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COMUNICATI STAMPA Dalle ispezioni dell'INPS una conferma: il lavoro
sommerso I dati sulle visite ispettive dell’Inps suonano come un bollettino di guerra:la percentuale di aziende irregolari è l’82% del campione. Siamo consapevoli che irregolarità non vuol dire sempre illegalità ma, comunque, questo dato, da solo, meriterebbe una convocazione straordinaria del Parlamento! La UIL continua a sostenere che la “guerra” alla illegalità nel lavoro non solo si deve combattere ma si può vincere: 1-rafforzando i controlli dotando le strutture ispettive ( inps, inail, ministero lavoro) di decenti strumenti e personale ( sono solo 2500 gli ispettori in campo….); 2-proponendo veri e propri patti di emersione alle imprese “salvando”, nel contempo, i posti di lavoro; 3-modificando la legge sull’immigrazione che oggi “obbliga” il lavoratore straniero, pena l’espulsione dall’Italia, a diventare complice del datore di lavoro disonesto; 4-coinvolgendo, anche, le istituzioni locali in una battaglia di civiltà e di giustizia sociale e fiscale. Dalla prossima Legge finanziaria giungano segnali chiari e innovativi, altrimenti saremmo alle solite chiacchere. Roma, 11 settembre 2006 |
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