I dati dell’Annuario ISTAT, che riguardando il 2008, raffigurano sicuramente un’Italia pre-crisi e disegnano un quadro già allarmante dell’occupazione, che è diventato ancora più preoccupante nel corso del 2009. Dalla fotografia scattata dall’ISTAT emergono in tutta la loro criticità, elementi che mostrano un Paese alle prese con un sistema duale: donne e uomini, lavoro stabile e lavoro precario, Nord e Sud del Paese.
Proprio a proposito dei ritardi del Mezzogiorno è, ora più che mai, urgente varare subito il Piano di sviluppo annunciato questa estate dal Governo.
Il dato più critico del Sud, è la mancanza di lavoro che ormai sta diventando la vera emergenza.
Un lavoro che in questa area si dimostra debole, sia in termini di quantità che di qualità. Per questo occorrono interventi straordinari per fermare l’emorragia di perdita di posti del lavoro, per rendere più vantaggiosi gli investimenti al Sud, finalizzati a creare nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato soprattutto per i giovani e per le donne.
Proprio in tema di occupazione, ed in particolare quella giovanile, è necessario mettere un argine al fenomeno migratorio interno, che rischia di depauperare ulteriormente il Mezzogiorno.
Su questo punto se la strada della fiscalità di vantaggio è tutta in salita, per le obiezioni della Commissione Europea, perché non orientare gli sforzi su forme di flessibilità salariale in linea con quanto previsto dalla recente riforma del modello contrattuale e concentrare le risorse per il credito di imposta per una buona e stabile occupazione?
E’ su questo, ed altri pochi punti, che la UIL è pronta a confrontarsi con tutte le forze politiche e sociali per il rilancio economico del Mezzogiorno.
Roma, 20 novembre 2009