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CES: le donne negli organismi decisionali del sindacato

Nel corso del 2010 il Comité des Femmes della CES ha lavorato al Progetto “De l’adhésion à la prise de decision: oeuvrer à promouvoir les femmes au sein des syndicats sviluppatosi per  tappe significative a partire dalla  Conferenza delle donne di Lussemburgo dell’11 e 12 marzo scorsi   e concluse con il “laboratorio” di Berlino del 28 ottobre u.s, passando per la Carta sul gender Mainstreaming in funzione di un maggiore equilibrio tra donne e uomini all’interno delle strutture sindacali.

La riunione del 14 dicembre ha approvato i risultati del lavoro condotto in questi mesi arrivando alla formulazione definitiva di una Raccomandazione che costituirà il terreno fondamentale del Congresso CES di maggio 2011.

Strutturalmente la Raccomandazione si divide in due parti: la prima tratta di raccomandazioni per la dirigenza CES; la seconda parte è più essenzialmente rivolta agli iscritti ed agli affiliati.  Pur non essendo uguali, seguono tuttavia un medesimo modello per far fronte alle sfide sottese al raggiungimento dell’equilibrio di genere all’interno delle organizzazioni e  delle politiche sindacali.

Ciascuna delle due parti della Raccomandazione, a sua volta indica azioni concrete da prendere prima e successivamente alla celebrazione del Congresso di Atene.

In sintesi, in preparazione del Congresso – la CES dovrà :

1. sottolineare ed inserire la questione “uguaglianza” nella discussione preparatoria del Congresso, assicurandosi che la dimensione di genere venga integrata in tutti i documenti e in tutti i dibattiti e che  le delegazioni nazionali che parteciperanno al Congresso, abbiano una composizione  equilibrata di ambedue i sessi;

2. integrare con l’ottica di genere tutte le parti del documento conclusivo che scaturirà dal Congresso, assicurandosi che lo stesso contenga uno specifico articolato sull’uguaglianza tra donne e uomini quale base di lavoro per gli affiliati CES per i futuri prossimi 4 anni.

3. adottare misure concrete per garantire una rappresentanza equilibrata di donne e uomini 

4. inserire l’equilibrio di genere all’interno del Comitato esecutivo, considerando la possibilità di introdurre ad esempio una clausola antidiscriminatoria che preveda che ogni genere abbia all’interno degli organismi CES, una rappresentanza non inferiore al 40% e non superiore al 60%

5. ventilare l’opportunità di una composizione degli organismi dirigenziali  CES secondo il genere: prendendo ad esempio il Congresso del 2007, il Comitato esecutivo, la Direzione e la Segreteria Generale, valutare se la composizione nuova contenga o meno una presenza di genere equilibrata.

6. redigere uno strumento politico per i prossimi cinque anni (20011-2015) che evidenzi le esigenze, le azioni e gli obiettivi in materia di riequilibrio tra donne e uomini all’interno delle  strutture sindacali a livello nazionale ed europeo. Il documento dovrà prevedere l’applicazione della Carta sulla integrazione della dimensione di genere, prevedendo:

Abbiamo ritenuto opportuno che in preparazione del Congresso di Atene le componenti del Coordinamento fossero messe in condizioni di conoscere quanto le donne della CES di cui  la UIL è attiva componente,  stanno attivando per migliorare la loro rappresentanza e rappresentatività all’interno delle diverse Organizzazioni sindacali europee.

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