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testi di "Tutto per l'Rls/Rlst" sono a cura di Paolo Baroncini coordinatore Rsl Uilcer di Ferrara |
TUTTO PER L'RLS Il cambiamento della politica sindacale La nuova strategia. Nella realtà italiana si trovano ancora forti resistenze nell’applicare la cultura partecipativa da parte delle aziende e del sindacato. Probabilmente questo avviene perché gli ottimi risultati dell’azione rivendicativa e oppositiva, caratterizzanti l’attività sindacale degli anni ‘70, hanno lasciato sicuramente una traccia culturale difficile da sradicare. Ancora oggi, troviamo in molte imprese la generalizzata convinzione che tenere il sindacato, ed i lavoratori, il più lontano possibile dai “propri affari” paga, mentre parole quali “partecipazione” e “concertazione” sono spesso sconosciute o travisate (anche senza intenzione malevola), evidenziando così una chiara, diffusa e radicata sottocultura in merito. La semplice informazione, spesso incompleta, o proposta al minimo consentito, è spacciata come ampia disponibilità collaborativa. Per contro, una parte del sindacato (ancora grande) considera la partecipazione come una modalità accessoria alla cultura rivendicativa, dove si ritiene più conveniente una pratica correttiva “a valle” degli effetti provocati dalle decisioni aziendali piuttosto che considerare la possibilità di dare indirizzi di tenore concertativo “a monte”, rischiando così di perdere l’identità oppositiva perché vista ancora, agli occhi dei lavoratori e nella cultura sindacale “moderna”, come primario elemento qualificante. Le strategie di prevenzione e l’efficacia della partecipazione, invece, sono direttamente collegate all’individuazione dell’intervento il più “a monte” possibile, vicino all’origine del problema, per esempio, la possibilità tecnica, organizzativa e culturale di realizzare la sicurezza di un ciclo lavorativo decresce man mano che ci si sposta dalla fase di ideazione e progettazione (intervento di concezione) a quella di realizzazione e d’utilizzo (intervento di correzione) ed i costi per la sicurezza aumentano, assieme alla rigidità delle parti, man mano che l’intervento si sposta dalla prima fase all’ultima. Scorrendo il testo d’apertura dell’accordo interconfederale del 22 giugno 1995 leggiamo che “la logica che fonda i rapporti tra le parti nella materia intende superare posizioni di conflittualità ed ispirarsi a criteri di partecipazione”. A questo punto è chiaro come le RSU/RSA, naturalmente con il supporto dei RLS, e le Aziende vengano invitate, dalle associazioni che le rappresentano, a propendere più verso il ruolo partecipativo, almeno sulle tematiche di A&S, lasciando al tradizionale ruolo oppositivo compiti risolutivi per le controversie interne all’azienda, comunque non derivate da mancata applicazione delle norme. Nel CCNL chimico al punto 1 dello stesso articolo contrattuale si legge che “…i RLS … sono preposti a trattare con la Direzione aziendale le materie dell’ambiente, igiene e sicurezza”, il punto 5 riporta ancora come “la C.A./RLS e la RSU possono concordare con la Direzione aziendale” e “laddove condizioni oggettive lo rendano necessario l’Azienda esaminerà con la C.A./RLS e la RSU ...”. Qui è chiara l’intenzione delle Parti nell’identificare tre diversi soggetti deputati alla contrattazione, cioè RSU/RSA, RLS e Azienda, i quali, nelle idonee combinazioni, hanno l’opportunità di operare, sempre nel campo A&S, la contrattazione su due livelli ben distinti:
Così facendo, si deve necessariamente diversificare il tipo di contrattazione, orientativamente, sui seguenti argomenti:
Schema di percorso Schematizzando il tutto in un’ottica sindacale, nell’analisi del ciclo produttivo perseguendo il fine della tutela della salute dei lavoratori e difesa dell’ambiente, il RLS/RSU deve tenere presente che: - Occorre identificare e ridefinire forme concrete d’esercizio di ruolo che il sindacato può e deve avere per la tutela di A&S. - Per questo sono necessarie capacità e strategie operative, utili a superare lo scarto esistente tra bisogni e domanda di salute e difesa ambientale, tra conoscenze tecnico-scientifiche e attitudine del sindacato a partecipare, collaborare, verificare, controllare, proporre, rivendicare e negoziare. - Obiettivo è contribuire ad una diffusa capacità di organizzare, a partire dai luoghi di lavoro, la conoscenza, il controllo, la capacità di proposta e la negoziazione, sui due livelli prima descritti, della tutela A&S. - Aggiungendo che, come RLS/RSU, dobbiamo attivare in modo diffuso la capacità dei lavoratori a raccogliere e organizzare conoscenze e giudizi sulle condizioni di lavoro. - Ne deriva una capacità di esprimere la domanda di salute, interna ed esterna la fabbrica, nella partecipazione, contrattazione ed azione politica. Le condizioni per realizzare gli obiettivi sopra indicati sono:
Non va dimenticato dalla RSU e RLS, in fase di negoziazione, che la sicurezza e l’ambiente non possono essere barattati ma rispettati e migliorati e che la salute, sempre ed in ogni caso, non può essere in alcun modo monetizzata. |