Roma, 14 dic. (Adnkronos) – "Dare continuita' alla lotta contro il lavoro nero". Sono Cgil, Cisl, Uil ad aver ribadito al governo, al termine di una due giorni di incontri, la necessita' di proseguire l'azione di contrasto al sommerso alla luce del fatto che la legge finanziaria non contiene alcun riferimento a politiche di emersione. "Abbiamo chiesto al Governo- dicono Fulvio Fammoni, Giorgio Santini e Guglielmo Loy, segretari confederali di Cgil, Cisl e UIL - di inserire in Finanziaria provvedimenti volti ad agevolare le procedure di emersione, sulla scia della Finanziaria dello scorso anno, accompagnati da misure fiscali, non previste nel passato, idonee a favorire tali processi. In particolare, su questo ultimo punto, chiediamo che ai lavoratori interessati dai processi di emersione dal lavoro nero, non vengano applicate le sanzioni e gli interessi di mora, e che si preveda la tassazione separata per l'Irpef pregressa non versata in sede di dichiarazione dei redditi". Misure che dovranno avere, per i sindacati, effetto retroattivo e quindi a beneficiarne dovranno essere anche tutti quei lavoratori che sono emersi nell'ultimo anno. Inoltre, per Cgil, Cisl e Uil, va costruito un intreccio finora mancante tra la pratica degli accordi di emersione, e i piani locali, da definirsi da parte delle Regioni e degli enti locali con il concorso delle parti sociali, per sostenere con servizi mirati i sistemi economici che scommetteranno sulla competizione legale rifuggendo dalla irregolarita': "Troppe volte nel passato a pratiche di emersione non ha fatto riscontro un sistema pubblico locale in grado di accompagnare e sostenere l'economia sommersa nella sua transizione verso il ''chiaro'', dicono.