La Uil saluta positivamente l’Avviso Comune sottoscritto nella giornata di ieri tra Feneal-UIL, Filca Cisl, Fillea Cgil e Associazioni datoriali del settore, sugli indici di congruità in edilizia, che può essere indicato tra quelli a più alta concentrazione di lavoratori irregolari. E’ proprio sull’esempio dell’edilizia, continua Loy, che si dovrebbe lavorare nell’approntare gli indici di congruità, un utilissimo strumento previsto in Finanziaria che potrà, seppur in maniera induttiva, servire ad orientare l’attività degli ispettori verso l’emersione delle aziende irregolari, considerando che nel solo I trimestre 2007, il 64% delle aziende ispezionate sono risultate irregolari, con oltre 32mila lavoratori in nero.
Lo strumento degli indici di congruità, estremamente innovativo ed allo stesso tempo estremamente tecnico, a detta della Uil, può produrre risultati efficaci solo se il modello da seguire e sperimentare non sia “universale”, ma calibrato in base alle specificità tipiche di ogni settore economico. Riteniamo, in sostanza, che sia corretto che il tema della definizione degli indici di congruità venga affrontato per grandi settori (industria, servizi, agricoltura, costruzioni) recependo le particolarità del nostro sistema produttivo. Non condividiamo l’opposizione integrale al provvedimento, espressa da alcune Associazioni di categoria, per l’evidente, e da tutti condivisa, necessità di rispondere ad un problema drammatico nel nostro Paese: l’estensione patologica del lavoro irregolare.
Roma, 18 maggio 2007