A Roma, quattro violenze sessuali in quattro giorni. Quattro violenze denunciate che evidenziano, almeno in parte, le violenze nascoste – non dette, non dichiarate – che le donne continuano a subire.
La misura però adesso è colma. Non importa che eminenti sociologi dicano che non si tratta di un fenomeno diffuso. Le donne non hanno certamente bisogno di dissertazioni culturali sui perché della violenza su di esse; hanno bisogno di sicurezza e chiedono la sicurezza di poter gestire la loro vita come meglio loro aggrada senza per questo essere vittime di condizionamenti psicologici (anche questa è violenza), di punizioni sessuali, di delitti d’onore.
Per questo diciamo basta alle giustificazioni che in questi casi di violenza vengono solitamente apportate dai soliti garantisti che, poi, finiscono per non garantire proprio le vittime.
Chiediamo che a queste turpi manifestazioni di pseudo virilità, lo Stato risponda, questa volta si in maniera virile, con un inasprimento delle pene per i reati sessuali; con la certezza della pena e della sanzione e, soprattutto, finalmente con misure strutturali per mettere le città in sicurezza. Città nelle quali sia possibile per tutti, uomini, donne ragazzi e ragazze, camminare di giorno e di notte senza la paura di aggressioni e violenze.
Roma, 12 ottobre 2006