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OCSE: dichiarazione di Guglielmo Loy, Segretario confederale UIL

Le previsioni di un aumento della disoccupazione nei prossimi due anni confermano i timori che la UIL esprime da tempo. La tenuta del sistema “classico” degli ammortizzatori sociali, come la Cassa Integrazione, ha fatto raggiungere uno dei due obiettivi principali: mantenere saldo, il più possibile, il rapporto tra impresa e lavoratore ma, inevitabilmente, non può raggiungere il secondo obiettivo che è quello di allargare la platea di lavoratori da sostenere.

Per centinaia di migliaia di persone il problema è quello di ritrovare un lavoro dopo che si è concluso il precedente (lavoratori a temine soprattutto) o, in molti casi, di trovarne uno nuovo e, soprattutto, decente. Il tema del “buon lavoro”, anche dignitosamente retribuito, oltre che un po’ più sicuro, è sempre più un’urgenza del Paese.

Il calo dei consumi, sottolineato dall’Ocse, deriva sia da un sistema fiscale iniquo ed ingiusto, che penalizza il lavoro dipendente, ma anche dall’ulteriore diffusione del lavoro “debole” e dalla conseguente mancanza di prospettive future.

Stime numeriche, queste, riscontrabili dai dati delle assunzioni che indicano, in oltre il 70%, gli avviamenti con tipologie di lavoro a termine. Si deve intervenire, quindi, sia attraverso la leva fiscale sia sul piano di riscritture di regole che privilegino il “buon lavoro”.

Roma, 19 novembre 2009

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