Roma, 11 luglio 2007 (Adnkronos) - No all'aumento dell'eta' pensionabile delle donne, "perche' sarebbe una beffa per la disparita' di condizioni fra lavoratori e lavoratrici tuttora esistenti nel nostro Paese". E' quanto si legge in una nota congiunta dei sindacati Cgil, Cisl e Uil donne dove si sottolinea la "preoccupazione per la discussione in atto". Nei paesi occidentali, "esistono delle politiche a favore delle donne lavoratrici al contrario dell'Italia dove esistono grandi ritardi sulle politiche a favore dell'occupazione femminile, della conciliazione fra tempi di vita e di lavoro", dichiarano le responsabili nazionali donne Aitanga Giraldi Cgil, Annamaria Parente Cisl e Maria Pia Mannino Uil. Le sindacaliste imputano, inoltre, "una forte contraddizione fra le leggi a sostegno alla maternita' e la loro applicazione, mentre troppe lavoratrici precarie ne sono totalmente escluse". L'Italia, aggiungono, "e' molto indietro rispetto alla parita' uomo-donna. Non e' questione giuridica, ma sociale, culturale, valoriale, economica". Invece di puntare all'aumento dell'eta' pensionabile si pensi all'occupazione femminile, "che in Italia ha un tasso tra i piu' bassi d'Europa, o dalla parita' salariale, o dall'incremento dei servizi, sia per l'infanzia che per la non autosufficienza" .