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Rapporto Censis 2017: le donne fra adattamento e normalizzazione
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04/12/2017  | PariOpportunità.  

 

Negli ultimi mesi dell’anno le donne hanno migliorato la loro condizione occupazionale che ha visto un incremento dell’1,4 %: si coglie, comunque, la lunga marcia ancora incompiuta del percorso di avvicinamento delle donne agli uomini.

 

La crisi economica non ha facilitato la normalizzazione delle condizioni professionali fra i sessi. Alcuni elementi ne segnalano, tuttavia, la ricerca di soluzioni di adattamento per superare le condizioni che ostacolano l’entrata nel mercato del lavoro e/o le possibilità di realizzazione lavorativa.

 

Dai dati emerge una maggiore propensione femminile a puntare sull’area del lavoro indipendente spesso, però, indotta da una frustrante ed infruttuosa ricerca di un lavoro subordinato; in aumento del 3,6% anche le donne dirigenti.

 

Da un’analisi della tipologia di lavoro subordinato emerge, inoltre, che le donne più degli uomini restano invischiate in contratti a tempo determinato, motivo per il quale permangono maggiormente in una condizione di precarietà e di incertezza lavorativa.

 

Le donne, quindi, rincorrono con caparbietà i colleghi uomini soprattutto nell’ambito del lavoro indipendente, ma soprattutto, più degli uomini puntano a valorizzare l’investimento nell’istruzione.

 

Partendo dalla considerazione che gli anni di crisi economica hanno cambiato e stanno cambiando la struttura sociale del paese, forse in maniera irreversibile, portandolo verso una spirale di “disarticolazione delle giunture che uniscono le varie componenti sociali” non possiamo non notare alcune situazione che riguardano direttamente il nostro essere donne.

 

Innanzi tutto, la riduzione della natalità che, per il secondo anno consecutivo, colpisce pesantemente il nostro paese, risultando in una diminuzione della popolazione di più di 76.000 unità. Ne consegue una diminuzione della fertilità anche per le donne straniere che, negli anni passati hanno rappresentato un argine nei confronti del calo delle nascite nel nostro paese.

 

Parimenti, si stanno affermando nuove paure, come quella del declassamento sociale, che genera rancori sempre crescenti e minore coesione sociale.

 

Come donne impegnate nell’ attività sindacale a tutti i livelli, dobbiamo ricordare ad iscritte e simpatizzanti che i valori di solidarietà e di coesione sociale sono un patrimonio della nostra militanza e che dalla crisi si esce sostenendo e rilanciando questi valori.

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