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I testi di "Tutto per l'Rls/Rlst"
sono a cura di Paolo Baroncini coordinatore Rsl Uilcer di Ferrara

TUTTO PER L'RLS

UILCEM Nazionale

Per un nuovo ruolo del R.L.S.

Premessa

ANALISI CRITICA DELL’ATTUALE SITUAZIONE APPLICATIVA DELLE NORME LEGISLATIVE E CONTRATTUALI, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AGLI ASPETTI PARTECIPATIVI E AL RUOLO DELLA BILATERALITA’.

A distanza di sei anni dalla sua emanazione, il D. Lgs. 626/94 trova ancora decise difficoltà per la sua piena applicazione.

Gli obiettivi principali del decreto erano quelli di favorire la crescita di una reale cultura della prevenzione nel nostro paese e parallelamente sviluppare un sistema partecipativo per il coinvolgimento dei lavoratori e del sindacato sulle scelte in azienda inerenti la salute e la sicurezza dei lavoratori.

Se si prescinde da alcune realtà, questi obiettivi sono stati raggiunti se non che in una percentuale modesta.

La causa principale è da ricercare nelle inadempienze legislative e contrattuali che continuano a verificarsi nella maggior parte dei luoghi di lavoro, inadempienze che, di fatto, vanificano il recepimento delle Direttive comunitarie.

Alcuni esempi ricorrenti e significativi:

- il RLS non è stato nominato in molte realtà aziendali (soprattutto nelle piccole e medie imprese). Altresì nelle realtà in cui è presente, molte volte è solo una figura di “facciata” senza nessuna possibilità di intervento;

- la formazione per il RLS, prevista dalla legge e dai contratti, in molti casi non è stata realizzata, e laddove è stata effettuata non sempre ha rispettato i criteri di “adeguatezza”, o quelli minimi previsti dagli accordi e dalle norme;

- la formazione e l’informazione per i Lavoratori sui rischi, non è stata realizzata nella stragrande maggioranza delle aziende;

- la costituzione degli Organismi Bilaterali, cosi come previsto dall’art. 20 del D. lgs.626/94 e dagli accordi applicativi, non è avvenuta in tutti i territori e laddove sono stati insediati, raramente hanno assolto i propri compiti.

Queste non sono che un ristretto elenco delle problematiche più evidenti nell’applicazione del decreto e sulle quali è necessario partire per improntare una nuova strategia sindacale.

A riguardo indichiamo delle richieste di modifica e di innovazione a livello legislativo e contrattuale, per promuovere la tanto auspicata e necessaria cultura della prevenzione, e favorire la reale partecipazione dei lavoratori al sistema di gestione della prevenzione aziendale, finalizzato ad abbattere gli infortuni che, in Italia, ancora oggi sono ad un livello troppo elevato.

1 - BILATERALITA’: CENTRALITA’ DEL LIVELLO TERRITORIALE DI CATEGORIA E RUOLO DI COORDINAMENTO DEL LIVELLO CONFEDERALE

La bilateralità, se si esclude una fase iniziale di progettazione, non ha portato ai risultati attesi e necessari.

Questo principalmente perché le controparti hanno manifestato e continuano a manifestare la volontà di dilazionare nel tempo il confronto sui problemi posti.

Nei casi in cui si è riusciti a realizzare il confronto sui problemi di merito, sono comunque emersi i limiti della bilateralità realizzata a livello confederale (sindacato - imprese).

Questi limiti sono dovuti principalmente al fatto che il RLS è istituito a livello aziendale, conseguentemente solo il livello categoriale (sindacato - imprese) può dare risposte organizzative e procedurali sui problemi inerenti la sicurezza.

Il livello categoriale deve quindi sviluppare ulteriormente le proprie strutture bilaterali nazionali (gia previste nei CCNL di nostra competenza) e dotarsi di strutture bilaterali territoriali (da realizzare).

Questo non vuole escludere il livello confederale, al quale è affidato il ruolo di coordinamento tra le varie strutture categoriali, nonché elemento cardine nei rapporti istituzionali ai vari livelli.

Nucleo centrale della bilateralità deve essere perciò il livello categoriale provinciale, al quale demandare le competenze derivanti dalla legge e dagli accordi, con particolare riferimento all’effettiva verifica dell’esercizio del ruolo dei RLS.

2 - RAFFORZAMENTO DELL’INIZIATIVA SINDACALE

La nostra categoria deve modificare la strategia sindacale sui temi in questione, inizialmente attraverso le seguenti linee guida:

a. DINAMICHE CONTRATTUALI

b. PIATTAFORMA AZIENDALE

c. COORDINAMENTO TERRITORIALE RLS

d. RAPPORTO RSU/RLS

e. RLST

2 a

Poiché le tematiche relative all’ambiente e alla sicurezza sempre più interagiscono con i vari argomenti presenti nel contratto e negli accordi, riteniamo opportuno che, nella gestione delle politiche sindacali, ai vari livelli, si debba tener conto di questa nuova impostazione predisponendo iniziative specifiche.

2 b

E’ necessario intraprendere strategie per l’elaborazione e la gestione di piattaforme aziendali e/o territoriali, per lo sviluppo della prevenzione, la promozione della sicurezza nei luoghi di lavoro, la presenza e l’esercizio del ruolo del RLS.

Conseguentemente all’interno delle aziende, nell’ambito della contrattazione di II livello, le tematiche inerenti la salute e la sicurezza e l’ambiente, con i relativi risvolti organizzativi, devono assumere un ruolo sempre più centrale, in modo da fornire ai RLS gli strumenti tecnici e organizzativi e le risorse, che li mettano in grado di rispondere ai vari problemi presenti in azienda.

Devono essere perciò predisposte specifiche piattaforme rivendicative che consentano di ottenere una più precisa applicazione legislativa e contrattuale al fine di dare maggiore ruolo alla figura dei RLS.

2 c

Uno strumento fondamentale per rendere più efficace il ruolo dell’RLS è certamente quello del Coordinamento territoriale di categoria di tutti i RLS.

Esso viene istituito e coordinato dalla segreteria provinciale di categoria, con cadenza almeno bimestrale avente lo scopo di:

i. aumentare il grado di informazione tra i vari RLS;

ii. consentire lo scambio di esperienze.

L’obiettivo è quello di realizzare un vero e proprio sistema di formazione continua sindacale dei RLS, direttamente effettuato all’interno delle strutture provinciali di categoria.

2 d

RSU/RLS: azione congiunta nell’esercizio e nella verifica del sistema di gestione aziendale applicativo del D.Lgs. 626/94 e successive modifiche e integrazioni.

Troppe volte tra RSU e RLS, si sono venute a creare delle divergenze sui criteri di conduzione delle varie tematiche ambientali e della sicurezza.

Per porre rimedio a queste divisioni interne al sindacato, che non fanno altro che indebolire notevolmente il potere contrattuale, riteniamo opportuno ipotizzare percorsi formativi basati sulla reciproca unità di azione.

2 e

L’obiettivo prioritario è quello di realizzare la nomina di tutti i RLS nelle aziende e l’impegno della categoria deve essere indirizzato in questo senso, non deve però essere esclusa la possibilità di creare,anche nella nostra categoria, dei RLS Territoriali (o di bacino), in grado di sopperire alla troppo spesso mancata elezione/nomina nelle piccole e medie imprese (vedi esempio settore artigiano).

3 - STRUMENTI E CRITERI PER INIZIATIVE INFORMATIVE E FORMATIVE

3 A

Realizzazione della Formazione Continua: devono essere definiti a livello di categoria, i criteri per la formazione continua dei RLS superando i limiti (anche orari) definiti dalla legge e dagli accordi.

3 B

Deve essere effettuata una campagna formativa rivolta ai vari livelli della categoria e per RSU e RLS, per la definizione e la gestione della piattaforma in materia di Salute e Sicurezza (eventuale utilizzo dei Fondi INAIL e Unione europea).(vedi punto 2 B)

3 C

L’Organismo Bilaterale di Categoria deve essere l’unico soggetto abilitato alla validazione dei progetti formativi per i RLS derivanti dal D.Lgs. 626/94.

Scopo è quello di garantire una formazione adeguata e trasparente ai RLS.

(validazione territoriale - certificazione dei formatori).

3 D

Formazione per RLS e quadri Sindacali di Categoria.

Oltre alla formazione specifica derivante dalla legge e dagli accordi per i RLS, è necessario garantire agli stessi un ulteriore momento formativo strategicamente orientato da parte della categoria.

Nostro compito è anche quello di garantire, a tutti i quadri sindacali di categoria, una formazione di base sulle problematiche ambientali e di sicurezza.

4 - INFORMAZIONE

- Internet;

- Coordinamenti RLS;

- Periodico sulla Sicurezza.

Al fine di ottenere una comunicazione tempestiva ed efficace, la categoria si impegna a realizzare un idoneo sito internet, con pagine dedicate e mailing list, nonché un periodico specifico sulla sicurezza e ambiente.

Sempre a livello informativo/formativo deve essere considerato fondamentale lo strumento del coordinamento RLS.

5 - LAVORATORI “ATIPICI”

Deve essere inserito nei contratti, il diritto dei lavoratori “atipici” di essere tutelati e rappresentati dai RLS dell’impresa committente, pertanto devono essere preventivamente esigibili da quest’ultimo, le informazioni specifiche sulla formazione-informazione che il lavoratore “atipico” ha ricevuto, per poterne quindi verificare la regolarità rispetto al contratto e la sicurezza del lavoro.

Uilcem Nazionale, Roma, 08/09/2000

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