Care compagne, care colleghe
Siamo tornate dal Corso di Fiuggi con tanta motivazione in più.
Perché si è trattato di una iniziativa altamente formativa frutto di un lavoro evidentemente accurato.
Il Corso si colloca all’interno dell’attività di diffusione e informazione prevista per l’attuazione del Progetto europeo (Programma Leonardo da Vinci) “L’ottica di genere nella certificazione di qualità”, proposto dall’Associazione PROGETTO DONNA con la partecipazione – quale unico partner sindacale – della UIL.
La prima giornata, immediatamente dopo il saluto del Segretario Organizzativo Carmelo Barbagallo, si è caratterizzata per la docenza della dottoressa Roberta Bortolucci, Presidente di Progetto Donna, che ha tenuto una “letio magistralis” sulla leadership femminile e sulla gestione del potere, introducendo le corsiste nel difficile percorso della gestione dei conflitti che possono insorgere all’interno di un lavoro e la conseguente necessità di avere una occupazione il cui obiettivo sia una diversa qualità della propria attività, propedeutica ad una migliore qualità della vita. Il percorso formativo della giornata si è concluso con una indicazione forte sulla opportunità che gli esperti della qualità assumano – come determinanti - i parametri della diversità di genere all’interno della certificazione delle aziende
Nel pomeriggio è stato illustrato il nuovo accordo sul modello contrattuale da due nostri colleghi della UIL. L’ultima giornata si è conclusa con gli interventi di Maria Grazia e di Maria Pia che hanno messo in evidenza le problematiche introdotte dalla flexicurity nell’economia e nell’occupazione in Europa e le ripercussioni nel nostro Paese e l’illustrazione del sistema premiante (i contenuti sono già sul sito), quale strumento per combattere il differenziale retributivo tra donne e uomini.
La parità delle donne e uomini non è soltanto un obiettivo in sé, bensì una condizione preliminare per la realizzazione degli obiettivi generali di crescita, di occupazione e di coesione sociale. L’occupazione femminile nell’UE è passata dal 51,1 nel 1997 al 58,3 nel 2007 e, purtroppo, nel nostro Paese non arriva neppure al 48%.
Quello che è necessario ricordare:
Questo è solo una minima parte del bagaglio che ci portiamo dentro dopo questi tre giorni di corso: la formazione, infatti, è punto focale della nostra preparazione da cui discende la nostra azione sindacale più specifica nei territori e nelle categorie di nostra appartenenza. Il nostro empowerment sociale riprende da queste tre giornate per essere riassunto e declinato ovunque ci venga richiesto: le organizzatrici sono a vostra disposizione e, fin da ora possiamo – con orgoglio – dire che il calendario già è fitto.
Il corso si è chiuso con l’intervento di Nirvana Nisi che, nella sua duplice veste di Responsabile delle politiche di Pari Opportunità e delle Politiche Internazionali UIL, ci ha esortato ad affrontare le sfide che il futuro ci prospetta con la consapevolezza della necessità della eliminazione degli ostacoli che si frappongono alla piena partecipazione delle donne e degli uomini al mercato del lavoro. È imperativo, ha affermato Nirvana, correggere lo squilibrio tra i sessi nella presa di decisioni, tanto più che quest’anno recherà mutamenti di rilievo nella composizione delle strutture decisionali dell’Unione Europea in –particolare- in seno al Parlamento e alla Commissione.
Buon lavoro, dunque, a tutte noi.
Stefania Galimberti
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