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Più valore al lavoro
Torino - Lingotto
3/6 marzo 2002

XIII° CONGRESSO CONFEDERALE

Documento finale del XIII Congresso

Il XIII Congresso della UIL - Sindacato dei Cittadini - , ascoltata la relazione del Segretario Generale, ne approva i contenuti e gli indirizzi, unitamente al risultato del dibattito, alle conclusioni e alle Tesi, arricchite dai documenti delle Unioni Regionali e delle Categorie.

In modo particolare il Congresso pone l’accento sulla necessità di dare un futuro di sviluppo al Paese ponendo al centro dell’impegno sindacale il valore del lavoro.

Il Congresso della UIL evidenzia con forza la necessità di realizzare un patto per il lavoro in grado di coinvolgere le istituzioni, le forze sociali e politiche del nostro Paese.

La UIL infatti ritiene indispensabile realizzare una politica attiva del lavoro in grado di garantire sviluppo e soprattutto tutelare tutte le nuove e vecchie soggettività presenti nella società e nel mondo del lavoro. Le lavoratrici, i lavoratori, i giovani, le donne, i migranti così come gli anziani rappresentano la vera risorsa del nostro Paese, una risorsa che non può essere depressa, né mortificata da ipotesi di precarietà che non consentirebbero di creare quella coesione sociale necessaria alla costituzione di una società equa, solidale.

Le trasformazioni che la società ha subito in questi anni esigono analisi e strategie che ne valorizzino le complessità. Va ribadita la funzione democratica di una società aperta, in cui lo sviluppo abbia come obiettivo il benessere collettivo, in cui un sistema adeguato di regole e l’equilibrio dei poteri garantiscano a tutti i cittadini pari opportunità. Una società in cui la libertà del singolo e dei gruppi si accompagni sempre alla giustizia sociale.

Il consolidamento del bipolarismo e dell’alternanza, realizzatosi in questi anni, non esclude il ruolo di mediazione, di rappresentanza e di tutela dei soggetti sociali quali il sindacato, che hanno il diritto dovere di influenzare l’operato dei governi attraverso una azione di "governance" che in Italia si è concretizzata nella buona pratica della concertazione.

In questo quadro il sindacato ribadisce la sua funzione autonoma di rappresentanza di interessi rispetto agli schieramenti. Ciò tuttavia non significa neutralità rispetto al modello di società.

La UIL, punta avanzata del sindacato riformista europeo, intende rilanciare il valore del proprio progetto sociale, nel confronto con quello della politica. La confederalità diventa strumento insostituibile per realizzare una società aperta, giusta, democratica ed inclusiva attraverso una più compiuta affermazione, a tutti i livelli della partecipazione, della concertazione, della politica dei redditi.

In questo quadro l’azione della UIL deve essere focalizzata sul lavoro inteso come elemento progettuale della vita d’ogni individuo.

Le diverse condizioni di cittadinanza richiedono ovviamente risposte ed interventi articolati, specifici e solidali. Esse sono tuttavia accomunate da un’esigenza di rappresentanza e di tutela che si deve sviluppare non solo nell’azione sindacale vera e propria, ma deve trovare risposta, anche, in interventi per i diritti di cittadinanza, per il miglioramento delle condizioni di vita generali della persona, per la valorizzazione ed integrazione culturale della stessa nel contesto in cui vive.

Ciò si intreccia con il grande cambiamento che ha interessato la struttura del nucleo tradizionale di aggregazione sociale, la famiglia. Partendo da un’analisi oggettiva delle varie forme di famiglia è necessario immaginare nuovi criteri di riconoscibilità sociale, nuove leggi e tutele, nuovi strumenti di supporto e servizio.

Nel ribadire la necessità di valorizzare la concertazione come orientamento politico centrale dell’azione sindacale della UIL, il dibattito ha evidenziato il bisogno di una riforma profonda dei temi che riguardano il lavoro per estendere le tutele e soprattutto offrire nuove opportunità. Ciò si può realizzare solo attraverso il confronto, compito prioritario del sindacato. Per questo riconfermiamo la nostra disponibilità a trattare con il Governo. Fermo restando il nostro NO a qualsiasi modifica dell’art. 18. Se il Governo dovesse riconfermare queste e altre modifiche, lo sciopero generale sarà la risposta inevitabile e sarà il nuovo Comitato Centrale a deciderne le modalità.

Questa strategia coglie di fatto due finalità: da un lato ribadisce l’autonomia della UIL rispetto al quadro politico, dall’altro consente alla UIL di individuare ed articolare tutte le proprie iniziative sulla base delle esigenze che saranno necessarie nel proseguio del confronto. La UIL individua nella Confindustria il vero suggeritore dello scontro in atto, tutto teso a ridurre i diritti acquisiti dai lavoratori ed, al contempo, ad annullare il ruolo e, conseguentemente, il potere stesso del sindacato confederale.

Il Congresso della UIL rileva come nelle proposte del Governo sia fortemente presente l’idea che il benessere ed il progresso si ottengono riducendo le condizioni di tutela sociale dei cittadini e dei lavoratori, frutto dell’impegno sindacale. In questo senso il risultato ottenuto dal sindacato, dalla UIL assieme a CISL e CGIL nell’accordo sulle politiche e sui contratti del settore pubblico, dimostra che l’unità sui contenuti e sulle iniziative di lotta è vincente soprattutto quando il merito e il confronto prevalgono rispetto alle strumentalizzazioni di quanti, nei diversi schieramenti, preferirebbero lo scontro al confronto. Lungo questa strada la UIL intende proseguire la sua azione. La UIL ribadisce il pericolo dell’affermarsi di un mondo del lavoro diviso e frantumato dal punto di vista generazionale e delle tipologie di lavoro. Strumento capace di contrastare questo pericolo può e deve essere una nuova politica contrattuale che, nel confermare il valore del livello nazionale, esalti il livello aziendale o territoriale, anche al fine di ridistribuire la produttività e la ricchezza prodotta dal sistema economico.

Ruolo prioritario in questo contesto lo assume la scuola, che serve, prima di tutto, a formare cittadini a tutto tondo, e non solo produttori orientati al mercato. La UIL ritiene fondamentale mantenere una scuola laica, pubblica e nazionale, come elemento di coesione, opportunità e appartenenza.

Infatti la valorizzazione della persona deve essere il punto di partenza per la costruzione di una equa società globalizzata.

Il Congresso della UIL rifiuta una visione della globalizzazione in un’ottica esclusivamente neoliberista, tutta protesa al profitto a discapito dei diritti.

La UIL considera la globalizzazione una importante opportunità, per garantire il miglioramento complessivo della vita di milioni di donne e di uomini. La condizione in grado di realizzare questo processo, deriva dalla capacità di governare le cause e gli effetti globalizzazione stessa. Esiste perciò l’urgente necessità di realizzare politiche nuove, dando impulso alle istituzioni internazionali, capaci di supportare una nuova fase di democrazia economica mondiale, all’interno della quale il sindacato dovrà assumere un ruolo da protagonista.

Anche le sollecitazioni che vengono dalla parte non violenta dei movimenti per una giustizia globale, meritano l’attenzione del sindacato e contribuiscono alla creazione di una più ampia pressione per la democratizzazione dell’economia mondiale e la affermazione di diritti globali.

La UIL esprime la più totale condanna verso ogni forma di terrorismo. Sono ormai troppi e quotidiani gli atti violenti, le stragi, le distruzioni che funestano il nostro mondo.

La UIL ritiene che ridurre le ingiustizie, lavorare per la pace ed il progresso, significa ridurre lo spazio d’azione all’integralismo fondamentalista che basa proprio sulle diseguaglianze la propria opera di proselitismo.

La UIL non si sottrarrà a questa sfida, consapevole che non bastano le guerre a liberare dalla fame, dal sottosviluppo, e che solo un processo di pace duraturo consentirà di creare un equilibrio positivo tra giustizia e libertà, progresso e sviluppo, a partire dalla situazione drammatica tra Israeliani e Palestinesi.

La UIL vuole contribuire alla creazione di un forte sindacato europeo in grado di essere uno strumento di partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori per creare quelle forme di democrazia economica, capaci di garantire l’effettiva partecipazione e la ridistribuzione della ricchezza che i lavoratori stessi producono e realizzano. La UIL, inoltre, è impegnata all’interno della CES affinché la nuova costituzione europea accompagni la politica economica con garanzie istituzionali che siano partecipate dai cittadini e faccia emergere il valore del lavoro e il ruolo della sua rappresentanza. Ciò potrà avvenire partendo dalla Carta di Nizza per rafforzare il modello sociale europeo, anche attraverso un progressivo trasferimento di poteri negoziali a livello comunitario. In particolare il processo di allargamento e di unificazione europea, i rapporti tra le organizzazioni sindacali mondiali, possono rappresentare il motore, il traino di un più ampio percorso democratico, capace di realizzare processi concreti di equità, sviluppo, giustizia e solidarietà.

La proposta della UIL di un nuovo patto per il lavoro richiede come precondizione un patto per lo sviluppo. Esso deve vedere il Mezzogiorno come centro della ripresa degli investimenti tecnologici dell’innovazione e dell’occupazione. Un Mezzogiorno libero dalla precarietà, dall’insicurezza e dalla occasionalità degli interventi. La sfida che la UIL pone è quella di trasformare il Sud in una grande risorsa per la modernizzazione del nostro Paese.

Per queste ragioni giudica del tutto insufficienti i provvedimenti presenti nella Finanziaria 2002 in materia di sviluppo, in particolare del Mezzogiorno. La UIL è impegnata affinché il Sud diventi il vero motore dell’azione politica del sindacato nell’interesse generale e per lo sviluppo di tutto il Paese. Ciò accadrà se si accompagnerà a quello di tutto il Paese e nella misura in cui si saprà puntare sulle infrastrutture, sulle reti, sull’innovazione, sulla qualità del lavoro, sulle sinergie tra imprese, in particolare quelle medie e piccole rafforzando, nel contempo, tutti gli strumenti che mirino all’incentivazione dell’emersione e, contestualmente, alla repressione di coloro che continuano ad evadere tasse e contributi tenendo conto, naturalmente, che le prime vittime del lavoro nero sono le lavoratrici ed i lavoratori. Da questi fattori competitivi, e non dalla competizione sui costi del lavoro, passa il patto per lo sviluppo e la permanenza dell’Italia in Europa.

Così come, in questa direzione, la UIL considera indispensabile facilitare un decentramento bilanciato e solidale dei poteri e delle funzioni verso le amministrazioni locali. Scelta questa in grado di favorire lo snellimento di procedure decisionali ancora troppo burocratizzate valorizzando il carattere pubblico di strutture, servizi e funzioni essenziali per tutte le persone. Tale decentramento deve essere realizzato attraverso una più concreta concertazione tra le parti, per migliorare le già positive esperienze svolte nella realizzazione dei Patti Territoriali.

Nell’ ambito della riforma delle istituzioni e del welfare, la sanità, così come altri servizi, non devono riprodurre i già troppi diffusi squilibri tra nord e sud ma migliorare la loro qualità e la loro efficienza.

Conseguentemente ai processi di decentramento sarà necessario immaginare un nuovo modello organizzativo che favorisca un più avanzato patto di confederalità tra categorie e i livelli orizzontali dell’organizzazione, anche, attraverso un processo di decentramento interno funzionale alle trasformazioni istituzionali in atto.

La UIL considera l’unità un bene prezioso, troppo spesso reso sterile da inutili contrapposizioni, nella vana ricerca di una primogenitura della rappresentanza che avrebbe come risultato l’indebolimento dell’intero sindacato. Pur riconoscendo la legittimità delle appartenenze, riteniamo opportuno ribadire l’originalità e l’attualità di un modello sindacale del quale la UIL è da sempre portatrice.

Crediamo, senza presunzione, di essere in grado di proporre alla discussione unitaria e ai lavoratori un modello di sindacato, di società, un agire sociale capace di interpretare le aspettative ed i bisogni dei cittadini di questo Paese. Una UIL, un sindacato, in grado di rappresentare la società del progresso, dell’equità, della giustizia.

Essere, insomma, un sindacato libero, laico e riformista, con una forte identità basata sul pluralismo e l’autonomia.

La UIL - Sindacato dei Cittadini -, in continuità con la sua storia e tradizione laico, socialista e democratica, pone al centro del suo impegno sindacale la tutela dei più deboli e di quanti ancora nel mondo non hanno voce e si impegna ad affermare in ogni luogo la globalizzazione dei diritti.

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