Corte costituzionale austriaca  - 
Corte austriaca riconosce il «diritto all’identità di genere»
Secondo i giudici, la legge dovrà ammettere un «terzo genere» oltre a maschile e femminile
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02/07/2018  | PariOpportunità.  

 

Il Coordinamento Pari Opportunità della UIL congiuntamente al gruppo dei DIRITTI apprendono con interesse la decisione presa dai giudici della Corte costituzionale austriaca che ha riconosciuto «il diritto all’identità di genere individuale», in armonia con quanto stabilito nell’art. 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, finalizzato a difendere l’individuo da ingerenze arbitrarie dei pubblici poteri in materia di rispetto della vita privata e della vita familiare.

 

In Europa, sull’argomento, prima dell’Austria fu la Germania a pronunciarsi con una storica e rivoluzionaria sentenza, emessa dalla Corte Federale Costituzionale tedesca (novembre 2017), che ha ordinato il Parlamento a dotarsi entro la fine del 2018 di una nuova legge volta a istituire il “terzo genere” sui documenti e i certificati ufficiali, interessante quindi sarà analizzare i contenuti della legge che verrà formulata dal legislatore tedesco.

 

Riteniamo che questi provvedimenti legislativi possano risultare importanti, ad esempio, per le persone intersessuali che non dovranno più essere costrette ad una identificazione «binaria» fra i generi “maschile” e “femminile”.

 

Per quanto ci riguarda, sosterremo le battaglie di civiltà tese ad affermare il principio secondo cui tutte le persone debbano avere diritto a essere pienamente rispettate e integrate nella società, a prescindere dal proprio corpo, genere, identità od orientamento. Ed è proprio per questo che continuiamo a ribadire l’impellenza di migliorare le leggi antidiscriminatorie, includendo ed ampliando i fattori ancora esclusi ed estendendole alle situazioni ancora non comprese.

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