissione Europea sul lavoro non dichiarato in Europa, approvata nella giornata di ieri. Dai dati dell’indagine di Eurobarometro emerge che l’Italia è tra i Paesi con la più alta percentuale di sommerso rispetto al pil (16/17%). In sostanza si stima che 1 lavoratore su 5 sia in nero. Ed in attesa dei possibili rimedi per arginare a livello europeo il lavoro sommerso, il nostro Paese, grazie anche al costruttivo contributo del Sindacato, commenta Loy Segretario Confederale Uil, ha messo in campo un pacchetto di strumenti (che fino ad oggi hanno fatto emergere 175mila lavoratori in nero) volto a prevenire e contrastare il dilagare del lavoro irregolare. Non possiamo quindi che salutare positivamente, commenta Loy, anche l’emanazione da parte del Ministero del Lavoro del Decreto sul Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) che, oltre a prevedere la sua estensione a tutti i settori di attività, contempla tra i soggetti preposti al rilascio del Durc gli enti bilaterali costituiti dalle associazioni dei lavoratori e delle imprese. Ora ci attendiamo, conclude Loy, che gli effetti del Durc si manifestino in una diminuzione non solo del lavoro nero, ma anche della concorrenza sleale. Inoltre, il lungo e spesso fuori luogo dibattito sulla sostenibilità del nostro sistema previdenziale, farebbe, con una forte e concreta emersione, meno accademico e interessato il dibattito.

Roma, 25 ottobre 2007

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