UIL Salute e sicurezza sul posto di lavoro
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I testi di "Tutto per l'Rls/Rlst"
sono a cura di Paolo Baroncini coordinatore Rsl Uilcer di Ferrara

TUTTO PER L'RLS

La sicurezza sostenibile

L’approccio globale alla sicurezza è realizzabile solamente attraverso il conseguimento di alcuni obiettivi intermedi, tra questi sono indispensabili:

  • Il monitoraggio dello stato dell’ambiente di lavoro e le conseguenti ricadute all’esterno.

  • La corretta gestione delle risorse presenti e quelle da destinare alla sicurezza.

  • La possibilità di anticipare e prevenire danni prevedibili ed imprevedibili (per esempio le “emergenze”) sull’uomo e sul territorio.

  • La valutazione dell’efficacia delle politiche intraprese ed il loro mantenimento, nonché il conseguente sviluppo nel tempo delle migliorie.

  • L’effettivo coinvolgimento del lavoratore.

Al lavoratore deve essere lasciato lo spazio necessario per ridimensionare il proprio spazio vitale lavorativo, gli si deve lasciare l’opportunità di vedere autonomamente la propria attività in modo diverso, più sicuro. Così facendo, l’individuo arriverà naturalmente a capire che anche le normali attività di natura sociale abbisognano di particolari attenzioni e comportamenti, la nuova mentalità, la “cultura del lavoro sicuro e pulito” può essere trasferita efficacemente all’attività quotidiana sensibilizzando, per travaso di conoscenze ed attenzioni, tutto il nucleo familiare, per esempio, alla corretta gestione dei rifiuti, alla diversa considerazione dei potenziali rischi presenti nell’ambiente domestico, sulla strada, durante il tempo libero, nel “fai da te”, nel rapporto con gli altri cittadini, nello stimolare gl’interventi delle rappresentanze politiche e sociali, nel suggerire iniziative a livello locale, eccetera, eccetera.

Le tematiche di protezione e prevenzione riferite alla salute e sicurezza sul posto di lavoro sono legate anche a concreti interventi di tutela mirati sia all’interno che all’esterno della fabbrica, pertanto, la costruzione di un “sistema sicurezza” sostenibile ha bisogno d’essere fondato su di una cultura sociale, un percorso educativo alla società vissuta, comune e condivisa, in breve, anch’essa sostenibile.

Questo percorso, che presenta dei ritorni di natura economico/sociale molto interessanti, deve necessariamente partire dal coinvolgimento di tutti i soggetti di natura sociale del territorio (Amministrazione ed Enti locali, mondo scientifico, universitario e scolastico, organizzazioni dell’industria e del commercio, organizzazioni sindacali, ambientaliste e dei consumatori, servizio sanitario, cittadini e lavoratori) per fare in modo che almeno le future generazioni, possano partire da un cambio di mentalità d’approccio alla vita efficace, radicale ed integrato.

Il percorso verso la sostenibilità, richiedendo la partecipazione di tutti, pone anche il problema culturale ed educativo nei confronti dei cittadini, a maggior ragione per quelli in età scolare.

Il ruolo della scuola, su questi temi, si gioca principalmente nell’acquisizione della mentalità partecipativa ed in una rinnovata visione delle tematiche di A&S.

Il contributo è essenzialmente la costruzione di percorsi per la formazione di una cittadinanza attiva, in grado di mobilitarsi per la riqualificazione del proprio territorio e di farlo attraverso la partecipazione, un nuovo senso di radicamento e d’identità, attraverso un percorso non solo cognitivo ma fatto anche d’emozioni, di relazioni affettive e di responsabilità rispetto alla qualità dell’ambiente, della salute e sicurezza visti come valori fondamentali ed irrinunciabili della vita stessa.

Sciogliere il paradosso del fare prevenzione, valutazione, interventi ed educazione A&S in un ambiente che non cambia (come spesso succede nella vita civile e politica, nel percorso scolastico e sul posto di lavoro), rende visibile che qualcosa può cambiare in meglio, che fare educazione ed attività per la sicurezza e/o ambiente non significa rassegnarsi all’evidenza dei fatti, parlare solamente di disastri, infortuni, danni, evidenze negative, sistemi che non funzionano, ignoranza e sottocultura, abusi di potere, errati imperativi di chi amministra (statali ed industriali) ma vuol dire concretamente ed operativamente contribuire a fare piccoli, ma visibili e perciò importanti, passi verso la società sostenibile.

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