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Fondi strutturali

FONDI STRUTTURALI 2000-2006

La delibera del CIPE

La delibera attribuendogli carattere cogente definisce un preciso cronogramma di attività, così scandito:

  • entro il 5 gennaio 1999 ogni Amministrazione pilota dei tavoli settoriali identifica un Dipartimento o una Direzione generale il cui titolare redigerà entro il 15 marzo 99 un rapporto interinale settoriale relativo alla aree Obiettivo 1 e che andrà a costituire il “Comitato nazionale per i fondi strutturali 2000-2006.

  • entro il 15 gennaio il DPS popone le linee metodologiche sulla base delle quali le diverse Amministrazioni pilota dovranno predisporre il proprio rapporto interinale

  • entro il 20 gennaio le Amministrazioni pilota avviano i lavori dei relativi tavoli

  • entro il 15 marzo le Amministrazioni pilota sottoporranno il proprio rapporto interinale al costituendo Comitato nazionale per i fondi strutturali 2000 - 2006

  • entro il 20 marzo il Comitato per i fondi strutturali presenta al CIPE un documento di sintesi per il confronto con i Comitati regionali

  • entro il 30 aprile il Comitato per i fondi strutturali riferisce al CIPE sugli indirizzi programmatici emersi per ogni asse, sulle ipotesi di allocazione delle risorse, sulle possibili attribuzioni dei compiti di gestione, sulle indicazioni per l'elaborazione del piano globale di sviluppo per le Regioni Ob.1 (che dovrà essere presentato alla UE

  • entro luglio '99 e sulle scelte metodologiche per la redazione degli altri documenti programmatori.

I tavoli del partenariato

Nella delibera si esplicita che sia i tavoli nazionali che regionali devono essere caratterizzati da una attivazione del partenariato istituzionale ed economico e sociale .

I tavoli regionali

Sarà il DPS entro metà gennaio a proporre alla Regioni “regole minime di partenariato”; il cui rispetto sarà necessario per l'approvazione dei piani operativi. In ogni caso ogni Regione terrà conto delle proprie peculiarità (organizzative interne, prassi di confronto, etc.) Non è quantificata in Delibera la prevista composizione di ciascun tavolo regionale mentre è specificato che si realizzerà un confronto con le Autonomie Locali, le associazioni imprenditoriali e sindacali e le altre parte sociali rappresentative di interessi rilevanti.
Si afferma poi che saranno incentivate (attraverso possibili meccanismi premianti nella ripartizione delle risorse fra diverse regioni) “forme particolarmente avanzate di partenariato” vale a dire attivando il partenariato nell'attuazione dei programmi, ad esempio scegliendo le priorità a partire dalle idee progettuali locali. Il “partenariato avanzato” di cui si parla appare sbilanciato al versante istituzionale -anche se è positiva questa volontà di maggior coordinamento fra le diverse istituzioni; questo è il momento per noi per porre, attrezzandoci alla bisogna il problema del partenariato sociale allargato.

Il sistema dei tavoli nazionali

Innanzitutto la delibera specifica che esso si articola in tavoli settoriali e nel “Comitato nazionale per i fondi strutturali 2000-2006”.
Ciascun tavolo settoriale (si tratta di 17 settori prioritari di intervento per ciascuno dei quali è stata individuata una Amministrazione pilota) fa riferimento a una delle Commissioni del CIPE (II, III, IV, V). Oltre al Dipartimento o Direzione generale all'uopo individuata entro il 5 gennaio, all'interno di ciascuna Amministrazione pilota, del tavolo settoriale fanno parte il DPS del Tesoro e, secondo uno schema definito in Delibera, anche altre Amministrazioni che collaborano alla stesura del rapporto interinale. Ai lavori dei singoli tavoli settoriali, infine, può partecipare ognuna delle rappresentanze previste nel “Comitato nazionale per i fondi strutturali 2000/2006”.
Il Comitato nazionale per i fondi strutturali 2000/2006, a sua volta, è composto dai rappresentanti delle diverse Amministrazioni pilota, assieme alla rappresentanza della Conferenza Unificata Stato - Città e Autonomie Locali e Stato - Regioni, il Capo del Dipartimento per le politiche di sviluppo e coesione, che lo presiede, e il Direttore generale del Servizio per i fondi strutturali comunitari del DPS, il Presidente della Cabina di Regia, il Capo Dipartimento Affari Economici della Presidenza del Consiglio, un rappresentante del Ministro per la Funzione Pubblica, il Capo di Gabinetto del Ministro per le politiche Comunitarie, e il Capo di Gabinetto del Ministro per gli Affari Regionali, il Capo di Gabinetto del Ministero dei Lavori Pubblici, un rappresentante dell'ISTAT.
Al Comitato nazionale partecipano, inoltre, 2 rappresentanti delle Regioni, 2 rappresentanti dell'ANCI, 1 rappresentante dell'UPI, 1 rappresentante dell'UNCEM, ed una rappresentanza delle associazioni imprenditoriali, dei sindacati e delle associazioni portatrici di interessi ambientali, delle pari opportunità e del terzo settore.

Chi fa che cosa

I tavoli settoriali

I tavoli settoriali devono redigere entro il 15 marzo 99 il proprio rapporto interinale relativo alle aree Ob.1. Pur affidando al DPS del Tesoro il compito di fornire entro metà gennaio linee guida metodologiche per la predisposizione di tale rapporto, la Delibera già indica che esso deve contenere indicazioni di massima circa: i fabbisogni da soddisfare; gli obiettivi da conseguire (rappresentati in modo quantitativo) e le linee di intervento prioritarie per conseguirli (con un'indicazione di massima del loro costo); le questioni di assetto istituzionale e procedurale da risolvere per conseguirli; le informazioni da raccogliere per valutare l'effettiva conseguibilità degli obiettivi.
Di ogni tavolo settoriale fa parte anche il DPS del Tesoro che fornisce supporto tecnico e amministrativo, attraverso il Servizio per le politiche dei fondi strutturali comunitari e l'Unità di valutazione degli investimenti pubblici, avvalendosi del servizio di assistenza tecnica attivato per il QCS 1994/99 presso la propria struttura e dei risultati dei gruppi di analisi avviati dalla Commissione Europea.
Nel rapporto interinale, ciascun Comitato settoriale deve indicare una valutazione circa la “regionalizzabilità” degli interventi necessari a conseguire l'obiettivo, fornendo una proposta motivata sull'opportunità che gli interventi da realizzare con i fondi strutturali facciano parte:

I tavoli regionali

Nonostante l'ampio spazio dedicato in Delibera ai tavoli settoriali e al Comitato Nazionale per i fondi strutturali, questo livello non deve essere sottovalutato in quanto, non dimentichiamo che dal seminario di Catania e quindi anche dalla Delibera è venuta chiara la scelta fatta dal governo di “assicurare la centralità del ruolo delle Regioni nella programmazione”.
Concretamente il tavolo regionale deve approvare entro la metà del mese di marzo 99 il proprio Rapporto interinale regionale, il quale, sulla falsariga di quanto già specificato per il livello nazionale, conterrà indicazioni di massima circa: i fabbisogni da soddisfare; gli obiettivi da conseguire (rappresentati in modo quantitativo) e le linee di intervento prioritarie per conseguirli (con un'indicazione di massima del loro costo); le questioni di assetto istituzionale e procedurale da risolvere per conseguirli; le informazioni da raccogliere per valutare l'effettiva conseguibilità degli obiettivi.
La redazione di tale Rapporto, è specificato in Delibera, terrà conto degli impegni che vanno maturando all'interno delle Intese Istituzionali di programma.

Il Comitato nazionale per i fondi strutturali 2000/2006

Composta come abbiamo visto, questa struttura ha la responsabilità di mantenere il coordinamento fra i diversi tavoli settoriali di monitorare il rispetto dei loro tempi e metodi di lavoro, di verificare e, se necessario, attivarsi per garantire un utilizzo efficiente ed efficace delle risorse europee .In Delibera già si delineano i possibili terreni di azione, in particolare: semplificazione e razionalizzazione delle procedure amministrative e di approvazione della programmazione (tali interventi sono responsabilità delle istituzioni competenti cioè le Regioni mentre il Governo ha il compito di promuoverli e incentivarli anche operando nella Conferenza Stato-Regioni); definizione degli schemi di valutazione ex ante e in itinere degli interventi (questi schemi verranno predisposti dal DPS del Tesoro con il contributo di altre Amministrazioni , parti economiche e sociali ed esperti; costruzione di un adeguato sistema informativo (si dice che ci si muoverà in coerenza con le iniziative in atto o previste con la partecipazione dell'ISTAT e delle Amministrazioni interessate, attraverso il rafforzamento dei loro uffici statistici; metodi per la partecipazione dei privati al finanziamento e alla gestione dei progetti di intervento.(per questa partita si fa prevede il contributo dei Ministeri LLPP e del Tesoro nell'ambito dell'attivazione dell'Unità tecnica - finanza di progetto prevista nel collegato procedurale alla Legge finanziaria (A.S.3593/A) con un coinvolgimento della BEI fin dalle prime fasi del processo di programmazione.

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