MODELLO LEYMANN
1^ FASE: conflitto quotidiano
in tutti i luoghi di lavoro è normale che possano nascere dei conflitti anche se non si possono definire, di per sé, azioni di mobbing.
La fase del conflitto quotidiano può rappresentare l’avvio del processo e, per tale motivo, è la fase più delicata e sulla quale occorre esercitare il massimo di attenzione.
2^ FASE: inizio del mobbing e del terrorismo psicologico
inizia quando il conflitto quotidiano matura ed acquista un carattere di continuità trasformandosi in mobbing.
3^ FASE: errori ed abusi anche non legali della direzione del personale
arriva l momento in cui la direzione del personale viene a conoscenza della situazione conflittuale in atto e generalmente si posiziona contro la persona mobbizzata.
Ciò deriva quasi sempre dal fatto che la vittima della violenza psicologica ha, come conseguenza, un calo di rendimento e si assenta spesso dal lavoro: comportamento ritenuto molto negativo da parte di chi è abituato a gestire le risorse umane limitandosi a valutazioni superficiali ed affidandosi ai giudizi delle gerarchie aziendali.
4^ FASE: esclusione dal mondo del lavoro
è l’uscita dal mondo del lavoro.
Assume, spesso, per il mobbizzato, le dimensioni di una vera e propria tragedia personale.
La vittima rimane sola, isolata da tutti.