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TRASFORMAZIONI,
FLESSIBILITA'
E NUOVE OPPORTUNITA' PER LE DONNE
Mirella Grandi Responsabile Donne UILTE
Negli
ultimi decenni abbiamo assistito ad un processo di emancipazione di massa
che ha visto le donne premere per entrare nel mondo del lavoro.
Tutto ciò avveniva in una situazione economica e sociale tradizionale,
fatta di medie e grandi aziende: e stata questa la cosiddetta fase della
doppia prestazione che, di fatto, ha visto le donne collocarsi in un
contesto che aveva precise regole in cui si sommava la fatica del lavoro di
cura a quella del lavoro di mercato.
Oggi il mondo del lavoro si e profondamente trasformato; assistiamo con
sempre maggiore frequenza alla frantumazione delle imprese quale logica
conseguenza dellesternalizzazione di tutte quelle attività che non
rappresentano il core-business delle stesse. Anche il modo di lavorare ha
subito svariate modifiche: riscontriamo una forte accelerazione nellutilizzo
del part-time, impensabile fino a qualche anno fa, il telelavoro, il lavoro
interinale, le forme di lavoro atipico sono in continua crescita e vedono la
presenza di moltissime donne.
Nellazienda Telecom, nella quale lavoro, le modifiche più incisive sono
sicuramente quelle avvenute in seguito alla privatizzazione ed alla fine del
monopolio. A queste trasformazioni hanno fatto seguito processi di
ristrutturazione che si susseguono ormai senza soluzione di continuità,
che mirano soprattutto a ridurre in maniera consistente il numero dei
dipendenti, ma soprattutto delle dipendenti. Tutto questo a fronte di
modeste ripercussioni di mercato in quanto il processo di liberalizzazione
delle telecomunicazioni e cosa talmente recente che non consente ancora
di misurarne gli effetti sulleconomia dellazienda.
Ma se Telecom deve ridisegnare sia la struttura sia la strategia aziendale
per conservare una cospicua fetta di mercato, e invece più che evidente
pensare alle telecomunicazioni come ad un settore in continua e veloce
espansione che potrà offrire buone possibilità di lavoro anche per le
donne.
In questo contesto, oltre alle forme di flessibilità tradizionali come
quella del lavoro a tempo parziale e dellorario di lavoro, si pongono
innovative possibilità lavorative come il lavoro interinale ed il
telelavoro
Il mondo del lavoro può trarre notevoli benefici da queste forme di
flessibilità, purché le stesse non siano utilizzate a solo uso e consumo
delle imprese; in particolare può trarne vantaggio il mondo del lavoro al
femminile in quanto da sempre le donne si sono viste costrette ad
armonizzare le proprie legittime attese dindipendenza e di sviluppo
professionale con la tradizionale conduzione della propria impresa
familiare.
Infatti, il lavoro part-time (orizzontale e verticale) se da un lato offre
la possibilità alle aziende di rispondere alle proprie esigenze
produttive mirando le prestazioni (e scientificamente provato che una
prestazione ad orario ridotto risulta generalmente più produttiva) dallaltro
consente una migliore gestione del tempo; in particolare il part-time al
75%, se gestito in modo appropriato, può cogliere diversi obiettivi quali:
adeguato livello di prestazione lavorativa, di tempo libero e di
retribuzione.
Buone opportunità di lavoro possono altresì derivare da una maggiore
disponibilità, anche femminile, a flessibilizzazioni di orario di lavoro
con matrici che prevedano più ampie coperture dellarco della giornata.
Il telelavoro o lavoro a distanza, partito molti anni fa negli
Stati Uniti ed approdato ora nel nostro paese, rappresenta lultima
novità in termini di flessibilità che il contratto delle telecomunicazioni
ha previsto, seppure in maniera sperimentale in questa fase. E facile
immaginare quali siano i vantaggi soprattutto per le lavoratrici.
Ma non e tutto oro quello che luccica!
Ci sono aspetti che non devono essere sottovalutati e che oggi risultano
essere un freno a tali istituti. Il lavoro a tempo parziale, e limitato
ad alcune categorie professionali, (generalmente quelle di profilo
medio-basso), non consente sviluppi di carriera analoghi a quelli delle
lavoratrici e lavoratori full-time.
Il telelavoro, viceversa, sembra destinato ad un utilizzo esclusivo di
servizi e prodotti commerciali e quindi altamente insufficiente sul piano
dello sviluppo professionale e potrebbe produrre effetti ancora poco
prevedibili sul piano delle tutele aziendali e sindacali e dellisolamento
sociale.
Purtroppo quando si parla di flessibilità e inevitabile interpretarle
come apertura a nuovi spazi per gli interessi delle imprese (le stesse, daltra
parte, non fanno niente per smentire questimpostazione) e non come
proposta per il superamento della crisi occupazionale che stiamo vivendo e
che penalizza particolarmente le donne ed i giovani. In tal senso il
sindacato corre il rischio di dover far larbitro tra lesercito degli
occupati, garantiti e tutelati, e lesercito dei disoccupati disposti ad
accettare, per evidenti motivi, qualunque tipo di flessibilizzazione e
liberalizzazione del mondo del lavoro.
La disponibilità fin qui espressa ad affrontare i disagi che sono comunque
legati alle flessibilità pur di mantenere ed aumentare le possibilità di
occupazione per le donne sono del tutto inutili se di pari passo non si
agisce sul versante del sociale.
Da decenni ormai andiamo ripetendo che la società dovrebbe essere
strutturata in modo da garantire alcuni servizi non solo alle donne, bensì
alle famiglie dove entrambi i coniugi lavorano.
Mi riferisco in particolare a servizi anche domiciliari rivolti allassistenza,
alla tutela ed alla custodia dei bambini e degli anziani, alla creazione di
campi gioco estivi a copertura dei periodi di chiusura delle scuole, ecc.
La nostra iniziativa dovrà quindi essere quella di introdurre si elementi
più elastici in merito alle assunzioni, agli orari, ed alle flessibilità
professionali per incentivare il mercato del lavoro senza però perdere mai
di vista i ritorni ed i benefici per le lavoratrici ed i lavoratori. Analoga
attenzione dovrà essere posta affinché anche il sociale contribuisca a
rendere più agevole conciliare il lavoro di mercato, il lavoro di cura ed
il tempo libero.
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