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I bilanci delle Regioni

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I bilanci delle Regioni, come sintesi delle scelte di politica economico-finanziaria regionale, delle politiche dei servizi erogati ai cittadini, del sostegno alle politiche di sviluppo  sono, oggi più di ieri,  centrali nel dibattito politico attuale soprattutto per chi, e tra essi il sindacato e la UIL in particolare, ritiene che il “territorio” è uno dei fronti in cui si  giocherà la battaglia per il rilancio dello sviluppo produttivo e per la salvaguardia delle condizioni di vita di milioni di lavoratori e pensionati.

Siamo coscienti che i fattori generali che orientano  la ricchezza di un paese sono legati ad innovative politiche di carattere generale e che, su di esse, hanno forti responsabilità sia l’U.E. sia  il Governo Nazionale. Ma l’insediamento delle nuove Giunte in 14 importanti Regioni è una occasione troppo  importante per non analizzare ciò  che è avvenuto, in termini di scelte politico-finanziarie, negli ultimi bilanci preventivi e ciò che differenzia le singole Regioni in termini di scelte. La nostra riflessione si basa, quindi, sui cambiamenti che hanno caratterizzato il profilo economico-finanziario delle Regioni, un  quadro istituzionale all’interno del quale le stesse risultano sempre più coinvolte e responsabilizzate,  anche nei processi di costruzione di uno sviluppo economico territoriale. Tutto ciò tenendo conto, inoltre,  degli scenari futuri che vedranno  le stesse Istituzioni  Regionali sempre più titolate di forti responsabilità e poteri.  Le cifre che si leggono, sia in termini di spesa che di entrata, testimoniano tutto ciò e  un Sindacato attento a TUTTE le dinamiche socio-economiche, non può non tenere conto che una buona parte della “partita”  si gioca a livello Regionale.

Sono quattro, in sintesi, gli elementi che hanno contribuito, in gran parte, ai cambiamenti in corso:

Tali cambiamenti hanno modificato, in maniera sostanziale, i processi di programmazione delle linee strategiche di sviluppo. Questi cambiamenti hanno assunto caratteristiche tali da rendere, per la UIL sempre più importante, come premessa alla conquista di un ruolo protagonista e partecipativo, la conoscenza e l’informazione.

Bilanci preventivi e consuntivi, Documenti di programmazione economica e finanziaria (DPEFR), Piani regionali di sviluppo (PRS), Programmi Regionali e Nazionali (POR-PON), Documenti unici di programmazione (DOCUP), ecc. sono gli ATTI necessari: per valutare le politiche di investimento delle nostre Regioni;  per misurare la qualità della “spesa” nel settore dei servizi sanitari e sociali e per verificare se essi raggiungono l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei cittadini. Ecco perché per la UIL i dati dei Bilanci delle Regioni, con particolare riferimento agli effetti delle scelte finanziarie di essi, è elemento fondamentale della propria azione di tutela dei lavoratori e dei pensionati. Diviene, quindi, importante la  conoscenza dei dati della spesa, al fine di  comprendere le dinamiche reali che si determinano nelle Regioni e le possibili  scelte che i “neo” Presidenti, il Sindacato e le forze sociali in generale, saranno chiamati nei prossimi mesi, a prendere, nel rispetto del proprio ruolo  e delle le proprie funzioni.

Secondo il nostro parere, la migliore vetrina per una Regione è il proprio operato: ogni cittadino deve essere messo in grado di constatare quotidianamente le condizioni delle scuole, dei servizi di assistenza sanitaria e sociale di cui può beneficiare, la qualità dell’ambiente in cui vive, lo stato dei trasporti pubblici, gli interventi a favore dello sviluppo economico. Senza trascurare, ovviamente, il lato delle entrate, soprattutto per quel che riguarda i tributi regionali, un ginepraio di tasse e imposte, che molte volte il cittadino ignora di pagare oppure non sa in quali casse siano destinati i proventi.

Da ciò, quindi, la necessità di lavorare alla definizione di una base di conoscenze diffuse e soprattutto condivise riguardo i mutamenti nella politica, nell’economia, nel tessuto sociale e nella cultura, che costantemente modificano e ridisegnano in profondità il quadro complessivo delle Regioni. Sono queste, infatti, le condizioni per compiere una adeguata e condivisa lettura dei processi, insieme alla costruzione di un percorso di contrattazione e concertazione locale, quale presupposto essenziale per una azione amministrativa efficace ed efficiente, che miri ad un reale sviluppo economico e alla soluzione dei problemi che riguardano la vita quotidiana dei cittadini.

Quelli sopra richiamati sono i principi che ispirano l’azione sindacale della UIL. Tutto ciò con un duplice obiettivo: monitorare e verificare l’azione politico-amministrativa delle Regioni  per valutare, preventivamente, l’impatto che le “Finanziarie regionali” avranno per il futuro e suggerire proposte e iniziative più urgenti da intraprendere per contribuire  alla individuazione delle priorità  nelle singole realtà economico-sociali.  Un lavoro a tutto campo, quindi, che intendiamo fare per contribuire ad orientare le linee di indirizzo e di programmazione  delle Amministrazioni regionali e nazionali  con il fine di radicare, anche o almeno nel territorio, un sistema di relazioni sindacali incentrato sulla concertazione che vuol dire, in sintesi, convergenza di intenti e coesione sociale ma, soprattutto, sviluppo, buona occupazione e difesa del potere di acquisto dei salari e delle pensioni.

GIUGNO 2005

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