E' ingiusta e iniqua la proposta di accelerazione dell’innalzamento a 65 anni dell’età pensionabile nel settore privato. Si dimentica, infatti, che le donne in Italia lavorano in media 1773 ore annue contro le 1739 delle colleghe europee (dati Ocse), senza il sostegno di servizi adeguati ad armonizzare la vita familiare con l’attività lavorativa.
Ancora una volta una disposizione di legge, pur condivisibile nella sua formulazione perché in linea con quanto impone la Commissione Europea in termini di parità di trattamento uomo/donna, rischia di essere fortemente penalizzante per le donne, ancora economicamente la fascia più debole del Paese e che non hanno certo bisogno, in un momento di così grave difficoltà sociale e finanziaria, di ulteriori restrizioni e limitazioni.
Roma, 8 settembre 2011