Responsabile: Stefania SIDOLI

TRASFORMAZIONI, FLESSIBILITA'
E NUOVE OPPORTUNITA' PER LE DONNE

Mirella Grandi Responsabile Donne UILTE

Negli ultimi decenni abbiamo assistito ad un processo di emancipazione di massa che ha visto le donne premere per entrare nel mondo del lavoro.
Tutto ciò’ avveniva in una situazione economica e sociale tradizionale, fatta di medie e grandi aziende: e’ stata questa la cosiddetta fase della doppia prestazione che, di fatto, ha visto le donne collocarsi in un contesto che aveva precise regole in cui si sommava la fatica del lavoro di cura a quella del lavoro di mercato.
Oggi il mondo del lavoro si e’ profondamente trasformato; assistiamo con sempre maggiore frequenza alla frantumazione delle imprese quale logica conseguenza dell’esternalizzazione di tutte quelle attività’ che non rappresentano il core-business delle stesse. Anche il modo di lavorare ha subito svariate modifiche: riscontriamo una forte accelerazione nell’utilizzo del part-time, impensabile fino a qualche anno fa, il telelavoro, il lavoro interinale, le forme di lavoro atipico sono in continua crescita e vedono la presenza di moltissime donne.
Nell’azienda Telecom, nella quale lavoro, le modifiche più incisive sono sicuramente quelle avvenute in seguito alla privatizzazione ed alla fine del monopolio. A queste trasformazioni hanno fatto seguito processi di ristrutturazione che si susseguono ormai senza soluzione di continuità’, che mirano soprattutto a ridurre in maniera consistente il numero dei dipendenti, ma soprattutto delle dipendenti. Tutto questo a fronte di modeste ripercussioni di mercato in quanto il processo di liberalizzazione delle telecomunicazioni e’ cosa talmente recente che non consente ancora di misurarne gli effetti sull’economia dell’azienda.
Ma se Telecom deve ridisegnare sia la struttura sia la strategia aziendale per conservare una cospicua fetta di mercato, e’ invece più che evidente pensare alle telecomunicazioni come ad un settore in continua e veloce espansione che potrà offrire buone possibilità’ di lavoro anche per le donne.
In questo contesto, oltre alle forme di flessibilità tradizionali come quella del lavoro a tempo parziale e dell’orario di lavoro, si pongono innovative possibilità lavorative come il lavoro interinale ed il telelavoro
Il mondo del lavoro può trarre notevoli benefici da queste forme di flessibilità, purché le stesse non siano utilizzate a solo uso e consumo delle imprese; in particolare può trarne vantaggio il mondo del lavoro al femminile in quanto da sempre le donne si sono viste costrette ad armonizzare le proprie legittime attese d’indipendenza e di sviluppo professionale con la tradizionale conduzione della propria “impresa familiare”.
Infatti, il lavoro part-time (orizzontale e verticale) se da un lato offre la possibilità’ alle aziende di rispondere alle proprie esigenze produttive mirando le prestazioni (e’ scientificamente provato che una prestazione ad orario ridotto risulta generalmente più’ produttiva) dall’altro consente una migliore gestione del tempo; in particolare il part-time al 75%, se gestito in modo appropriato, può cogliere diversi obiettivi quali: adeguato livello di prestazione lavorativa, di tempo libero e di retribuzione.
Buone opportunità di lavoro possono altresì derivare da una maggiore disponibilità, anche femminile, a flessibilizzazioni di orario di lavoro con matrici che prevedano più ampie coperture dell’arco della giornata.
Il “telelavoro” o “lavoro a distanza”, partito molti anni fa negli Stati Uniti ed approdato ora nel nostro paese, rappresenta l’ultima novità in termini di flessibilità che il contratto delle telecomunicazioni ha previsto, seppure in maniera sperimentale in questa fase. E’ facile immaginare quali siano i vantaggi soprattutto per le lavoratrici.
Ma non e’ tutto oro quello che luccica!
Ci sono aspetti che non devono essere sottovalutati e che oggi risultano essere un freno a tali istituti. Il lavoro a tempo parziale, e’ limitato ad alcune categorie professionali, (generalmente quelle di profilo medio-basso), non consente sviluppi di carriera analoghi a quelli delle lavoratrici e lavoratori full-time.
Il telelavoro, viceversa, sembra destinato ad un utilizzo esclusivo di servizi e prodotti commerciali e quindi altamente insufficiente sul piano dello sviluppo professionale e potrebbe produrre effetti ancora poco prevedibili sul piano delle tutele aziendali e sindacali e dell’isolamento sociale.
Purtroppo quando si parla di flessibilità e’ inevitabile interpretarle come apertura a nuovi spazi per gli interessi delle imprese (le stesse, d’altra parte, non fanno niente per smentire quest’impostazione) e non come proposta per il superamento della crisi occupazionale che stiamo vivendo e che penalizza particolarmente le donne ed i giovani. In tal senso il sindacato corre il rischio di dover far l’arbitro tra l’esercito degli occupati, garantiti e tutelati, e l’esercito dei disoccupati disposti ad accettare, per evidenti motivi, qualunque tipo di flessibilizzazione e liberalizzazione del mondo del lavoro.
La disponibilità fin qui espressa ad affrontare i disagi che sono comunque legati alle flessibilità pur di mantenere ed aumentare le possibilità di occupazione per le donne sono del tutto inutili se di pari passo non si agisce sul versante del sociale.
Da decenni ormai andiamo ripetendo che la società dovrebbe essere strutturata in modo da garantire alcuni servizi non solo alle donne, bensì alle famiglie dove entrambi i coniugi lavorano.
Mi riferisco in particolare a servizi anche domiciliari rivolti all’assistenza, alla tutela ed alla custodia dei bambini e degli anziani, alla creazione di campi gioco estivi a copertura dei periodi di chiusura delle scuole, ecc.
La nostra iniziativa dovrà quindi essere quella di introdurre si elementi più elastici in merito alle assunzioni, agli orari, ed alle flessibilità professionali per incentivare il mercato del lavoro senza però perdere mai di vista i ritorni ed i benefici per le lavoratrici ed i lavoratori. Analoga attenzione dovrà essere posta affinché anche il sociale contribuisca a rendere più agevole conciliare il lavoro di mercato, il lavoro di cura ed il tempo libero.

UIL HOMEPAGE - MAIL

This site is best viewed with Explorer 4.0  v. 800x600