PARTECIPATE  - Antonio FOCCILLO
Cgil, Cisl, Uil chiedono un incontro a Governo, Conferenza dei Presidenti delle Regioni, ANCI e UPI
cgilcisluil_large1b.jpg
28/03/2018  | CGIL_CISL_UIL.  

 

 

Riteniamo utile fare un punto sulla vertenza relativa alla riorganizzazione del sistema delle società partecipate alla vigilia di una delle scadenze previste dall’art. 25 del d.lgs. 175/2016.

 

Si tratta di quella del 31 marzo che avrebbe dovuto significare la conclusione del periodo dei 6 mesi utili alla mobilità in ambito regionale delle eventuali eccedenze, dopo quella tra società partecipate dalle stesse amministrazioni.

 

A far data dal 1° aprile, infatti, la mobilità sarebbe dovuta passare in capo ad ANPAL, presso il cui sistema applicativo le società con eccedenze non risolte e le società con fabbisogno di personale avrebbero dovuto indicare le loro situazioni.

 

Come è ben noto la ritardata pubblicazione del DM Lavoro previsto dallo stesso articolo 25 e alcune gravi mancanze dello stesso Testo Unico sulle società partecipate, hanno fatto sì che il 15 febbraio è stato varato un comunicato unitario Conferenza delle Regioni, ANCI, UPI e CGIL, CISL, UIL, con il quale si intendeva avviare un’analisi dei piani varati dalle amministrazioni valutando le ripercussioni sui livelli occupazionali. Tutto ciò al fine di poter individuare e proporre al nuovo Governo e al Parlamento soluzioni normative utili ad evitare che la riforma del sistema delle società partecipate si trasformasse in una perdita di occupazione.

 

Questo dal momento che è ormai noto e da noi costantemente evidenziato, sottolineato e formalizzato in varie occasioni, la pubblicazione il 23/12/2017 del DM Lavoro sulla mobilità del personale dipendente dalle società partecipate è avvenuta in tempi tali da impedire l’applicazione di quanto lo stesso DM prevedeva. In particolare ci riferiamo: al confronto con le OO.SS pregiudiziale alla definizione delle eccedenze (30 novembre 2017) alla comunicazione alle OO.SS delle eventuali eccedenze (10 dicembre 2017); fino alla comunicazione alle Regioni (20 dicembre 2017).

 

Pertanto con ogni evidenza si sarebbero dovute bloccare le eventuali iniziative in atto.

 

Questa era e rimane la nostra posizione.

 

Con questo stato di cose è evidente che qualora dall’1 aprile ANPAL assumesse iniziative per la collocazione delle eccedenze che le società avevano indicato nell’applicativo, queste sarebbero palesemente contrastanti con gli impegni politici assunti tramite le associazioni di rappresentanza dalle amministrazioni titolari delle partecipazioni nelle società, oltre che palesemente contrastanti con le previsioni di legge e con le tempistiche ed il sistema di relazioni sindacali previste dallo stesso DM Lavoro.

 

CGIL, CISL e UIL ritengono che anche il Governo in carica debba svolgere un’attività di indirizzo nei confronti dell’ANPAL per impedire l’adozione di misure che sarebbero sicuramente impugnate per il loro contrasto con il disegno legislativo, e per questo hanno provveduto a inviare una richiesta di incontro a Governo, Conferenza dei Presidenti delle Regioni, ANCI e UPI.

 

 

Roma, 28.03.2018

 

Valid XHTML 1.0 Transitional Valid CSS!